I criteri per scegliere un condizionatore d'aria

Scritto da Rossana De Caro |    Aprile 2007    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Estate al freddo
La mania dei condizionatori è scoppiata da qualche anno anche in Italia: la ricerca del refrigerio nei mesi estivi ha portato allo sviluppo del mercato del condizionamento e ad una sempre maggiore diffusione anche nelle abitazioni private, tanto che tra gli elettrodomestici i condizionatori risultano quelli con il maggiore trend di incremento delle vendite. Da qui anche il progressivo aumento dei consumi energetici e la corsa da parte dei produttori alla creazione di macchine sempre più parche nel consumo di elettricità.
Con la direttiva comunitaria (2002/31/CE) è obbligatoria l'esposizione al pubblico dell'etichettatura energetica. Tuttavia riguardo ai condizionatori non c'è ancora una chiarezza totale e quindi, quando disponibile, è opportuno richiedere una scheda tecnica completa dell'oggetto, indispensabile per capire cosa si compra.

Classe e gas
La classe energetica degli apparecchi viene calcolata in base a due coefficienti: Eer e Cop, cioè il rapporto esistente tra potenza impiegata ed energia spesa dall'apparecchio per raffrescare (Eer) o per riscaldare (Cop). Nulla vieta ad un apparecchio di situarsi in classe A (quella a maggiore risparmio energetico) nella versione estiva e magari, un gradino più sotto, in classe B nella versione invernale. Non è strano, infatti, che un climatizzatore a pompa di calore abbia un miglior rapporto energia-spesa/energia-resa in una funzione anziché nell'altra.
Altro argomento importante è legato all'utilizzo di gas refrigeranti ecologici per il loro funzionamento. Da diversi anni, ma in particolare da quando lo impone il protocollo di Kyoto, la normativa si orienta verso l'utilizzo di sostituti dei vecchi gas refrigeranti (Cfc) che contenevano cloro, dannoso per l'ozono. I sostituti dei Cfc, giudicati attualmente idonei, sono l'R407C e l'R410A. In particolare quest'ultimo è il più evoluto in ordine di tempo: rispetto all'altro, ad esempio, consente costi di manutenzione notevolmente inferiori. Preferire quindi un apparecchio con R410 vuol dire orientarsi verso macchine più moderne e con minor rischio di "sorprese".

Potenza
Di quale potenza c'è bisogno per raffreddare gli ambienti della casa? I calcoli per il fabbisogno hanno molte variabili fra cui l'altezza delle stanze, le superfici delle finestre, la posizione a tetto ecc. Mediamente possiamo dire che per raffreddare un ambiente di 25 metri quadri, alto 3 metri, serve una potenza di circa 3.000 watt. Sul web ci sono anche dei siti che offrono la possibilità a chiunque di fare un calcolo accurato dei Btu (o dei watt) necessari inserendo dati e misure precise. In ogni caso è bene affidarsi ad un esperto, che in base ai molti fattori che prenderà in considerazione potrà indicare la potenza necessaria al fabbisogno e progettare correttamente l'impianto di climatizzazione.