La faida tra i Gherardini e i Firidolfi rivive a Panzano in Chianti

Scritto da Miriam Serni Casalini |    Aprile 2003    |    Pag.

Esecuzione d'aprile
Tra i Gherardini del castello di Montagliari e i Firidolfi del vicino Castello di Panzano non correva buon sangue, anzi, il sangue scorreva. Due Gherardini uccisero Antonio, fratello di Luca di Totto de' Firidolfi. Luca giurò vendetta, come d'uso, ma i due, inseguiti "...per paesi e per boschi massimamente", si rifugiarono a Napoli. Luca, preso da altre faccende, poté mandare a compimento il suo proposito solo quattro anni dopo, nel 1346, quando seppe che il Gherardini superstite (l'altro era morto per i fatti suoi a Napoli) era a desinare a Santa Margherita a Montici, presso Firenze. Radunati consorti ed armati, piombarono sul posto, "...diedero il guasto agli edifici" e catturarono il Gherardini. "Gli fummo sopra e mandamolo in paradiso...", come scrive proprio Luca nelle sue "Ricordanze".
Questa è la storia che i giovani dell'associazione "Il Grondino" rievocano a Panzano in Chianti nel pomeriggio del 25 aprile, cambiando ogni tanto il finale del copione per esigenze di spettacolo: o decapitato, o morto impiccato, sempre però dopo un gustoso processo nel quale sono giudici i signori dei castelli chiantigiani in sfarzosi costumi d'epoca. Si parte con un maestoso corteo di nobili e popolari, che sfila per le vie del paese fino alla piazza del Castello dove, su due distinti palchi, si svolge il processo al Gherardini. Grande spettacolo per i residenti e per i numerosi turisti, cui seguono, naturalmente, degustazioni di cibi locali e libagioni con il miglior Chianti Classico. E per finire, musiche e balli notturni nella piazza di Panzano alto.