Abeti coltivati: una campagna per l’ambiente in collaborazione con la Regione Toscana

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2008    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

La scelta di un abete vero coltivato è un regalo per l’ambiente. In occasione del Natale, Unicoop Firenze, in collaborazione con la Regione Toscana, promuove un’importante iniziativa firmata “L’ambiente in mente”. Fino al 24 dicembre in tutti i negozi Coop (iper e supermercati), i soci potranno comprare abeti provenienti dai vivai di Montemignaio, contrassegnati da un tagliando di riconoscimento. Si tratta di alberi coltivati appositamente per la commercializzazione, che non determinano l’impoverimento dei boschi, anzi, sono utilissimi per la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente. Infatti dopo la scomparsa dalle zone alto collinari e montane della produzione cerealicola, la coltivazione dell’albero di Natale è uno dei pochi presidi ambientali rimasto in grado di mantenere la stabilità su terreni che altrimenti rischierebbero l’abbandono con conseguente rischio, ad esempio, di frane. Lo scopo di questa campagna è appunto quello di incentivare questo tipo di vivaismo che è di importanza vitale per l’equilibrio naturale di flora e fauna e per l’economia di certe aree di montagna della Toscana. Inoltre dopo il loro impiego, alla fine delle feste, gli alberi possono essere riutilizzati per la creazione di energia pulita. Basta riconsegnarli al complesso agricolo forestale regionale di Rincine con il proprio tagliando. In cambio dell’albero verrà data in omaggio una piccola pianta da rimboschimento.

La coltivazione

In Italia questo tipo di coltivazione è concentrato in Veneto e, prevalentemente, in Toscana. Tra le province di Arezzo e Pistoia 150 ettari sono destinati alla produzione quasi esclusiva di abete rosso (e in misura secondaria bianco) su terreni marginali di media collina e montani. Una delle principali aree di produzione è il Casentino, dove l’albero di Natale è coltivato da oltre 40 anni, ad un’altitudine tra i 400 e i 1000 metri s.l.m. nelle zone montane della vallata di Montemignaio, Castel San Niccolò, Pratovecchio e Stia. Qui si sfruttano appezzamenti non più utilizzati per produrre cereali e foraggi. Prima di procedere all’estirpazione e commercializzazione occorrono 5-6 anni dal momento del trapianto, durante i quali le piantine in vivaio ricevono le cure colturali di diserbo, concimazione e lavorazione del terreno, per arrivare a un’altezza di 180-200 cm. La produzione annuale è di circa 200.000 piante che entrano in commercio attraverso la grande distribuzione tagliate alla base (quindi come punte, o cimali) oppure comprensive del pane di terra. Si tratta di piante ornamentali coltivate, al pari di tutte le altre, che non hanno niente a che vedere con la diffusione spontanea che possiamo apprezzare in una foresta.

Il teleriscaldamento

La domanda che molti si pongono è cosa fare dell’albero una volta terminate le feste. Il rimboschimento con piante non certificate (per altro vietato dalla Legge forestale della Toscana per il rischio di inquinamento genetico) sarebbe comunque destinato al fallimento, per la grandezza delle piante e la mancanza di radici sufficienti. Anche trapiantare un albero di Natale in giardino è controindicato, provocherebbe un’inutile sofferenza per l’abete che ha bisogno di una determinata altitudine, e di zone climatiche particolari. La cosa migliore quindi è restituire gli alberi dopo il loro utilizzo per destinarli alla produzione di energia pulita. Le piante si possono consegnare al Complesso agricolo forestale di Rincine, nel comune di Londa, in provincia di Firenze.

Qui gli alberi saranno usati ai fini della creazione di energia pulita da biomasse, grazie alla presenza di un impianto di teleriscaldamento, alimentato da una caldaia a cippato di legna. L’unico accorgimento da prendere è quello di non trattare gli abeti con spray coloranti o con la classica neve artificiale che ne impedirebbero il successivo riutilizzo. In cambio di ogni albero restituito (è importante conservare il tagliandino di riconoscimento) si avrà in omaggio una piantina da rimboschimento, proveniente dal vivaio forestale, una brochure sulla valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile realizzata dalla Comunità Montana Montagna Fiorentina e la possibilità di visitare l’impianto. Il Complesso di Rincine resterà aperto sabato 10, 17, 24 e 31 gennaio 2009, con orario 10-16 per ritirare gli abeti.

Le foreste di Rincine

Il complesso agricolo forestale regionale di Rincine, gestito dalla Comunità Montana Montagna Fiorentina, ospita il Centro dimostrativo per le energie rinnovabili con importanti realizzazioni nel campo della valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile. È presente anche un vivaio forestale che produce piante ornamentali, per arredo urbano e piante forestali da utilizzare nei rimboschimenti, negli impianti di arboricoltura da legno e negli interventi di ripristino ambientale. La fitta rete di strade, circa 70 chilometri, che attraversano la foresta, consente escursioni naturalistiche a piedi, a cavallo o in mountain bike. Il complesso ha una superficie di oltre 1400 ettari e si estende in una vasta area a cavallo tra il Casentino e la Val di Sieve, nei comuni di Dicomano, Londa e San Godenzo. Parte dell’area, circa 420 ettari nella porzione nord-orientale, è all’interno del Parco nazionale del Monte Falterona–Campigna–Foreste Casentinesi.

Come si raggiunge. In auto: da Firenze si percorre la SS 67 in direzione Forlì; oltrepassati i centri di Pontassieve e Rufina, in località Contea si imbocca la SR 556 verso il valico di Croce a Mori, fino alla località Rincine. Dal Casentino, passata Stia, si percorre la SR 556, oltrepassando il valico di Croce a Mori. Provenendo dall’autostrada A1 si può uscire a Barberino di Mugello percorrendo la SR 551, che porta a Dicomano e da qui fino a Contea, dove si imbocca la SS 67. In treno. La linea ferroviaria utile è quella regionale Firenze-Borgo San Lorenzo-Faenza. La stazione più vicina è quella di Contea-Londa, servita dal trasporto pubblico necessario a raggiungere Rincine. Info: complesso forestale di Rincine, responsabile dottor Antonio Ventre, tel. 0558354016, e-mail: saf@montagnafiorentina.it


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