Una festa di riflessi per raccontare la tradizione artigianale e industriale di un territorio

Scritto da Pippo Russo |    Settembre 2017    |    Pag. 37

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

museo cristallo

Foto F. Giannoni

Colle di Val d'Elsa

Un emozionante viaggio dentro un caleidoscopio di luci e colori. È questa la sensazione che si prova inoltrandosi nel percorso del Museo del cristallo di Colle di Val d'Elsa. Il luogo trasmette sensazioni già prima di entrare nello spazio museale, mentre ci s'incammina verso la struttura dalla forma suggestiva. Uno spazio della trasparenza che costituisce parte della costruzione e permette di avere già dall'esterno un’anticipazione dell’esperienza museale. E questo aspetto della trasparenza trasmette la prima, grande emozione al visitatore. Così come la concezione minimalista dell’arredamento interno, che imprime una sensazione di vasta apertura spaziale. Molte altre suggestioni verranno, in questo museo che, come tanti altri sparsi per il territorio toscano, è un mix fra arte manifatturiera e storia sociale.

Queste suggestioni devono molto all’effetto caleidoscopico dei giochi di colori sul cristallo. Perché gli oggetti custoditi nelle teche proiettano tutte le tonalità di ciascun colore, e questa festa di riflessi finisce col sembrare una proiezione di chi guarda e dei suoi stati d'animo. Quegli oggetti sono la testimonianza di tante cose. A cominciare dalla vocazione artigianale e poi industriale del territorio, che stando alle testimonianze storiche già nel XIV secolo aveva maturato una competenza per la lavorazione del vetro. Il processo di specializzazione in questo tipo di attività ha fatto sì che Colle di Val d'Elsa si convertisse anche in un’avanguardia dell’innovazione tecnologica nel settore, che raggiunse un punto di svolta nell’Ottocento grazie all'impulso del vetraio francese Filippo Mathis. A lui, e alla fornace di nuova generazione inaugurata nella sua fabbrica, si deve il passaggio dal semplice vetro al cristallo. Che significa una curvatura della produzione verso la dimensione artistica, alla ricerca di una qualità estetica del manufatto che i precedenti cicli produttivi non prevedevano perché non necessaria.

Da lì prende il via una nuova era del cristallo a Colle di Val d'Elsa, che fra periodi di crisi e nuove fasi di rilancio arriva fino alla contemporaneità. E al tempo stesso s’inaugura una cultura operaia e delle relazioni industriali tipica di un’economia matura, ciò di cui il Museo del cristallo porta traccia. I reperti fotografici che raccontano il duro lavoro per la produzione del cristallo compongono una parte affascinante del percorso museale, e riferiscono delle ardue condizioni nelle quali era necessario lavorare per realizzare quelle opere d’arte. A supporto c’è anche la parte in cui vengono illustrati gli strumenti e le tecniche di lavoro, con la messa in evidenza delle operazioni d'intaglio e di molatura. Ma poi le parti più suggestive del museo sono quelle dedicate alle installazioni artistiche. La Cascata dei calici che parte dal tetto e lì rimane a incombere, suscitando uno straniante effetto di tempo sospeso. E soprattutto la Foresta di cristallo, una batteria di cilindri che riproducono la forma dell'albero e trasmettono la sensazione di trovarsi davvero nel pieno della natura selvaggia. Sia pure per qualche attimo, e indotta artificialmente, si ha l'impressione di trovarsi al centro della natura profonda, nemmeno lambita dal passaggio umano. E quel biancore intenso comunica la sensazione dell'inverno più rigido, coi suoi silenzi mistici che inducono a muoversi in punta di piedi per non spezzare l'incantesimo.



Museo del cristallo, Via dei Fossi 8A, Colle di Val d'Elsa. Orari d'apertura: dal martedì alla domenica, ore 10-13,30, 14-18. Ingresso intero 4 euro, ridotto 2,50. Sito web: www.museodelcristallo.it.


Notizie correlate

museo scientifico siena

Scrigno di meraviglie

Il Museo di storia naturale dell’Accademia dei Fisiocritici e una rete musei da scoprire

Video

Fragili trasparenze

Un museo sulla produzione del vetro nell'empolese

Photogallery