Le testimonianze di alcuni partecipanti ai progetti di solidarietà

Scritto da Sara Barbanera |    Giugno 2012    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.


(Dora Donarelli, presidente sezione soci Pistoia a Besali)

"Emozionante". Indubbiamente "speciale". Di sicuro "Importante". Silvia, Ashley e, Dora sono i tre "noi" che raccontano così "gli altri": tre degli oltre 250 partecipanti ai progetti "Noi con gli Altri" che Unicoop Firenze e la Fondazione Il Cuore si scioglie onlus hanno realizzato nel 2011-2012 con alcune scuole toscane. Un percorso che inizia a novembre a scuola e si conclude con il contatto diretto con realtà diverse e lontane dal vissuto quotidiano: dalla scuola alla vita, dal sapere al fare per trasformare le idee in progetti concreti che durino nel tempo. Kenya, centro Le Bollicine di Siena, Camerun: i portavoce ci hanno raccontato qualcosa in più su tre degli otto progetti di questa stagione.

Kenya: mettere radici
Pomodori, fagioli e soia ma non solo: in Kenya, Silvia e gli altri hanno progettato uno schema di rotazione delle coltivazioni perché i loro coetanei locali sfruttino al meglio i terreni del Centro Napenda Kuishi Home di Nairobi. «È stato impegnativo - spiega Silvia - ma, credo, utile perché non conoscono questi metodi. Piantare è stato mettere radici: si è trattato solo di pochi giorni, ma alla fine ci sentivamo davvero... amici per la pelle!». Oggi tornano i ricordi, più e meno buoni: «Rabbia e senso di ingiustizia si sono mescolate alla forza degli operatori di Korogocho: lavorano e non si arrendono nemmeno nell'indescrivibile inferno della baraccopoli». E dopo una grande scossa, Silvia e gli altri sono riatterrati in Italia: «So che non cambieremo il mondo, ma forse abbiamo cambiato quel pezzetto di terra. Di fronte ai grandi problemi, sentirsi piccoli non significa essere inutili».

Centro Bollicine: i frutti del lavoro
Un orto dietro casa per le piccole esigenze e qualche sfizio del palato può sembrare cosa da poco. È il primo saporito frutto del lavoro e dell'amicizia nata fra gli studenti dell'Istituto tecnico agrario Ricasoli di Siena e i ragazzi diversamente abili del Centro le Bollicine. Agli studenti di Siena è bastato rispondere ad una richiesta e il progetto ha preso corpo da sé, come racconta Ashley: «Ci hanno chiesto di ampliare il loro orto con insalata, pomodori, zucchine e soprattutto fragole di cui sono ghiotti. Abbiamo piantato tutto a scuola e poi trapiantato qui in un terreno incolto». E così i ragazzi del centro hanno imparato a zappare e a mantenere le nuove coltivazioni: «L'orto è stata la partenza - continua Ashley - di un impegno comune da portare avanti anche nella nuova stagione».

Besali: I sogni dei giovani
«Di sicuro, importante», così esordisce Dora Donarelli, presidente della Sezione soci di Pistoia che, come referente di Unicoop Firenze, ha accompagnato in Camerun gli studenti di Pistoia e Agliana.
«Progettare interventi educativi per gli studenti di Besali ha significato parlare di futuro: i ragazzi italiani si sono confrontati con emozioni e progetti, dando contorni concreti al loro sostegno, ma raccogliendo anche gli stimoli dei coetanei africani. Ho colto il loro stupore di fronte ai sogni dei giovani di Besali che studiano per avere un domani diverso sulla loro terra, con un attaccamento che non li renderà mai randagi».
Sul tavolo, grandi questioni che hanno messo tutti sullo stesso piano seppure con ruoli diversi, come precisa Dora: «Indirettamente i ragazzi stessi chiedono che l'adulto li guidi attraverso sensazioni forti, dal senso di impotenza allo slancio di fare tutto e subito». In realtà l'impegno sarà graduale e qualche tappa è già fissata: «Qui a Pistoia ci siamo già rivisti e, con i nuovi mezzi di comunicazione, dalla Toscana all'Africa saremo un'unica grande comunità».
Ulteriori approfondimenti sul sito della fondazione Il cuore si scioglie (http://fondazioneonlus.altervista.org)


Montelupo
Un nuovo viaggio
La trama della stagione "Noi con gli Altri" 2011-2012 è stata tracciata lo scorso 5 maggio a Montelupo Fiorentino dove tutti i protagonisti si sono raccontati con video, foto e testimonianze. Oltre cinquecento persone che si sono ritrovate sul binario di solidarietà e cooperazione, dove qualche nuovo treno è già in partenza, come anticipa Daniela Mori, vicepresidente della Fondazione Il Cuore si scioglie: «Al di là delle singole esperienze, "Noi con gli Altri" è un'occasione di riflessione per una comunità vasta: alunni, insegnanti e genitori possono essere il motore di un cambiamento da tradurre in azione, perché ognuno faccia la sua parte in una parte di mondo. Questo è il primo antidoto ad una crisi che sta investendo anche il nostro contesto; perciò proporremo nuovi percorsi non solo scolastici ma anche volontari e individuali: in questa direzione vanno il World camp dello scorso aprile a Badia di Moscheta e i campi estivi in Calabria che, da fine giugno a settembre, portano i giovani sulle terre confiscate alle mafie». Quasi a dire che il vero viaggio inizia una volta tornati a casa.