Dalla plastica ai sacchetti biodegradabili. Nuovi posti di lavoro in Mugello

Scritto da Pippo Russo |    Aprile 2014    |    Pag. 5

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Conservare e innovare. In apparenza due princìpi difficili da far sposare. E invece esistono esperienze in cui essi riescono a fondersi, e a portare esempi virtuosi per l’economia e la diffusione di modelli del consumo responsabile. Esempi che partono dai piccoli gesti quotidiani, talmente ripetitivi da farci perdere il senso della loro importanza.

Come è l’utilizzo dei sacchetti della spesa e dei guanti usa e getta con cui preleviamo dagli espositori la frutta e la verdura da acquistare sfuse. Una pratica minima di cui non teniamo presente l’impatto economico ed ecologico, e che invece se analizzata ci porterebbe a riflettere su come stia proprio in queste pratiche la possibilità di consumare, sprecando il minor numero possibile di risorse.

Le cifre dicono che ogni anno vengono consumate 360 tonnellate di plastica per coprire questo fabbisogno. Tale immane quantità serve per produrre 120 milioni di sacchetti e 40 milioni di guanti. Oggetti cui diamo nessuna importanza e che proprio per questo diventano il simbolo del nostro modello di consumo inconsapevole, dunque dissennato.

Sicché è significativo che giusto da questi oggetti parta un’azione in controtendenza, capace di diffondere modelli di consumo consapevole. E ancora una volta l’Unicoop Firenze è in prima linea nel divulgare un senso della responsabilità sociale e ambientale attraverso le pratiche di consumo.

È questo lo scopo cui mira l’adozione dei sacchetti in Mater-Bi, materiale ecologico e completamente biodegradabile: ciò gli rende possibile diventare compost unitamente ai rifiuti organici.

Gli ottimi risultati ottenuti con la sperimentazione condotta dal novembre 2012 in quattro punti vendita Coop della provincia di Siena (Siena, Colle di Val d’Elsa e Poggibonsi) hanno sollecitato l’adozione dei sacchetti e dei guanti in Mater-Bi nei punti vendita della provincia di Firenze.

Già dallo scorso mese di febbraio gli utenti dei negozi Coop del capoluogo si sono visti proporre questa novità, che progressivamente verrà estesa al resto della Regione. E ancora una volta sarà la condivisione della pratica e degli obiettivi con gli utenti a fare la differenza.

Conservare e innovare, si diceva all’inizio. Nel senso che una pratica di tutela e protezione delle risorse ambientali può nascere dal progresso tecnologico. Quest’ultimo, come dimostra l’esempio del Mater-Bi, non è sempre sinonimo di distruzione di risorse. Allo stesso modo in cui l’innovazione tecnologica non significa sempre distruzione di vecchi mestieri e posti di lavoro. E ancora una volta la storia che vi stiamo raccontando ha valore d’esempio.

L’azienda che produce i sacchetti dal Mater-Bi, la Ipt di Scarperia, ha saputo oltrepassare lunghi anni di crisi aziendale – e una sequela di cambi di proprietà –, scommettendo sui talenti artigianali presenti in casa e raccogliendo la sfida dell’innovazione orientata alla tutela dell’ambiente. Pareva una soluzione disperata e perdente.

E invece l’azienda ha saputo reinventarsi, ritagliandosi un ruolo di mercato laddove la concorrenza non era stata capace di coglierlo. La partnership con Coop è stata determinate; ma senza il coraggio di scommettere sulla fusione tra progresso tecnologico e tutela dell’ambiente, tutto ciò non sarebbe stato possibile.

Grazie a questa capacità di visione, Ipt, in tempi di crisi generalizzata, ha potuto aumentare la propria forza-lavoro da 36 a 52 addetti. E tutto lascia sperare che le cose progrediscano ulteriormente. Una piccola e bellissima storia che racconta di un’Italia che resiste. Anche grazie ai gesti quotidiani di tutti noi.

Nella foto in alto la Ipta di Scaperia