Come e quando potare rose, arbusti, siepi, olivi e alberi da frutto

Scritto da Càrola Ciotti |    Febbraio 2017    |    Pag. 42, 43

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Potatura Alberi

Foto F. Magonio

Febbraio

Le operazioni di potatura sono importanti per qualunque pianta, poiché concorrono al mantenimento di una buona salute, di una buona produzione di fiori o frutti e di un aspetto gradevole e armonico. Ma non tutte le piante richiedono i medesimi interventi; abbiamo parlato con Francesco Bacci - titolare di una rivendita di articoli agricoli sulle colline fiorentine - per farci spiegare come e quando potare le rose, gli arbusti ornamentali e le siepi, gli olivi e gli alberi da frutto e gli attrezzi che si usano.


L’occhio e le rose

«Per le rose i mesi più adatti sono gennaio e febbraio - spiega Francesco -; se prima o dopo, dipende dall’ubicazione del giardino. Comunque, la pianta è pronta a ricevere la potatura, quando le prime gemme di colore rosso-rosato fuoriescono dal ramo. In quel momento possiamo ripulire la rosa dai rami rovinati o secchi, recidendoli a circa un centimetro sopra la nuova gemma, detta “occhio”, adoperando buone forbici affilate e un seghetto per i rami più vecchi e robusti.

Il taglio dovrebbe essere leggermente inclinato dalla parte opposta dell’occhio stesso; un taglio inclinato dalla parte sbagliata favorisce l’accumulo di umidità presso l’occhio, col rischio di farlo marcire. Se non siamo sicuri del tipo d’inclinazione da dare al taglio, possiamo farne uno diritto, avendo però cura di chiuderlo con l’apposito mastice, per favorire la cicatrizzazione. Se due rami, s’incrociano, se ne taglia uno sotto al punto d’intersezione».


Oltre la siepe

Per gli arbusti ornamentali Francesco ci spiega che si pota con tecniche diverse: quella cosiddetta di “allevamento” si usa su esemplari giovani; le stagioni adatte sono primavera e autunno. Si asportano i rami morti e si eliminano quelli troppo deboli, recidendoli sopra il ramo principale; contemporaneamente si dà forma alla pianta, accorciando i rami troppo lunghi e tagliando a metà quelli cresciuti in modo disordinato.

Se una pianta è piuttosto vecchia, invece, si procede con una potatura di “ringiovanimento” che si può eseguire a intervalli di diversi anni, meglio alla fine dell’inverno. Questa, consiste nel segare i rami troppo alti e intricati; subito dopo il taglio, l’arbusto risulterà magari sguarnito, ma trarrà beneficio in seguito.

Per gli arbusti si usano buone forbici da potatura, robuste e ben affilate. Se invece abbiamo siepi nel nostro spazio verde, la potatura potrebbe richiedere più strumenti. «Le dimensioni della siepe determinano i tipi d’intervento necessari - spiega Bacci -: avremo bisogno sicuramente di un tagliasiepi, elettrico o a motore, per dare forma e una certa linea alle piante; per i rami più grossi bisogna intervenire con un seghetto o anche con piccole motoseghe, per eliminare i rami più vecchi e duri sui quali non rinascono foglie. Sono utili anche le forbici e le cesoie per i tagli non troppo grossi o per giungere in punti della siepe più interni dove col seghetto o la motosega non si entra facilmente».

La potatura di una siepe, di norma, si esegue un paio di volte l’anno dopo la ripresa vegetativa, ma i periodi variano secondo la specie: l’alloro in maggio; il bosso i primi di settembre; la lentaggine dopo la fioritura, cioè a fine marzo o inizio aprile; altrimenti non fiorirà l’anno successivo.


Attenti al gelo

Poi ci sono gli olivi e gli alberi da frutto. «Per potare gli olivi si usano le forbici elettriche - prosegue Bacci -, molto utili sul duro legno di quest’albero. Queste, hanno una batteria e un sensore sull’impugnatura: si preme quando ci si avvicina al ramo che viene così tagliato automaticamente, con minimo sforzo della mano».

L’olivo richiede la potatura non solo per mantenere la forma (se lasciato crescere naturalmente, assume un portamento irregolare, cespuglioso, con la chioma che sviluppa in altezza), ma anche per agevolare lo sviluppo e la crescita delle branche fruttifere. La stagione adatta per potare l’olivo coincide con la fine dei mesi invernali, ma sarà opportuno sospendere le operazioni in previsione di gelate (il gelo è pericoloso perché blocca la corretta cicatrizzazione dei tagli eseguiti).

Prima di procedere al taglio di un olivo, è bene localizzare i punti d’intervento, anche sulla base del tipo di potatura da eseguire e del suo scopo (ringiovanimento, produzione e formazione). Si osserva l’albero e si considera la quantità di chioma da eliminare. Un intervento leggero ne rimuoverà meno del venti per cento; uno medio fra il venti e il quaranta, e uno molto intenso sopra il quaranta per cento. Quest’ultimo tipo di potatura, però, si esegue solo in caso di ringiovanimento o ricostituzione della pianta, al fine di produrre nuovi germogli.

«Gli alberi da frutto da produzione - specifica Francesco -, per esempio susini, peschi, albicocchi, si potano in misura maggiore poiché fruttificano sui piccoli rami. Se lasciamo un pesco invecchiare senza potarlo non produrrà frutti, perché le pesche nascono sui ramettini giovani e rossi. Un ciliegio, un melograno o un noce, invece, una volta data la forma, si lascia crescere senza toccarlo; per gli altri alberi da frutta vale la regola della potatura abbondante e alla fine dell’inverno».

Anche qui si usano forbici, seghetto e cesoie piuttosto grosse. Negli esemplari giovani dedicheremo particolare attenzione alla conformazione della chioma, asportando i rami più deboli e rovinati. Cerchiamo inoltre di sfoltire le zone della chioma più fitte, con rami intrecciati o troppo numerosi. In linea generale, per i fruttiferi, le regole sono le seguenti: orientare i rami orizzontalmente e con buona esposizione alla luce; eliminare il legno morto; accorciare i rami, poiché quelli troppo lunghi “stancano” la pianta. 

L'intervistato

Francesco Bacci

Agraria del Chianti, via dell’Artigianato,58 Tavarnelle Val di Pesa Tel. 0558076229

Video

Potature - Geo&Geo


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