Il cioccolato Sirena. Dall'artigianato all'industria

Scritto da Rossana De Caro |    Marzo 2002    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Il tradizionale uovo di cioccolato di Pasqua alla Coop è Sirena. Le classiche uova a 'fazzoletto' avvolte in carte lucenti e coloratissime (si va dall'ovetto formato mignon da 25 grammi alle uova giganti da 20 chili) si trovano sugli scaffali della cooperativa da circa cinquant'anni. L'azienda fu fondata nel 1930, a Sesto Fiorentino, da Guido Presciani, pasticciere e cioccolataio. Due stanzette in via Matteotti, in cui venivano prodotte, amalgamando artigianalmente cacao, burro di cacao e zucchero, uova di cioccolata, poche ed esclusive (oggi invece rappresentano il 90% della produzione), tavolette e boeri, con vendita al dettaglio. La Sirena (così chiamata per il
E sesto fece l'uovo
suono della sirena della Richard Ginori all'entrata degli operai e dei fornaciai che allora si udiva in tutta Sesto) crebbe negli anni '50, quando iniziarono i rapporti dell'azienda con la Coop di Sesto Fiorentino, situata in quegli anni nella Casa del Popolo, di cui diventò fornitore. La crescita aziendale seguì negli anni successivi lo sviluppo della Coop: prima nell'area fiorentina, quindi in tutta la Toscana e l'Italia. Negli anni '60 il boom e il conseguente trasferimento dell'azienda, sempre in mano alla famiglia Presciani, in ambienti più grandi in via della Gora. Oltre alle uova, sono richiestissimi i boeri con i premi, ideati dal figlio di Vinicio Presciani, Nino, che gestisce l'azienda insieme al padre. Negli anni '80 i dipendenti sono diventati 40 e la ditta ha cambiato nuovamente sede, trasferendosi a Calenzano, dove si trova attualmente. Nel 1999 la Sirena viene rilevata da un giovane imprenditore fiorentino, Roberto Cacciamani, che insieme ai fratelli Marco e Fabio dà un nuovo impulso alla produzione introducendo nuovi macchinari tecnologicamente avanzati che permettono di soddisfare la richiesta del mercato e garantiscono il consumatore.

La qualità, nonostante l'introduzione delle macchine, non è cambiata. La formula del cioccolato è sempre la stessa a base di cacao e burro di cacao, priva di grassi idrogenati; inoltre c'è il massimo rigore nelle applicazioni delle normative di legge e di quelle specifiche richieste da Coop. La cioccolata viene mantenuta in dei silos, in continua movimentazione, ad una temperatura di circa 38-40 gradi, per evitare che possa rapprendersi o umidificarsi. Viene quindi pompata nella stanza di lavorazione e colata in appositi stampi da una macchina che ne determina la giusta dose. Per le uova pasquali gli stampi sono formati da due semi gusci che, una volta colata al loro interno la cioccolata, vengono chiusi e applicati per circa due minuti ad un macchinario roto-vibrante che ne permette una distribuzione sulla superficie interna, quindi lo stampo viene aperto per inserirvi la sorpresa, richiuso e passato in un tunnel frigorifero per circa 22 minuti. Le uova sono così pronte per essere incartate. Nonostante l'automatizzazione, Sirena mantiene ancora alcuni processi lavorativi artigianali come le decorazioni con lo zucchero fatte manualmente e alcune particolari metodologie di incarto come la 'goffratura' e la 'stagnolatura'.