Il 16 giugno la Luminara accende il fiume e i lungarni

Le origini
Il 25 marzo 1688, nella cappella del Duomo di Pisa, intitolata all’Incoronata, venne solennemente collocata l’urna che contiene il corpo di Ranieri degli Scaccieri, patrono della città, morto in santità nel 1161. Cosimo III dei Medici aveva voluto che l’antica urna contenente la reliquia fosse sostituita con una più moderna e fastosa. La traslazione dell’urna fu celebrata dai cittadini illuminando strade e facciate: da lì avrebbe avuto origine l'usanza dell'illuminazione, denominazione originaria poi modificata in Luminara verso la fine dell'ottocento.Dopo la prima edizione ufficialmente documentata del 1668, la Luminara venne ripetuta ogni tre anni, a meno di circostanze eccezionali che ne giustificassero l'allestimento anche al di fuori del cadenzario stabilito. Le vicende della Luminara hanno seguito costantemente quelle della città. Abolita nel 1867, per motivi economici, venne ripristinata nel 1937 in occasione della ripresa del Gioco del Ponte e nuovamente sospesa durante la seconda guerra mondiale. Si tornò ad allestire la Luminara per la festa di San Ranieri del 1952 e la tradizione durò fino al 1966. Nel novembre di quell’anno la violenza dell’alluvione provocò il crollo del Ponte Solferino e di lunghi tratti del Lungarno. Si ebbe quindi una nuova interruzione della Luminara, che venne ripresa nel giugno 1969.


Foto dal sito dell'ufficio Manifestazioni storiche" del Comune di Pisa

La regata
Le celebrazioni in onore del patrono continuano nel pomeriggio del 17 giugno, giorno del patrono, con la Regata di San Ranieri nelle acque dell’Arno. Quattro imbarcazioni dei rispettivi quartieri storici (Santa Maria, San Francesco, San Martino e Sant’Antonio, le cui galee sono rispettivamente dette la celeste, la gialla, la rossa e la verde) si sfidano per la conquista del palio di San Ranieri. I prodieri si devono arrampicare su di una cima per raggiungere il palio in cima al pennone montato su di una chiatta in mezzo al fiume. L'ultimo arrivato ha in premio una coppia di papere.
(Fonte: Ufficio Turismo di Pisa)

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