Tre giorni alla Fortezza da Basso. Tutte le possibilità e le novità a pedale

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Marzo 2013    |    Pag. 10

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Stanchi dell’automobile? È arrivato il momento di passare alla bicicletta, il mezzo di trasporto più ecologico e rilassante, perché non inquina, non manda rumori né fetori, sostituisce con efficacia palestre e cyclette da salotto.

Specialmente in città medio-piccole – e che non siano tutte un saliscendi come ce ne sono in Toscana o sugli Appennini – , muoversi su due ruote a pedali può essere davvero il toccasana. Del resto non diciamo niente di nuovo, dal momento che recenti sondaggi mostrano che, almeno in Toscana (ma il dato può essere esteso a tutta Italia), le vendite delle biciclette superano quelle delle auto.

 Anteprima dei mondiali

Dunque, per valorizzare ancor più questa tendenza virtuosa, cade a pennello la grande kermesse – unica nel suo genere – che si tiene a Firenze nei giorni dal 1° al 3 di marzo.

“Florence Byke Festival” si chiama, a costituire un’ampia panoramica su tutto quello che riguarda la bicicletta, sia come mezzo di trasporto sia come attrezzo sportivo.

Il primo giorno – cade di venerdì – è previsto un duplice appuntamento: mentre nel superbo palcoscenico della Fortezza da Basso apriranno i quattro padiglioni dedicati all’esposizione degli ultimi modelli e ai più recenti sviluppi della tecnologia, il regista, vignettista e scrittore Sergio Staino curerà la regia dei vari spettacoli e intrattenimenti che andranno avanti quasi ininterrottamente lungo le tre giornate.

Fra le curiosità è da segnalare il “Palco a pedali”, uno spazio dove sono sistemate 130 biciclette – recuperate e restaurate dalla Cooperativa Ulisse - fissate al pavimento e prive della ruota posteriore. Chiunque ne abbia voglia, può salire su una, mettersi a pedalare e contribuire così a produrre l’energia sufficiente per l’illuminazione del padiglione.

La giornata di sabato è dedicata in prevalenza alle attività sportive, con la gara del “Gran Fondo”. Sono previsti 130 chilometri, tanti quanti ne occorrono a percorrere il tragitto da Firenze a Radda in Chianti – via San Casciano e Tavarnelle - e ritorno, lungo la ondulata e zigzagante via Chiantigiana.

Gli ultimi 16 chilometri sono esattamente quelli che percorreranno gli atleti impegnanti, qualche mese più tardi, nelle gare mondiali e cioè la salita per Fiesole, il precipitoso pendio verso la valle del Mugnone, l’arrampicata fino a via Bolognese, con pendenze anche del 18%, la discesa verso piazza della Libertà per finire al Campo di Marte.

Nella giornata di domenica, nello splendido scenario di piazzale Michelangelo, ogni ciclista – effettivo o aspirante - può provare liberamente qualsiasi tipo di bicicletta, sia una supersportiva che un’utilitaria con borse e panierino per la spesa o anche – per i più pigri – il modello a trazione elettrica.

 Bici eroica e bio

Domenica ci sarà anche la presentazione di una delle corse più singolari e ormai famose nel panorama del ciclismo agonistico. Si tratta dell’“Eroica” una gara che si srotola per oltre duecento chilometri su strade in parte non asfaltate nel cuore del Chianti.

Si prevede, sulla base delle esperienze accumulate nei suoi quindici anni di vita, che gli iscritti supereranno le cinquemila unità, provenienti da tutta Europa e dagli altri quattro continenti; maschi e femmine, sedicenni e settantenni.

Purtroppo, alla luce delle recenti esternazioni di alcuni atleti del pedale, c’è da dire che, se la bici è il mezzo di trasporto fra i più ecologici e meno inquinanti, per contro sembra che chi usa quel veicolo per ragioni sportive, abbia un’irresistibile vocazione a inquinare il proprio corpo.

E ora di bicicletta2È stata riportata dai giornali di tutto il mondo l’umiliante confessione di un corridore americano: le sue sette vittorie in altrettanti Tour de France le ha ottenute grazie a massicci aiuti della chimica. Ma non si tratta di un caso sporadico; lo sanno bene gli addetti ai lavori che droghe di tutti i generi circolano in abbondanza nel mondo del ciclismo agonistico.

Lo sa bene anche Giancarlo Brocci che da quattro anni si è inventato (oltre alla citata “Eroica”) una gara ciclistica, riservata ai giovani dilettanti di tutto il mondo, durante la quale la parola “doping” è lontana come il Sole dalla Terra.

Si chiama “Girobio”, proprio a sottolineare come durante gli otto/nove giorni della corsa a tappe, che attraverserà, nel mese di giugno, buona parte dell’Italia per terminare in terra toscana – dal cibo alle medicine, dai tonificanti alle bevande – tutto è rigorosamente naturale e controllato. E per evitare che qualche atleta possa cadere in tentazione, i partecipanti faranno vita cenobitica, nel senso che staranno tutti insieme dalla mattina alla sera; anche di notte.

Che sia davvero un primo passo verso la “normalizzazione” di uno degli sport più popolari, più seguiti e più amati del mondo?

Foto di M. Izzo


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