Dal 29 maggio via gli shoppers di plastica dai punti vendita

Scritto da Antonio Comerci |    Giugno 2009    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

"L'odore ricorda quello delle schiacciatine..." dice Maura Latini, direttore commerciale dell'Unicoop Firenze, riferendosi ai nuovi sacchetti che il 29 maggio sostituiscono gli shoppers in plastica per la spesa in tutti i super, iper e mini mercati della cooperativa. Una rivoluzione! I nuovi sacchetti sono completamente biodegradabili e possono essere utilizzati (è certificato!) per la raccolta differenziata dei rifiuti organici e diventare compost, un terriccio utile in agricoltura e giardinaggio.

Tira e molla del Governo
La fine degli shoppers in plastica era stata preannunciata da tre anni. Sentiamo da Maura Latini come stanno le cose: «Dal primo gennaio 2010, a seguito della finanziaria 2007, anche in Italia non si dovevano più usare borse in plastica per la spesa. La legge prevedeva una sperimentazione che avrebbe consentito di trovare i modi migliori per arrivare a questo obiettivo. Ma la sperimentazione non è stata fatta, quindi ci troviamo in un vuoto legislativo per cui la norma indica il divieto ma non le soluzioni per realizzarlo e non indica neanche le sanzioni per i trasgressori. In questi giorni è in ballo il rinvio dell'entrata in vigore della norma con l'atteggiamento tipicamente italiano: non siamo pronti ed abbiamo molte pressioni contrarie e quindi rimandiamo».

Nonostante il probabile rinvio, il tema è così vicino ai principi della cooperativa e alla sensibilità dei soci che Unicoop Firenze ha ritenuto preferibile andare avanti ugualmente. E in questa direzione si era già mossa da tempo. In un anno e mezzo sono state distribuite gratuitamente ai soci 660.000 borse per fare la spesa, in materiali resistenti, adatti a fare tante spese e durare nel tempo. Un altro mezzo milione di borse, con il marchio "l'ambiente in mente" è stato acquistato da soci e clienti che si sono attrezzati per fare a meno delle borse usa e getta. Infatti nel 2008 sono stati venduti nei nostri punti vendita cinque milioni di shoppers in meno rispetto all'anno precedente, nonostante l'aumento delle vendite e dei clienti. Un risultato importante, ma certo non decisivo: dal 1° gennaio 2008 ad oggi sono stati 70 milioni gli shoppers che sono usciti dai punti vendita della cooperativa, 840 tonnellate di plastica che sono finiti in discarica, negli inceneritori, o dispersi nell'ambiente.

Primi in Italia
Visto il comportamento "virtuoso" dei consumatori, l'Unicoop Firenze ha rotto gli indugi ed ha ricercato un fornitore di materiale biodegradabile per le borse usa e getta da dare ai clienti. Con quali criteri? Chiediamo a Maura Latini: «abbiamo ricercato prima di tutto la qualità del prodotto in termini di biodegradabilità, la provenienza da fonti rinnovabili. In effetti il sacchetto si trasforma al 90 per cento in anidride carbonica in sei mesi, ed ha origine in gran parte da vegetali. Poi abbiamo valutato la qualità del sacchetto in termini di resistenza e affidabilità. Infine, dovevamo essere sicuri delle quantità disponibili per garantirci un rifornimento costante nel tempo, visto che saremo i primi in Italia ad usarlo in maniera estesa ed in quantità importanti».

La materia prima la fornirà Novamont, che produce il Mater Bi, un produttore italiano che è primo in campo europeo per le bioplastiche. La trasformazione del Mater Bi in sacchetti per la spesa sarà fatta da Ipt, una cooperativa di lavoratori di Scarperia che fino ad oggi forniva gli schoppers in polietilene. La Ipt si sta organizzando per riconvertire una linea produttiva verso il Mater Bi e si è già organizzata per acquistarne un'altra. Con questa operazione la cooperativa Ipt non solo non perde il lavoro con Unicoop Firenze, con il concreto rischio di chiusura, ma diventa la prima impresa italiana a realizzare shoppers di bioplastica in grandi quantità. Con la prospettiva di svilupparsi realizzando anche altri manufatti biodegradabili. A questi lumi di luna, con la crisi economica mondiale in corso, non è cosa da niente.

Il costo
Il materiale del nuovo sacchetto è costoso, di conseguenza sarà venduto a un prezzo molto maggiore dei 3 cent degli attuali shopper. Eppure l'Unicoop Firenze non ci guadagnerà niente. L'obiettivo della cooperativa è quello di ridurre drasticamente l'uso degli shopper bio e per raggiungerlo si è pensato a tutti gli aspetti del problema.

«Prima di tutto - precisa Latini - proporremo un assortimento di borse riutilizzabili aggiornato e rinnovato, puntando anche in questo caso sui prezzi bassi. E dato che i sacchetti della spesa sono in gran parte utilizzati anche per i rifiuti, abbiamo rivisto l'assortimento di sacchi per la nettezza, per renderli più convenienti. Siamo i primi a lanciare su larga scala le borse bio. Speriamo di essere seguiti anche dalle altre catene della distribuzione e dare così un po' di respiro all'ambiente».


Mater Bi
Il futuro delle bio-plastiche

Per completare il quadro, abbiamo chiesto ad Alessandro Ferlito, direttore commerciale Novamont, alcuni chiarimenti.

Sul sito di Mater-Bi si dice che l'amido utilizzato è quello del mais, della patata e del grano, è così anche per i nostri sacchetti?
«Per i sacchi realizzati per Unicoop Firenze verrà utilizzato un nuovo materiale. Oltre all'amido di mais, ci saranno oli vegetali appositamente selezionati al posto dei polimeri di sintesi fino ad oggi utilizzati. Questo accorgimento incrementa l'uso di materiali rinnovabili provenienti da agricoltura».

Da dove vengono le materie prime?
«Prevalentemente dal sistema agroindustriale italiano».

Quali stabilimenti lavorano per i nostri sacchetti?
«L'impianto della Novamont di Terni produce il biopolimero Mater-Bi che è poi lavorato da diversi "filmatori" (trasformatori del semilavorato in pellicola) che aderiscono all'accordo di marchio Mater-Bi. Nel caso di Unicoop Firenze un ruolo di primo piano lo riveste la Ipt di Scarperia».

Quali saranno gli sviluppi futuri delle "bio-plastiche"?
«Novamont ha lanciato un progetto di "Bio-raffineria integrata nel territorio" che punta a proporre un nuovo modello industriale basato sulla ricerca, selezione e utilizzo di materie prime di origine agricola, non in conflitto con coltivazioni alimentari. Nell'attività di sviluppo Novamont ha coinvolto tutti i partner interessati: dalle associazioni agricole agli operatori della distribuzione commerciale, dalle associazioni di consumatori a quelle ambientaliste, con l'obiettivo di costruire filiere locali improntate alla responsabilità sociale, economica e ambientale».

Cosa rappresenta per Novamont la quantità prenotata da Unicoop Firenze?
«Per Novamont il progetto Unicoop Firenze ha un altissimo valore strategico, in quanto Unicoop è la prima catena della distribuzione moderna in Italia ad aver adottato un modello d'offerta improntato alla sostenibilità ambientale e rivolto, quindi, a ridurre il consumo complessivo di sacchi monouso per favorire l'utilizzo di contenitori a lunga vita, affiancati da shopper in Mater-Bi che, in quanto biodegradabili e compostabili, possono essere riutilizzati per la raccolta differenziata degli scarti alimentari».