A guardia della Val di Chiana

Scritto da Pier Francesco Listri |    Novembre 2003    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Due piazze, una magia
Borgo murato su un colle
della Valdichiana, fra Arezzo e Siena, la vaghissima Lucignano, curiosamente costruita a pianta ellittica, serba intatto il carattere medievale e possiede alcuni tesori d'arte.

La singolare cittadina è distinta da un avvolgersi su se stesso di strade che, concentriche, salgono ad una meta centrale. Questa meta è il suo centro che però non è una piazza, ma un mosso sistema architettonico costituito da due piazze contigue che possiam chiamare Piazza della Collegiata e Piazza del Tribunale. La prima è artisticamente più decisiva, ma solo la seconda, situata al centro altimetrico e geometrico di Lucignano, ne rappresenta il momento civicamente più vivo e animato.
Non si viene a caso a visitare Lucignano, nata forse su un castrum romano, fiorente nel Medioevo per rigoglio agricolo e artigiano (le due attività sono tuttora vive) e splendidamente situata, non lontana dalla bellissima Gargonza e dal santuario di Santa Maria delle Vertiche. Il borgo è magicamente intatto e invita l'ospite a subito recarsi nel Museo comunale per ammirare il più prezioso capolavoro locale: lo splendido Albero di Lucignano, reliquario appunto a forma d'albero in rame dorato, argento e corallo di altissima mano senese e fiorentina. Antica patria di fornaciai e scalpellini, Lucignano serba anche, nella centrale chiesa di San Francesco, pregevoli affreschi residuali di Bartolo di Fredi e Taddeo di Bartolo. Ma usciti da San Francesco, oppure dal Museo nel Palazzo comunale, eccoci nell'uno e nell'altro caso proprio sulle due piazze lucignanesi.

Due piazze, una magia 2
Piazza del Tribunale - che è senza dubbio la più suggestiva ed interessante - allude ad un tribunale che da molto tempo non c'è più; e curiosamente vi compare solo uno spicchio, o meglio uno spigolo della Collegiata che dunque non campeggia sull'intero spiazzo. Quanto alla chiesa di San Francesco - l'altro importante edificio religioso - essa è addirittura situata secondo una linea disassata rispetto al centro e sta ad un livello inferiore, sicché l'edificio davvero importante e prominente risulta il Palazzo del Comune.
Qualcuno vorrebbe che in antico sorgesse qui una torre romana detta Sillana o comunque un luogo collegato con i culti boschivi, da cui deriverebbe il nome di Lucus Yani, cioè Lucignano. La torre fu più tardi incorporata nella chiesa romanica di Sant'Angelo, di cui sopravvivono solo brevi ruderi. La Sillana franò alla fine del '500 e fu allora che, in luogo della chiesa di Sant'Angelo, si costruì la Collegiata, che sorse nel 1594 su progetto di Orazio Porta, poi rivisto - dopo un crollo ai primi del '600 - dal fiorentino Silvani.

Due piazze, una magia 3
Ma è il Palazzo Comunale
qui a tener banco, il quale oltre tutto è il più antico perché addirittura dugentesco. Rifatto nel '300, subì varie ulteriori modificazioni che ne rendono assai eclettico lo stile. Qui doveva aver sede il tribunale, giacché sotto l'affresco della Madonna in Maestà sta la scritta «Udite l'altra parte».
Suggestiva è anche la chiesa di San Francesco con annesso convento. Questa chiesa risale al 1248 e recenti restauri hanno fatto riaffiorare affreschi attribuiti a Bartolo di Fredi e a Spinello Aretino; anche il chiostro quattrocentesco, ora ripristinato, propone una vaga suggestione.

Lucignano sta dunque tutta nel suo elegante colore medievale e rinascimentale, anche se su quest'antica piazza i giorni della rivoluzione francese fecero erigere un albero della libertà cui ben presto si sostituì una gran Croce di legno. Si respira, nel complesso costituito dalle due piazze, un clima riposato ed un silenzioso e solenne sapore del tempo, giacché la vita pulsante della vivace Lucignano, agricola ed artigiana, situata in alto e in mezzo al verde, tende a spostarsi fuori dall'angusto ancorché bellissimo suo anello e culmine urbano.

Ma una visita a Lucignano - che fu tra l'altro a lungo contesa, per la sua posizione strategica, fra Siena, Arezzo e Firenze - chiede che ci si soffermi anche ad osservare la Rocca e le belle porte di San Giusto e San Giovanni, nonché l'Oratorio della Misericordia e la Fortezza, fatta erigere da Cosimo I. Nel Museo Civico, presso il palazzo comunale, si respira aria di scuola senese: fra le opere da non perdere una Crocifissione del XIII secolo, la Madonna col Bambino e Donatrice, forse di Ugolino di Neri; un'altra Madonna col Bambino e santi di Luca di Tomè; un'altra ancora di Luca Signorelli ed un San Bernardino di Pietro di Giovanni.