Golden delicious trentina e toscana a confronto

Scritto da Gianni Carpini |    Ottobre 2018    |    Pag. 20

Giornalista, blogger e videomaker.

Laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Siena, si occupa di contenuti per internet, strategia social e web, video produzioni e collabora con testate locali fiorentine per cui scrive approfondimenti e inchieste su temi di attualità.

Ha iniziato nel 2003 come giornalista radiofonico (syndication Cnr radio FM, Radio Cuore, Rdf 102.7) e ha lavorato per l’agenzia multimediale di RCS, per cui ha realizzato video anche per il sito Corriere.it.

Dal 2013 fa parte della redazione di Informacoop, la trasmissione tv di Unicoop Firenze.

Il confronto

È considerata la regina delle mele: la golden delicious. Non c’è solo quella trentina, anche la Toscana ha un suo “frutto dorato”. Ecco qui somiglianze e differenze. 

Mela golden trentina (produttore Melinda)

Provenienza: Val di Non, Valle dell’Adige, Valsugana, Valle del Sarca. È coltivata tra i duecentocinquanta e i mille metri di altezza.

Raccolta: dal 20 settembre al 10 ottobre.

Segni particolari: la “faccetta rossa”, parte della buccia che in molti frutti ha una colorazione rosea. Si crea negli ultimi giorni prima della raccolta. La causa? L’escursione termica tra il giorno e la notte: al mattino la mela viene baciata dal sole e la parte più esposta “arrossisce”. Non è solo un fattore estetico, in genere la faccetta rossa è indice di qualità.

Caratteristiche: è croccante. Polpa chiara e sapore equilibrato.

In cucina: cruda e in insalata. In Trentino si prepara anche il risotto alle mele golden.

Un consiglio: occhio alle “lentiggini”. Gli intenditori fanno caso alle lenticelle, le piccole macchioline presenti sulla buccia. Più sono evidenti, più il frutto è buono.

 

Mela golden toscana (produttore Illuminati)

Provenienza: nord della Valdichiana.

Raccolta: da metà settembre.

Segni particolari: l’aspetto della buccia è meno uniforme e più rugginoso, come dicono gli esperti. Le striature dorate si creano per il microclima: mentre sta crescendo, il frutto viene bagnato dalla rugiada e l’esposizione ai primi raggi solari crea delle “micro-scottature”. Questo influisce non solo sull’abbronzatura, ma anche sul maggiore grado zuccherino.

Caratteristiche: polpa gialla, succosa e più dolce.

In cucina: a fine pasto, ma anche in torte, strudel e macedonie.

Un consiglio: l’abito non fa il monaco. Non fatevi ingannare dall’aspetto esteriore: la buccia meno perfetta e ricca di striature nasconde un cuore dolce.

Il parere dell’esperta

Emma Balsimelli spiega perché le mele fanno bene

La saggezza popolare non mente perché è un frutto dalle tante proprietà benefiche: ha poche calorie, 50 ogni 100 grammi, e grazie alle molte fibre, in particolare la pectina, ha un alto potere saziante, il che la rende uno snack perfetto anche per chi è a dieta. Contiene vitamina B1, che combatte inappetenza e stanchezza, e B2 che facilita la digestione, protegge le mucose e rinforza capelli e unghie. Ha pochi zuccheri ed è molto digeribile, quindi adatta ai bambini e ben tollerata anche dai diabetici. Addirittura, secondo recenti studi, se consumata regolarmente abbassa il colesterolo “cattivo” (Ldl) e aumenta quello buono (Hdl) ed è preziosa nella prevenzione di ictus e tumori.

Quando e come consumarla?

Cruda a fine pasto aiuta a riequilibrare il ph dello stomaco, favorendo la digestione, mentre cotta, aromatizzata con cannella o vaniglia, diventa un gustoso fine pasto utile contro la stipsi. È un frutto “trasformista” e, in base ai gusti, può essere utilizzata per succhi, frullati, sorbetti, budini, marmellate, fresche insalate, torte leggere adatte anche ai più piccoli e, qualche volta, per peccati di gola come strudel, frittelle o crostate.

Oltre la tavola quali altri usi?

Grazie all’acido ossalico, pulisce i denti a fine pasto, e può diventare un rimedio nelle emergenze, quando ci scordiamo dentifricio e spazzolino. La mela verde, frullata e unita a un vasetto di yogurt bianco, diventa una maschera astringente per pelli miste o impure. Dopo lo shampoo, un risciacquo con acqua e aceto di mele toglie il calcare, assicura capelli più lucidi e ha un’azione lenitiva per il prurito e la desquamazione da forfora.


Notizie correlate

zuppa di legumi e zolfini

Prodotti antichi e locali che fanno bene

Zolfini, pomodori fiorentini e mele antiche del Casentino

Video

Mele a Montopoli

I frutti della Marchetti, croccanti, saporiti e a filiera corta