La festa degli aquiloni a San Miniato

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Aprile 1997    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

La festa si celebra la domenica successiva a quella di Pasqua, ma i preparativi hanno inizio molto tempo prima, in pieno inverno. A San Miniato l'arrivo della primavera si festeggia così, sulle ali degli aquiloni. Per mesi i bambini delle scuole elementari della cittadina lavorano alla creazione di modellini artistici da far volare il più in alto possibile. Contemporaneamente i pittori sanminiatesi, guidati dal loro decano e maestro Dilvo Lotti, si impegnano a creare un bozzetto, un disegno, un'acquaforte, un dipinto che esprima il significato e la simbologia di quei rettangolini di carta colorata. Anche i genitori dei ragazzi vengono coinvolti per un supporto tecnico-ingegneristico: spetta a loro infatti l'arduo compito di studiare il sistema per far librare in aria (sembra facile...) quegli strani marchingegni fatti di assicelle e di carta variopinta.
La domenica prestabilita (quest'anno il 6 di aprile), fin dalle prime ore del mattino un insolito via-vai di gente anima San Miniato. Nel grande piazzale della Rocca, all'ombra della torre di Federico, due o trecento ragazzi si riuniscono per far volare i loro aquiloni: uno spettacolo che, se la stagione è clemente (e finora, in 29 anni di vita, non si è mai avuta una domenica di pioggia), è davvero da non perdere.
'Nel cielo si vedevano delle macchie di tutti i colori trattenute da una cordicella. Gli aquiloni erano il giocattolo prediletto dei bambini di Calcutta, come se quel pezzo di carta che se ne volava sopra i tetti avesse contenuto tutto il loro desiderio di evasione, tutto il loro bisogno di fuggire da quella prigione di fango, di fumo, di rumori e di miseria'. Così scrive Dominique Lapierre ne 'La città della gioia', ad ulteriore conferma - se mai ce ne fosse stato bisogno - di quanto sia forte in tutto il mondo la passione per gli aquiloni.
Ma, per tornare a San Miniato, la festa non si esaurisce sul piazzale della Rocca. A metà pomeriggio, da piazza del Seminario, parte un corteo storico formato da circa sessanta figuranti, i cui costumi ricordano i personaggi che hanno fatto grande la storia di San Miniato - da Federico II a Pier delle Vigne, da Bonifacio a Matilde di Canossa. Lo storico corteo percorre le strade del centro, invaso da migliaia di sanminiatesi e di appassionati arrivati da tutta la Toscana.
I lavori 'commissionati' agli artisti del posto vengono poi messi all'asta, mentre le opere figurative dei bambini delle scuole elementari vengono esposte, sotto forma di poster, in tutti i locali pubblici del territorio, per testimoniare gli eventi di quella giornata di festa.