Riapre la scuola di formazione per dirigenti Coop

Dopo vent'anni

di Giorgio Vozza

Nasce la Scuola Coop, o meglio rinasce a Montelupo Fiorentino, nella stessa Villa Salingrosso dove negli anni '70 si erano formati i capi di quelle che poi sarebbero diventate le "grandi" cooperative di consumatori italiane.
Allora non esisteva "la Coop". C'erano le cooperative di consumo, tutte diverse e divise. Migliaia di piccoli negozi sparpagliati in tutta Italia. Albe Steiner, il geniale grafico milanese, aveva appena disegnato il nuovo marchio con i quattro cerchi, che avrebbe poi campeggiato sui frontoni dei nuovi supermercati.
Ma proprio questo era il problema: trasformare una rete di botteghe tradizionali in moderni supermercati, con grandi superfici e un assortimento dieci volte più ampio. I primi anni furono un disastro: i nuovi punti vendita, piuttosto raffazzonati, ammucchiavano più perdite che profitti. Il personale vagava spaesato, mentre cercava di imparare sistemi di vendita ancora sconosciuti.
I cooperatori che salivano a Montelupo erano giovani e meno giovani. Tutti molto motivati, non sapevano quasi nulla di un mestiere che stava cambiando. Quella generazione ha costruito la fortuna della Coop in Italia, portandola al primo posto fra le organizzazioni della moderna distribuzione. La Scuola allora fu la chiave decisiva per la sua formazione.
La storia non si ripete, ma i cambiamenti di oggi non sono meno decisivi di quelli di allora. La nuova competizione che si è ingaggiata con l'entrata in Italia dei più forti imprenditori commerciali del mondo è ben più aggressiva e stringente. Una parte dei supermercati e diversi Ipercoop vanno aggiornati, ampliati e rilanciati.
Recuperata, ammodernata, rivitalizzata, la cultura cooperativa torna ad essere considerata fattore propulsivo, utile nel confronto competitivo. Essa tuttavia non vive in un quadro ideale, scompare se non viene aggiornata e soprattutto praticata, applicata alle competenze e ai mestieri. Operazione non facile, soprattutto per quadri e dirigenti che hanno bisogno di guidare gruppi di lavoro ben organizzati e disciplinati.
La decisione di rifare la Scuola Coop in quella sede felice - l'ondulata, dolcissima piana dell'Arno, a trenta chilometri da Firenze - nel medesimo posto dove ebbe inizio la svolta della Coop è altamente simbolica e al tempo stesso beneaugurante. I primi corsi cominceranno all'inizio del 2001 e saranno rivolti ai gruppi dirigenti delle maggiori cooperative, ai quadri di vendita, agli amministratori e ai responsabili delle sezioni soci. In tutto, una "scolaresca" interna di alcune migliaia di persone.
Scuola per il cambiamento, accompagnerà la trasformazione della rete di vendita promossa dalle cooperative. Ne formerà i capi, spiegherà loro le ragioni delle innovazioni, i mutamenti e le loro caratteristiche. E insieme a Coop Italia centrale di marketing sarà la piattaforma dove si formerà la "nuova" Coop per i numerosi anni a venire.

Scuola Coop
La nuova società che darà vita alla Scuola Coop, l'Istituto nazionale di formazione delle cooperative di consumatori, sarà un Consorzio fra tutte le maggiori cooperative. Tutto il personale proviene dall'interno e l'80% dei docenti sarà costituito da cooperatori. La sede, nella Villa Salingrosso di Montelupo, disporrà di due ampi locali per la didattica e di 34 stanze per la residenza degli ospiti. Sarà data priorità ai responsabili delle reti di vendita. I corsi saranno omogenei per mestiere, ma eterogenei in base alla provenienza dalle diverse cooperative. E saranno corsi misti, in parte residenziali, in parte con tirocini in luoghi di lavoro.