Finanza, soci e ruolo di Unipol

Scritto da Letizia Coppetti |    Marzo 2006    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Dopo la tempesta
La vicenda Unipol,
con l'allontanamento dai vertici della società di assicurazioni del presidente Giovanni Consorte e del vicepresidente Ivano Sacchetti, ha aperto un grosso dibattito all'interno del mondo della cooperazione, su vari aspetti.
Partendo dall'interrogarsi sulla legittimità di un intervento come quello tentato da Unipol nei confronti di Bnl, si arriva a discutere anche sulla necessità di mantenere vivi i valori fondanti della cooperazione, cercando di capire se questi sono ancora attuali e soprattutto consoni nell'affrontare le sfide poste dalla moderna economia e finanza.
Gli argomenti sono stati al centro di un incontro tra il presidente di Ancc (Associazione nazionale cooperative di consumo) Aldo Soldi e i direttori delle testate delle maggiori cooperative di consumo operanti in Italia: Aldo Bassoni ("Nuovo Consumo", di Unicoop Tirreno), Antonio Comerci ("Informatore", di Unicoop Firenze), Dario Guidi ("Consumatori", la rivista delle cooperative del nord Italia). Ecco una brevissima sintesi dell'incontro.

I soci sono interessati più ai prezzi bassi e alla qualità dei prodotti che alla finanza...
«Le risorse impegnate nell'attività finanziaria - ha sottolineato Soldi - non distolgono mai risorse destinate all'attività di difesa della qualità e della sicurezza del prodotto e all'azione di calmiere dei prezzi».

I dubbi dei soci sono anche sui "compagni di viaggio" per realizzare questi obiettivi.
«Abbiamo deciso di intraprendere un'azione di responsabilità - ha reso noto Soldi -, affidando un'indagine interna sulla gestione Unipol. Ma è da tener presente che i comportamenti di cui i vertici di Unipol sono accusati si sono svolti al di fuori delle deliberazioni aziendali.
Tutta questa vicenda ci ha però portato a riflettere sulla necessità di distinguere il ruolo della proprietà da quello della gestione: d'ora in poi in Unipol ci saranno un presidente e un amministratore delegato. Ma il ragionamento va oltre: non possiamo accettare comportamenti che tradiscono la nostra filosofia. E questo a tutti i livelli: i nostri manager devono essere prima di tutto cooperatori, devono avere assimilato i valori e gli obiettivi su cui abbiamo fondato le nostre cooperative».

Quali sono ora gli obiettivi che deve porsi Unipol?
«A guidare la compagnia d'assicurazioni, che è proprietà al 51% di cooperative ma nella quale sono impegnate altre società ed imprenditori, ora ci sono i presidenti delle tre maggiori cooperative di consumatori. Presidenti che hanno un ruolo di rappresentanza di una vasta base sociale.
Sono sicuro che questa novità porterà cambiamenti positivi anche nel modo di essere dell'Unipol, con una compagnia di assicurazioni più vicina alle esigenze degli utenti che a quelle degli assicuratori».

Chiuso il capitolo Bnl, qual è la situazione?
«I capitali investiti dalle cooperative sono rientrati tutti, ripagando anche le spese. Quindi abbiamo una Unipol più forte che può perseguire gli obiettivi che ho prospettato».



Nella foto: Aldo Soldi, presidente di Ancc