Una patologia diffusa soprattutto fra le donne e in certe categorie. Importante lo stile di vita

Scritto da Alma Valente |    Gennaio 2011    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

"Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti." Questo scriveva Seneca nelle Lettere a Lucilio; è una affermazione che lusinga anche le donne dei nostri giorni. A dispetto di questo, c'è una patologia sgradevole che può attentare alla bellezza delle gambe: le vene varicose.

 

Quante sono le persone in Italia che soffrono di questa malattia e qual è la differenza tra i due sessi?
«La prevalenza nel mondo varia molto - ci dice Raffaele Pulli, professore associato di Chirurgia vascolare presso l'Università di Firenze -. In Italia, la percentuale arriva anche al 30-40% rappresentando una delle principali cause di assenza dal lavoro, anche se spesso i disturbi che il paziente lamenta sono minimi e non comportano un grave problema allo stato di salute. Tuttavia il problema aumenta con l'età e si presenta più frequentemente nelle donne, con un rapporto di 1 a 2. Una differenza attribuita agli ormoni e all'"elasticità" della parete venosa. Le gravidanze numerose e il soprappeso».

 

Quali sono le principali cause che provocano le vene varicose e cosa può far peggiorare il quadro clinico?
«Oltre ai fattori predisponenti già nominati, esiste anche la familiarità su base genetica. Altra causa sono le abitudini di vita: basti pensare ad alcune attività lavorative, quali bariste, commesse o parrucchiere, che trascorrono molte ore in piedi, comportando una maggiore probabilità di ammalarsi».

 

E i sintomi quali sono, professore?
«Gonfiore dell'arto, sensazione di fastidio, bruciore, dolore, senso di affaticamento e pesantezza alle gambe. Per chi va in vacanza in Paesi caldi, anche in inverno, è sconsigliato esporsi al sole diretto; cerchi, invece, di rinfrescare le gambe, con acqua fresca, ma anche con creme o gel».

 

A questo punto veniamo alla diagnosi: come si scopre di avere questo problema?
«Spesso si fa con il solo esame clinico, - prosegue Pulli - recandosi dal medico di famiglia che si renderà conto dell'entità della malattia. In fase successiva, o se la diagnosi è incerta, l'esame che toglie ogni dubbio è l'Ecocolor Doppler, che non è invasivo né dannoso e si può fare anche in gravidanza».

 

Quanto è importante lo stile di vita; quali sono gli accorgimenti per prevenire e arrestare la progressione della malattia?
«Un'alimentazione regolare e una costante attività fisica (un'ora al giorno di cammino) giocano un ruolo decisivo per mantenere in forma le nostre gambe e per mantenere un peso adeguato che è la prima forma di prevenzione».

 

Ma le calze elastiche servono?
«Assolutamente sì - conclude Pulli -. La calza elastica rappresenta il presidio medico più importante ed efficace nella prevenzione e dovrebbe essere utilizzato da tutti i soggetti con attività lavorative "a rischio". Per quanto riguarda i farmaci che migliorano il tono delle vene (ne esistono diversi, anche come prodotti da banco) possono alleviare i primi sintomi, ma non ci sono dati per poter dire che arrestano l'evoluzione della malattia; è sempre meglio, comunque, sentire il parere del medico prima di assumerli».

 

Adesso credo che sia importante parlare di quello che occorre fare durante la gravidanza.
«È un momento fondamentale per il controllo dell'eventuale evoluzione della malattia. Durante la gravidanza (non tanto la prima, quanto le successive) si manifestano le prime varici, e indossare le calze elastiche è decisivo per la prevenzione delle varici e della loro complicanza più frequente che è la flebite».

 

E infine, professore, facciamo accenno agli interventi chirurgici. Quali e in quali condizioni cliniche?
«Quando e in che maniera intervenire sulle varici deve essere deciso dal medico generico e dallo specialista di fiducia. Spesso vi sono persone che hanno appreso dai media che tutte le varici si operano con il laser o mediante asportazione con fonti di calore, oppure che le varici non si operano più, perché si usa la terapia sclerosante. Il più delle volte si tratta solo di notizie "sensazionalistiche" che non riflettono lo stato delle attuali conoscenze scientifiche. Un tipo d'intervento spesso non va bene per tutti i soggetti ed è quindi meglio che lo specialista scelga il miglior trattamento per il singolo paziente».

Occuparsi delle proprie gambe, dunque, e non per vanità, ma per mantenere un buon stato di salute grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce.


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