Diciotto storie, di donne famose e donne qualunque. Ma la forza di vivere è sempre la stessa

Scritto da Letizia Coppetti |    Marzo 2003    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Donne coraggiose
Diciotto donne, dieci famose e otto anonime, ma tutte accomunate da ciò che ciascuna di loro ha dovuto attingere dal profondo di se stessa: il coraggio di vivere. Che non si esplica solo in grandi gesti, in decisioni importanti e rischiose, ma è quello che sottende anche a esperienze più comuni e quotidiane, quali quelle di mandare avanti una famiglia, avere dei figli, trasmettere loro in eredità un patrimonio fatto di cose anche piccole ma importanti.

"Il coraggio di tutte" è il tema attorno al quale ruota questo volume, voluto da Unicoop Firenze per essere donato a tutte le donne in occasione dell'otto marzo.
Curato dalla giornalista bolognese Lorenza Giuliani, il libro presenta otto interviste a donne comuni, che restano anonime, e che sono state "interrogate" sulla decisione o l'atto di coraggio più importante della loro vita. Ne emerge uno spaccato sociale quanto mai significativo, perché nelle loro esperienze tutte possiamo trovare episodi che ci hanno coinvolte in prima persona. C'è la donna straniera, immigrata, che alle difficoltà di ogni giorno deve aggiungere quella di vivere in una società diversa; c'è la mamma di un bambino con un grave handicap; la donna che ha successo nel lavoro, e che per questo deve scegliere di sacrificare il suo ruolo nella famiglia e con i figli, delegando alle 'tate' i suoi compiti; c'è l'attrice e c'è la single; c'è la donna che ha adottato dei figli e quella che ha scelto o è stata costretta a crescerli da sola; c'è la donna che deve affrontare una grave malattia, con la cui ombra dovrà convivere per il resto della propria vita.

A queste otto interviste fanno da contraltare dieci biografie di donne importanti, famose, che con la loro vita, o con la loro morte, hanno segnato un'impronta indelebile nella storia del nostro paese. Attrici come Anna Magnani ed Eleonora Duse, scrittrici come Grazia Deledda, educatrici come Maria Montessori, donne in politica come Nilde Iotti e Lina Merlin, o dello spettacolo come Wanda Osiris. Ma anche la collaboratrice di giustizia Rita Atria, che si uccise dopo la morte del giudice Paolo Borsellino. O come Alfonsina Morini Strada, l'unica donna ad aver affrontato il Giro d'Italia, nel lontano 1924. Per finire con Franca Viola, che nel 1954 fu la prima ad avere il coraggio di rifiutare il matrimonio d'onore con l'uomo che l'aveva rapita e violentata, e anzi lo denunciò, attirando su se stessa la condanna della società dell'epoca.

Il libro, edito da Giunti e stampato in 100 mila copie, è aperto da alcuni brevi brani tratti da romanzi con protagoniste eroine al femminile, come Anna Karenina e Madame Bovary. Verrà distribuito in occasione della Giornata internazionale delle donne dalle sezioni soci di Unicoop Firenze.


Lorenza Giuliani
Il coraggio che non fa notizia
Quarant'anni, due figli, un maschio e una femmina di 13 e 10 anni, la curatrice del libro è "nata" al giornalismo come critico musicale per "Il Resto del Carlino"; ha proseguito poi come fotografa di calcio, a Milano, e dopo la nascita dei figli si è trasferita nuovamente a Bologna, dove è caporedattrice di una rivista che parla di turismo. «Il coraggio che emerge dal libro non è spettacolare, non fa notizia, è molto poco applaudito - afferma Lorenza Giuliani -. Le donne, tutte le donne, sono chiamate spesso a piccoli grandi atti di coraggio, che però vengono dati per scontati, come rinunciare al lavoro per seguire la famiglia. Quello che più mi ha colpito, in questa mia ricerca in un universo spesso sfaccettato, è stato il ritrovare in tutte queste donne la stessa reazione in risposta alle sfide alle quali le ha chiamate la vita. Nel dolore le donne sanno sempre essere molto propositive».