Problemi di stomaco in aumento nella popolazione. Fra le cause, peso e fumo

Scritto da Alma Valente |    Ottobre 2012    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Secondo recenti studi statistici, ernia jatale e reflusso gastro-esofageo stanno aumentando nella popolazione generale e non solo negli over-50. Ma in cosa consistono questi problemi?

Per ernia jatale si intende la risalita di una parte dello stomaco nel torace attraverso una apertura del diaframma. Infatti, come spiega il professor Andrea Galli, gastroenterologo della Azienda ospedaliero universitaria Careggi, «nel nostro organismo esiste una serie di strutture anatomiche che mantengono sia esofago che stomaco nella loro posizione corretta. Quando per vari motivi questi elementi di contenimento vengono meno, ecco che una parte più o meno grande dello stomaco può risalire nel torace attraverso questa apertura».

Il reflusso gastro-esofageo invece si ha quando proprio il contenuto dello stomaco risale nell'esofago. «I due fenomeni - prosegue il professor Galli - non sono sempre sovrapponibili nel senso che ci può essere reflusso senza ernia jatale e viceversa, anche se spesso la presenza della seconda può favorire il primo».

Le cause possono essere molteplici: per l'ernia jatale tutte le condizioni che portano a un appiattimento del diaframma e a un aumento della pressione addominale come, ad esempio, obesità, gravidanza e stipsi cronica. In presenza di ernia jatale, il reflusso di acido gastrico a livello esofageo viene facilitato, talora dando il via a un circolo vizioso, innescando un processo infiammatorio dell'esofago.

Come mai queste due patologie sono in aumento? «La causa prima - afferma Galli - è collegata all'obesità che, come sappiamo, è fortemente in aumento, anche in età giovanile. Un altro elemento è che oggi abbiamo degli ottimi mezzi per fare la diagnosi, come l'esame endoscopico, che ci ha permesso di definire con maggiore precisione questi problemi ed anche di interpretare quei sintomi che in passato non erano facilmente attribuibili a tali patologie».

 

Sintomi

Il sintomo più tipico è la pirosi, ovvero quella sensazione di dolore e bruciore retrosternali associati al rigurgito che può risalire fino alla bocca. Talora può essere presente anche un dolore toracico che simula una patologia cardiaca; spesso, in questo caso, i pazienti eseguono la serie di accertamenti cardiologici che risultano negativi, e solo dopo si rivolgono al gastroenterologo; quindi la diagnosi viene ritardata.

«Fra i sintomi atipici - conclude Galli -, vanno ricordati quelli di natura respiratoria: prima di tutto la tosse da reflusso, spesso cronica e non associata ad espettorato, che non passa né con terapia mucolitica né con antibiotici. Tosse che si accentua quando andiamo a letto, perché la posizione orizzontale facilita il rigurgito di materiale acido. Si possono avere anche laringiti e faringiti da reflusso fino a fenomeni di broncospasmo con asma».

Gli accertamenti diagnostici, che oggi sono precisi e poco invasivi, possono essere di vari livelli, a seconda delle condizioni del paziente e dell'indicazione del gastroenterologo.

 

TERAPIE

Alimentazione

Il primo approccio terapeutico nei pazienti con ernia jatale e reflusso gastroesofageo è modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari. Innanzi tutto eliminare due fattori che favoriscono il reflusso, quali l'assunzione di alcolici e il fumo: entrambi alterano la motilità gastro-esofagea. La riduzione del peso corporeo spesso si associa a un notevole miglioramento della sintomatologia, perché si riduce la pressione addominale. Evitare infine tutti quegli alimenti definiti "reflussogeni", come il cioccolato, la menta piperita, il caffè, i cibi ricchi in grassi e le bevande gassate. I pasti dovrebbero essere non troppo abbondanti ed è consigliabile non andare a letto subito dopo cena. Il paziente può trarre beneficio rialzando la testata del letto, perché la posizione inclinata previene il reflusso.

Farmacologica

Quando questi accorgimenti non sono sufficienti è necessaria una terapia farmacologica che inibisca la produzione di acido, come gli inibitori di pompa protonica e i protettori di parete come il sucralfato o i sali di magnesio che neutralizzano l'acido refluito. Il principale ruolo della terapia è quello di alleviare i sintomi, curare l'esofagite, prevenire le recidive e le complicanze. Anche in questo caso il "fai da te" non va bene, perché la terapia deve essere attentamente personalizzata in base all'intensità dei sintomi, all'età, alla presenza di altre patologie.

Chirurgica

Nonostante la terapia medica a lungo termine sia sicura ed efficace, in una modesta percentuale di casi è opportuno ricorrere al trattamento chirurgico, specie quando i sintomi sono ricorrenti e persistenti, nelle grosse ernie jatali, o quando si hanno complicanze e sintomi polmonari ricorrenti. È importante sottolineare che oggi alle tecniche chirurgiche tradizionali si stanno mettendo a punto trattamenti endoscopici (EsophyX) che minimizzano gli effetti collaterali. Comunque la strategia migliore da adottare, qualora si prospetti la terapia chirurgica, è riferire il paziente allo specialista gastroenterologo per una adeguata valutazione, compresi i test preparatori, selezionando attentamente i soggetti e inviandoli a un centro di riferimento per la chirurgia esofagea.

 


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