Dalla Basilicata una varietà autoctona disponibile fino a metà giugno

Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 2015    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

È una fragola medio-grande, di forma conica, profumata e dal colore brillante, molto saporita. Viene dalla Basilicata e rispetto alle sue “consorelle” ha una storia tutta particolare, perché è quasi una neonata. Si tratta infatti di una varietà selezionata in Spagna dopo anni di ricerche e incroci per ottenere un frutto adattabile, rustico, resistente agli attacchi delle malattie.

La sua particolarità è che quattro-cinque anni fa è stata impiantata in Basilicata, nell’area del Metaponto, e ha salvato la coltura della fragola che purtroppo si stava perdendo. Le varietà autoctone infatti si mostravano sempre meno produttive e gli agricoltori le stavano abbandonando.

È qui che arriva Apofruit, la cooperativa di produttori agricoli che oggi associa oltre 4000 aziende in Italia, nota ai più per aver creato il marchio Solarelli.

«In Basilicata la fragola Candonga ha avuto immediatamente un’ottima resa produttiva», racconta Renzo Antimi, operatore commerciale di Apofruit. Nel Metaponto la coltivano una trentina di aziende associate, su un centinaio di ettari di terreno. «La coltivazione è tutta sotto serra, perché preserva il frutto dagli stress; la raccolta inizia a febbraio e prosegue fino a metà giugno».

Produrre fragole sembra facile, ma non lo è: «bisogna avere una grande competenza, perché è un frutto che va seguito tutto l’anno: va messa a punto la tecnica colturale, la fragola va concimata, pulita e curata continuamente per avere un risultato ottimale». L’aspetto più impegnativo è la raccolta: meno si tocca e meglio è. Per questo la fragola viene presa manualmente e inserita subito nella confezione. Nella sede della cooperativa poi il prodotto viene classificato secondo la qualità, con parametri definiti. Da lì il frutto viene messo negli imballaggi e poi trasportato a destinazione in camion refrigerati.

Apofruit ha sede a Cesena e stabilimenti in tutta Italia. Nasce negli anni ’80 dalla fusione di quattro cooperative dell’Emilia Romagna. Il marchio Solarelli, per la linea top di mercato, viene creato nel 2010 per valorizzare la loro frutta made in Italy, ottenuta con rigorosi disciplinari produttivi. Lo scorso anno con le loro pesche, susine, albicocche e ciliegie, sono sbarcati perfino negli Emirati Arabi.