Un documento che mette al centro lavoro, economia, diritti e futuro delle donne

Scritto da Sara Barbanera |    Marzo 2016    |    Pag. 5

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Economia

L’Italia non è un Paese per donne, ma mai perdersi d’animo: qualcosa si può fare, come ad esempio hanno fatto le donne che hanno elaborato la Carta delle donne del mondo, un documento che tutti possono ora firmare e sostenere.

La Carta è il frutto di un percorso a tappe che, dall’incontro nazionale a Roma (5 dicembre 2014), è proseguito con gli “Stati generali delle donne nelle Regioni italiane” (2015) dove lavoratrici, studiose, giornaliste, imprenditrici, insegnanti, creative, politiche e amministratrici hanno organizzato incontri per confrontarsi su esperienze e difficoltà che le donne vivono in Italia. Ultima tappa, l’Expo di Milano (26, 27, 28 settembre 2015), dove 981 donne da 35 paesi del mondo si sono riunite per la “Conferenza mondiale delle donne” convocata dall’Onu, dopo quelle di Città del Messico (1975), Copenaghen (1980), Nairobi (1985), Pechino (1995) e New York (2000).

“Perché non ci siano al mondo luoghi privilegiati per le opportunità”: questa frase riassume il senso della Carta che da settembre viaggia on line e attraverso una rete di circoli, scuole, Comuni e associazioni che hanno aderito al progetto.

La Carta è stata lanciata anche come petizione rivolta al governo e alle principali istituzioni internazionali, perché la adottino e mettano al centro della loro agenda lavoro, economia, diritti e futuro delle donne.

I lavori sono in corso ma si guarda al futuro con speranza, voglia di fare e di cambiare, come ci spiega Isa Maggi, coordinatrice nazionale degli “Stati generali delle donne”.

Ad oggi qual è il bilancio delle vostra attività?

Con un anno di “Stati generali” abbiamo dato voce a migliaia di donne in tutte le regioni italiane, e il bilancio è positivo. In tante si sono confrontate e, partendo dalla propria esperienza di vita e professionale, hanno elaborato proposte e azioni possibili: un fiume di energie al femminile concentrate sul lavoro e sui problemi quotidiani delle donne.

Cosa ha rappresentato la “Conferenza mondiale delle donne” di settembre 2015?

Sono state tre giornate intense di riflessione fra donne di tutto il mondo che hanno redatto la Carta delle donne del mondo, siglata dalla nostra ambasciatrice Regina Tchelly, cuoca profeta dell’anti-spreco proveniente dalle favelas di Rio de Janeiro. Ogni donna è depositaria di conoscenze e tradizioni legate al cibo che ovunque è legato ai temi del lavoro, della cultura, delle identità territoriali, della biodiversità e della tutela e cura della Madre Terra.

Quali gli obiettivi futuri?

La risposta che le donne stanno dando alla crisi con il loro impegno nel fare impresa ci rassicura sul futuro: in vista di “Matera 2019”, stiamo chiamando a raccolta le donne che credono in se stesse, che hanno una visione del futuro e che si impegnano a realizzarlo unendo le forze. Le opportunità ci sono, soprattutto in settori come il turismo, l’accoglienza, la cultura, il cibo, la nuova agricoltura, l’economia verde, i servizi alla persona, la manifattura da riqualificare in un’ottica di sostenibilità. Questi settori di attività sono veri e propri giacimenti di ricchezza: i dati ci dicono che le donne, probabilmente, lo hanno capito e si stanno dando da fare.

Info: https://statigeneralidonne.wix.com/stati-generali

Per firmare la petizione

Video


L’intervistata: Isa Maggi, coordinatrice nazionale degli Stati generali delle donne.