Intolleranze alimentari: un falso mito

Scritto da Francesco Morelli |    Gennaio 1999    |    Pag.

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

Dieta: l'ultima moda
Cambia il mondo, cambiano le diete e, soprattutto, la "moda delle diete". Del resto il paziente in sovrappeso è quasi sempre un individuo particolarmente labile e soprattutto molto attratto da qualunque cosa possa, a suo parere, farlo dimagrire rapidamente e senza grandi sacrifici. Di conseguenza è una facile preda di quell'industria del dimagrimento che nel corso di questi anni ha alimentato illusioni di dimagrimenti facili, rapidi e a caro prezzo. Un'industria che ha contribuito non poco alla diffusione di miti, pregiudizi e cattive abitudini alimentari, non sempre facilmente sradicabili.
Una delle ultime trovate è quella di cercare di far dimagrire il paziente in sovrappeso semplicemente non facendogli mangiare alcuni alimenti. In pratica si sottopone il paziente a un test per le intolleranze alimentari: evitando quei cibi a cui risulta intollerante sarà più facile per lui dimagrire.
Come tutti dovrebbero sapere il peso ideale si raggiunge, se si è in sovrappeso, diminuendo le calorie introdotte con il cibo e aumentando quelle consumate. Una parte delle calorie serve al "metabolismo basale", cioè a far funzionare il nostro organismo a completo riposo; un'altra parte viene bruciata con l'attività fisica; una piccola percentuale di calorie, infine, serve per l'utilizzazione dei principi nutritivi (ossia proteine, grassi e glucidi). Quest'ultimo consumo (conosciuto come Dit, ovvero azione dinamica degli alimenti) rappresenta una parte minima del dispendio energetico (non più del 10 per cento), ed è diverso per i vari nutrienti: è maggiore per le proteine, medio per i glucidi, basso per i grassi. Di conseguenza, 100 calorie fornite dai grassi saranno quasi tutte disponibili, mentre su 100 calorie di provenienza proteica una piccola parte non sarà disponibile perché servirà a metabolizzare le proteine stesse. Quindi le diete dimagranti con pochi grassi e tante proteine possono aver maggior successo rispetto alle altre.
Questa è l'unica possibilità, accertata scientificamente, di aumentare il dispendio energetico cambiando semplicemente i cibi.
Tutto questo andava detto e chiarito dal momento che, anche secondo i più moderni concetti di fisiologia della nutrizione, non si può certo spiegare come si possa aumentare il consumo energetico semplicemente togliendo dalla nostra alimentazione un cibo verso il quale possiamo essere potenzialmente intolleranti. La verità, invece, è un'altra: e cioè che quando un test identifica da 5 a 15 intolleranze alimentari è più che logico che evitando tutti questi alimenti si possa anche perdere peso. Tuttavia, anche in questo caso, il dimagrimento non avviene con un programma nutrizionale equilibrato, ma con l'errata convinzione che si possa dimagrire facendo dei test per le intolleranze alimentari, che ovviamente servono a tutt'altro scopo.