Lenticchie, panforti, addobbi e articoli da regalo

Scritto da Rossana De Caro |    Dicembre 2005    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

LENTICCHIE DI CASTELLUCCIO
Le più tenere d'Italia

Dicembre al super
Accompagnate da zampone e cotechino,
le lenticchie sono un piatto tipico del periodo di Natale; anzi, secondo una tradizione italiana, quelle mangiate l'ultimo giorno dell'anno, allo scoccare della mezzanotte, portano ricchezza.
Le lenticchie di Castelluccio di Norcia sono fra le più apprezzate e rinomate d'Italia, tanto che nel 1997 hanno ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta dall'Unione Europea. Vengono coltivate su un altopiano posto nella zona meridionale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, formatosi sul fondo di un lago prosciugatosi in epoca preistorica. Qui, a 1.452 metri sul livello del mare, nel centro dell'Appennino centrale, su un'estensione di 20 chilometri quadrati circa, la coltivazione è condizionata da un clima con inverni molto rigidi, gelate primaverili e, in estate, per l'altitudine, forti sbalzi termici tra il giorno e la notte.
La lavorazione del terreno è da anni sempre uguale e rigorosamente biologica (per la coltivazione non vengono assolutamente usati concimi o additivi chimici). Questo tipo di coltivazione alterna, nello stesso campo, a rotazione e di anno in anno, lenticchie, frumento e pascolo. Il periodo di sfalcio e trebbiatura, proprio per il particolare sistema di coltivazione, è previsto entro il mese di agosto. Nei baccelli si trovano da uno a tre semi tondeggianti, piccolissimi, con un diametro di 2 millimetri circa. Il colore è variegato, dal verde al marrone, con forti striature. I semi sono appiattiti e se ne possono produrre fino ad 800 chilogrammi per ettaro; il raccolto è di poco inferiore ai mille quintali.

I pregi delle lenticchie
Sono un alimento caratterizzato da un alto contenuto di proteine, una buona quantità di zuccheri e una quasi inesistente presenza di grassi. Sono ricche di vitamine, fibre, sali minerali. L'alto contenuto di fibra, indispensabile per il nostro organismo, è assai efficace nel processo di controllo del colesterolo. Le particolari proteine contenute in questi legumi ne fanno un cibo dall'alto valore nutritivo, specialmente in abbinamento a cereali (pane, pasta o riso), nelle diete per bambini ed anziani. In cucina bisogna tener presente che le lenticchie di Castelluccio sono fornite di una buccia poco spessa e tenerissima. Un'altra caratteristica è la possibilità di conservarle a lungo, senza per questo alterarne la qualità.
Le lenticchie di Castelluccio di Norcia sono le più facili da cucinare: brevissimi tempi di cottura, non scuociono mai, non si sfarinano nell'acqua e mantengono intatto il sapore. Inoltre non vanno mai messe a bagno prima della cottura ma immerse in acqua fredda e messe direttamente sul fuoco, con sedano e uno spicchio d'aglio. Richiedono un tempo medio di bollitura di soli 20 minuti. Nella cottura è importante ricordarsi di aggiungere il sale sempre all'inizio o alla fine, e mai durante la bollitura.



Lenticchie in umido

Ingredienti per 4 persone: 250 g lenticchie, 1/2 cipolla, 1 gambo di sedano, 1 carota, acqua, 300 g salsa di pomodoro, 1/2 bicchiere di vino, olio extra vergine di oliva, sale e pepe q.b. Mettere in una casseruola di coccio il trito di odori e farli imbiondire nell'olio, aggiungere le lenticchie lavate e scolate. Versare il vino e mescolare finché non ne evapora la metà. Aggiungere poi salsa di pomodoro (se si preferisce anche pomodori maturi tagliati a pezzi) e acqua fino a coprire.

Cucinare a tegame coperto per circa un'ora, quindi salare e alzare la fiamma per ridurre buona parte del brodo. Lasciar cuocere finché il sugo diventa denso.

Piatto gustoso da accompagnare con le salsicce o con crostini di pane.


PANFORTE
Dolce Natale

È un dolce di ricorrenza tipico senese. Di forma circolare, basso e compatto, è di colore bianco per via dello zucchero a velo presente nella parte superiore, mentre quella inferiore appoggia su un'ostia sottile. Potremmo definirlo un concentrato di bontà, ha un sapore intenso di spezie e frutta candita ed è consistente e leggermente gommoso al palato. Viene preparato impastando farina, zucchero, mandorle, aranci e cedro canditi, miele, vaniglia e un misto di spezie in polvere: noce moscata, cannella, chiodi di garofano, zenzero e coriandolo. Per il panforte nero si usa il melone candito invece del cedro, oltre a cacao e peperoncino.

Il panforte nasce nel medioevo nei conventi, dove arrivarono portati dai pellegrini spezie e zucchero. Un dolce che era considerato dalla farmacopea antica "ricostituente, rimedio per il mal d'amore e cibo d'emergenza delle milizie senesi". Il nome significa "pan acido". Alla pasta da pane addolcita con miele veniva aggiunta della frutta a pezzetti. La cottura a fuoco moderato non disidratava completamente la frutta, che soprattutto nella stagione più calda dava questo sapore acidulo.

Fra i panforti, quello Fiore di Siena ha una lunga tradizione alle spalle. Fu realizzato nel 1827 dalla farmacia Fiore, dove nel XIX secolo iniziarono ad essere prodotti dolci a base di spezie, il cui uso era consentito solo ai farmacisti. La produzione attuale è rimasta legata all'antica tradizione dolciaria senese, valorizzando al massimo i prodotti e rendendoli protagonisti del gusto a livello mondiale. L'azienda Fiore, che si è progressivamente consolidata sotto la guida della famiglia Corsini, ha arricchito e ampliato la produzione rimanendo però sempre nell'ambito della tradizione pasticcera senese, dal panforte Margherita (il classico, creato per la regina di Savoia) al panforte Oro (nero), alla nuova forma rettangolare del Panforte confezionato in elegante carta di pergamena, e poi ricciarelli, cavallucci o biricuocoli, le copate (leggerissimi dischi di pasta di torrone racchiusi fra due ostie), per un Natale dolcissimo.


ADDOBBI
Nastri e fiocchi

Sarà un Natale tutto in rosso e oro, con nuove combinazioni che prevedono tonalità di rosso scuro, prugna e viola, oppure, in alternativa, rosa, argento e champagne, una triade di colori più tenue, ma molto chic. Prevalgono negli addobbi per l'albero nastri, fiocchi e fili di organza al posto delle consuete frange, nettamente in ribasso già dall'anno scorso.
Intramontabili le sfere in vetro, presenti in un vasto assortimento, molto belle, soffiate a bocca e colorate a mano, proposte con forme e decori in stile anni '60 e '70. Ma si potrà decorare l'albero anche in modo alternativo, con pupazzetti in panno dai colori molto vivaci, indicati soprattutto per i bambini. Sempre più in voga gli alberi ecologici in tutto simili a quelli veri, di varie dimensioni e prezzi.

Ovviamente un Natale senza luci non sarebbe un vero Natale. Quindi spazio alle illuminazioni, sia per l'albero che per l'esterno. Le più belle e luminose sono quelle a luce led, che hanno una luminosità cinque volte superiore alle luci tradizionali e un consumo di corrente nettamente inferiore. Buone feste a tutti!


ARTICOLI DA REGALO
Preziosi e solidali

Vasi e calici in vetro colorato, candelieri e centrotavola in trasparente cristallo, piatti in ceramica, mortai in marmo. Sono solo alcuni degli articoli che si troveranno sugli scaffali dei negozi Coop in vista del Natale. Sono tutti prodotti da aziende toscane e realizzati secondo la tradizione artigiana tipica di certe zone. Si tratta di oggetti per la casa molto apprezzati dal pubblico, proprio per il gusto classico toscano e la "storia" che li caratterizza.

Vale la pena ricordare la ceramica di Montelupo, con i suoi inconfondibili decori e disegni che si tramandano da generazioni; le magiche trasparenze del cristallo di Colle di Val D'Elsa, la "Boemia" italiana, una delle capitali mondiali di questo prezioso materiale; il marmo bianco di Carrara, unico al mondo, con cui sono state realizzate bellissime opere d'arte; e infine il vetro colorato di Empoli. La loro particolarità li rende regali esclusivi che arricchiranno le case di chi li riceve.
Oltre ai prodotti toscani saranno in vendita anche accessori per la cucina, mestoli e taglieri, in legno di olivo e realizzati a mano dagli artigiani di Betlemme.

Acquistandoli si aiutano migliaia di famiglie in gravi difficoltà per la crisi economica provocata da decenni di conflitto. Coop ha voluto dare il suo contributo creando una collaborazione con una cooperativa locale (Handkraft Association of Betlemme), che riunisce 42 aziende e dà lavoro a più di mille persone, acquistando e vendendo nei negozi Coop gli oggetti in legno da loro prodotti.