I prodotti per dipingere le unghie

Scritto da Monica Galli |    Novembre 2015    |    Pag.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Foto di F.Giannoni

Smalti

La sostanza che costituisce in massima parte l’unghia è la cheratina, una proteina filamentosa organizzata in modo speciale e complicato. Grazie alla cheratina le unghie sono elastiche, dure e resistenti a molte sostanze chimiche. La lamina di cheratina è solo una parte di tutta l’unghia che nasce da una radice profonda sotto la pelle e cresce alla velocità di 1/10 di millimetro al giorno. All’uscita è protetta da una serie di cuticole che devono essere trattate con cura durante la manicure. L’unghia serve come protezione della parte finale delle nostre dita, ma svolge anche tutta una serie di attività banali e quotidiane come staccare un’etichetta o grattarsi un orecchio.

Le unghie, come gli occhi e i capelli, rispecchiano lo stato di salute dell’organismo. Uno stile di vita sano e un’alimentazione varia e ricca di frutta e verdura, favoriscono la crescita di  unghie sane e belle.Gli smalti per le unghie svolgono un ruolo estetico ma non curativo: se le unghie hanno diffuse macchie bianche, tendono a rompersi o sfaldarsi troppo facilmente o presentano solchi o rigature troppo accentuate, è meglio andare da un dermatologo in modo da curare e non mascherare.

Opachi e lucenti

Esistono tantissimi tipi di smalto definiti con parole non sempre chiarissime per tutti. Fra i tipi più diffusi e in voga ci sono gli smalti matt che in inglese significa opaco, la versione incolore è usata anche nella manicure maschile. Smalti perlati sono quelli soprattutto di colore bianco e rosa con riflessi non lucidissimi ma, appunto, di lucentezza perlacea.

Fra i più in voga ci sono gli smalti glitterati(da glitter, luccicare in inglese), nello smalto si trovano in sospensione decorazioni, strass, pagliuzze argentate e dorate. Spesso sono usati come top coat, cioè da dare sopra ad altri smalti, per rifinire in modo originale.

Un effetto meno appariscente, ma simile a quello dei glitter è dato dagli smalti definiti shimmer (dall’inglese “bagliore”): l’effetto è brillante ma meno in  rilievo.

Anche i toni metallici sono ora di gran moda, in alcuni smalti sono inserite particelle polarizzate (con una carica elettrica) e sono venduti con una calamita che quando è avvicinata crea effetti speciali (smalto magnetico) perché sposta, orientandole in direzioni ben precise, le particelle elettricamente cariche.

In etichetta

Il regolamento europeo che norma i cosmetici (Reg. 1223/2009) è chiaro: in etichetta si devono riportare gli ingredienti di ogni prodotto elencandoli in ordine decrescente. Al momento dell’acquisto però è difficile fare una scelta in questo senso, perché l’elenco è spesso leggibile soltanto scollando i vari foglietti che formano l’etichetta e questo, chiaramente, non si può fare in negozio, ma solo dopo aver acquistato il prodotto.

La composizione è molto simile fra le varie marche. La base è fatta da solventi che sono elencati sia all’inizio della lista degli ingredienti (acetati di etile, di propile e di butile con un odore caratteristico e l’alcol isopropilico e butilico), che anche nelle parti più basse (acetone e diacetone alcohol considerati piuttosto tossici). Gli altri componenti si sciolgono quindi nei solventi.

Come “film former” principale si usa la nitrocellulosa (base di tutte le vernici detta anche fulmicotone per la capacità di incendiarsi facilmente e per questo usata nei flash delle prime macchine fotografiche) ed è affiancata da nuovi prodotti di sintesi (adipic acid/neopentyl glycol/trimellitic anhydride copolymer). La funzione dei film formers è creare uno strato compatto e omogeneo.  Per mantenere l’elasticità dell’unghia invece si usano materiali plastici come il Pet (polietilenetereftalato impiegato per la preparazione delle bottiglie dell’acqua), l’acrylates copolymer e l’acetil tributil citrato (usato anche per la preparazione del Pvc). E poi ancora ci sono resine (naturali o sintetiche) che conferiscono adesione, resistenza e brillantezza.

La lista si completa con l’aggiunta di vari additivi necessari per addensare/gelificare, mantenere i pigmenti/coloranti in sospensione e stabilizzare i colori in modo che non si sciupino con la luce o con le radiazioni Uv.

I coloranti naturali o sintetici impiegati sono moltissimi, combinati in modi sempre diversi per mettere sul mercato tinte sempre nuove e alla moda. Sono indicati come Ci (Color index) e un codice numerico. Solo raramente fra gli ingredienti si trovano sostanze funzionali alla salute dell’unghia (estratti naturali, oli, vitamine) e comunque, se presenti, occupano sempre una posizione piuttosto bassa nell’elenco.

Sostanze pericolose

Sono 5 le sostanze incriminate: formaldeide, resina di formaldeide, Dbp (dibutil ftalato), toluene e canfora. Alcune aziende produttrici dichiarano sulle confezioni o negli slogan pubblicitari di essere 5-free (senza i 5) o più spesso 3-free (senza formaldeide, toluene e Dbp). La normativa europea, a esclusione del Dbp, completamente vietato, permette l’uso degli altri 4 incriminati anche se con restrizioni (per esempio la formaldeide è permessa negli smalti indurenti fino ad un massimo dello 0,5%).

Ricordiamo però che anche se lo smalto risulta 3-free, 4-free o 5-free, la composizione classica prevede l’impiego di solventi che spesso risultano ugualmente di dubbia salubrità. Qualora se ne faccia un uso frequente, il rischio maggiore è quello di inalarne quantità pericolose per la nostra salute. Questo rende i comuni smalti sostanze da usare con attenzione, assolutamente inadatti ai bambini.

Quelli alternativi

A base acquosa

Gli smalti a base acquosa non sono molto diffusi in Italia ma in realtà potrebbero essere una più salubre alternativa al tipo classico. Le sostanze plastificanti e filmogene usate sono idrosolubili, e quindi come solvente si usa l’acqua. È necessaria qualche accortezza in più quando viene steso, e in particolare è bene farlo quando le unghie sono perfettamente pulite e non si ha fretta (lo smalto all’acqua si asciuga molto lentamente). Per toglierlo si ammorbidisce con acqua calda e si toglie come una pellicola, evitando quindi l’uso dell’acetone.

Come stendere lo smalto. L’esperta consiglia – 1’36’’