Toscano per caso, ama la cucina ligure e siciliana, quelle della sua infanzia

Scritto da Leonardo Romanelli |    Settembre 2006    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Di terra e di mare
Uomo di televisione, ma soprattutto di teatro,
Corrado Tedeschi è il classico personaggio che conquista lo spettatore con il suo savoir faire, la piacevole vena ironica nel parlare, uno stile sempre garbato ma pungente, caratteristiche che gli hanno permesso di presentare generi diversi di programma, per un pubblico assai variegato. Ha spaziato un po' in tutti i generi ma ultimamente si è specializzato nella tv d'intrattenimento, pur non disdegnando apparizioni in fiction di vario tipo.Dopo aver presentato nella scorsa stagione "Sabato, domenica e...", il contenitore mattutino di Rai Uno in onda durante il fine settimana, sta per iniziare una tournée teatrale, il suo primo amore, con "Sabrina", insieme a Corinne Bonuglia.

Sembra quasi scontato chiedere ad un genovese qual è il suo piatto preferito...
E perché? Innanzitutto sono nato in Toscana, a Livorno, perché mio padre era ammiraglio di Marina, poi sono vissuto a Viareggio e solo più tardi mi sono trasferito a Genova. Ma alcuni dei piatti che amo sono quelli della cucina siciliana.

Per quale motivo?
Mia madre è nata in Sicilia e non potevano mancare a tavola specialità come la pasta alla Norma, la caponata alla siciliana. Anche la parmigiana di melanzane era un suo piatto forte.

Dura allora abituarsi alla cucina ligure...
Affatto, la trovo invece veramente interessante, per l'impiego di verdure, erbe aromatiche, ortaggi. Riesco ad apprezzare l'aglio, malgrado tutti gli inconvenienti del caso...

Come si trova dall'altra parte dei fornelli?
Un completo disastro. Sono negato completamente all'arte culinaria, mi qualifico un ottimo mangiatore. Vengo fuori alla distanza...

E quindi il momento della tavola è sacro...
Come no, non sopporto l'idea di mangiare un panino in tutta fretta, tanto per riempirsi lo stomaco. Preferisco mangiare anche solo un piatto ma ad una tavola apparecchiata e con la dovuta calma. I lunghi anni di esperienza, mangereccia intendo, mi hanno consentito di autoregolarmi e quindi, quando sono al ristorante, so cosa mangiare senza eccedere.

Anche dopo uno spettacolo?
No, in quel caso il momento è liberatorio, la tensione si scarica, e quindi si allentano un po' i controlli. Senza esagerare comunque, perché il giorno dopo si deve recitare di nuovo.

Dovendo scegliere di andare a mangiare fuori con gli amici, quale tipo di ristorante preferisce?
Indubbiamente quello di pesce: cucinato in maniera semplice, anche crudo ma all'italiana, con i suoi bravi condimenti. Trovo che sia un modo di mangiare sano e di una grande soddisfazione.

Niente sushi allora...
La mia frequentazione di ristoranti di cucina etnica è veramente rara. In questo campo mi trovo ad essere un vero tradizionalista.

Abbiamo parlato di cibo: ma il bere?
Che dire? se non che adoro il vino a tavola, abbinato nella maniera giusta. Non eccedo, a pranzo non lo bevo proprio perché devo lavorare e quindi preferisco dedicarmi al piacere del vino la sera.

Ma c'è un prodotto che le piace particolarmente?
Non vorrei sembrare snob, perché non sono certo il tipo, ma quando è possibile amo pasteggiare a champagne. È divertente, piacevole, e fa stare veramente bene!