Compaiono nello stemma della famiglia de' Pazzi

Scritto da Stefano Giraldi |    Maggio 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Delfini in riva d'Arno
Molto spesso gli animali
sono usati per simboleggiare con le loro qualità l'identità o quel patrimonio ideale che raffigura la famiglia o la comunità che si riconosce in quella rappresentazione.
È il caso dei delfini dello stemma della famiglia de' Pazzi, quella famiglia che fu coinvolta nella famosa congiura del 1478 ai danni di Lorenzo e Giuliano dei Medici e i cui congiurati partirono dal Castello del Trebbio di Santa Brigida a Pontassieve, appartenente appunto ai Pazzi. Nel cortile del castello, ingentilito nel Rinascimento, campeggia lo stemma della famiglia, scolpito in pietra serena ed attribuito a Donatello.

Nel bel cortile di un palazzo che si trova in via del Proconsolo, a Firenze, i delfini giocano fra i capitelli alludendo ai traffici commerciali e marittimi della famiglia e vi sono scolpiti anche dei simbolici vasi contenenti il fuoco sacro che un valoroso Pazzi, Pazzino, dopo aver espugnato per primo le mura di Gerusalemme ai tempi delle Crociate, riportò dalla Terra Santa in patria. È noto che tale episodio dette origine alla tradizionale festa fiorentina dello scoppio del Carro che nella settimana Santa di ogni anno rinnova simbolicamente questa antichissima usanza in ricordo del Sepolcro di Cristo e indirettamente della storica famiglia.
Ritornando alla congiura per l'uccisione dei due Medici dell'anno 1478, molti episodi della sua preparazione e realizzazione sono tristemente legati al palazzo, in specie quelli relativi al suo tragico epilogo. Infatti Francesco de' Pazzi, l'insistente assertore della cospirazione, dopo aver ucciso Giuliano de' Medici si rifugiò in questa casa: qui fu prelevato dalla folla e portato in Palazzo Vecchio, dove fu subito impiccato e appeso fuori dalla finestra del primo piano. I tragici e terribili eventi cui è legata questa nobile famiglia stridono molto con la raffigurazione del suo stemma: i delfini, questi mansueti e simpatici animali che solcano le acque del mare nostrum con grazia ed eleganza per la gioia di tutti.

Nella foto: lo stemma davanti al Palazzo Pazzi a Firenze
Fonte: L. Ginori Lisci, "I palazzi di Firenze", Giunti Editore, 1985