Convegni storici, pentoloni con pastasciutta e fantocci che volano giù dalla torre

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Luglio 2009    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Sa di sale il pane altrui

Nel mese di novembre del 1301 Firenze è nelle mani dei Guelfi Neri di Corso Donati. I Bianchi e i Ghibellini sono estromessi da ogni carica pubblica e le personalità più esposte politicamente devono fuggire dalla città. Nel gennaio dell'anno seguente Dante Alighieri, in missione di pace a Roma presso papa Bonifacio VIII, viene condannato alla pena di morte con l'accusa di aver commesso "baratterie" nel periodo della sua magistratura. Il poeta rifiuta di rientrare nella sua città e da quel momento iniziano le peregrinazioni per l'Italia, che in seguito gli faranno pronunciare le celebri e amare parole: "...sì come sa di sale/lo pane altrui, e come è duro calle/lo scendere e ‘l salir per l'altrui scale".

Nel giugno di quello stesso anno Dante è a San Godenzo dove, nella chiesa abbaziale, si tiene un convegno cui partecipano esponenti di alcune famiglie, guelfe e ghibelline, fra le quali i Cerchi, gli Uberti, i Ricasoli, i Gherardini, i Pazzi. In quel convegno l'argomento principale non fu tanto trovare un modo per tornare a Firenze, quanto sottoscrivere una sorta di assicurazione nei confronti degli Ubaldini, grandi feudatari nel territorio mugellano, per "...ogni danneggiamento che potesse derivare ai loro beni nell'imminente guerra contro Firenze". Sì, perché in quei decenni così turbolenti per la storia della Toscana, se l'attività principale per dirimere qualsiasi controversia era la guerra - guerra contro altri Stati, contro altre città, contro fazioni all'interno di una stessa comunità - una preoccupazione non secondaria dei proprietari terrieri era quella di venire in qualche modo risarciti per i danni che una guerra inevitabilmente comportava. E la presenza di Dante "...a quella promessa di indennizzo," come riferisce lo storico Robert Davidsohn, "può solo dimostrare la considerazione di cui Dante godeva, perché la sua povertà toglieva al suo impegno qualsiasi valore materiale".

Con queste premesse, a San Godenzo, ormai da quasi venti anni, si rievoca lo storico convegno avvenuto oltre sette secoli fa; e lo si fa principalmente con un incontro cui partecipano varie personalità della cultura internazionale. Il programma, che si protrae per due giorni - sabato 4 e domenica 5 -, prevede fra l'altro alcune letture di opere del sommo poeta, mostre, cene medievali, la consegna di un premio letterario, la sfilata di un corteo storico per le strade dell'antico paese.

Info: 0558373826; www.comune.san-godenzo.fi.it

Il calderone dell'ospitalità

È un millennio, secolo più secolo meno, che Altopascio costituisce un importante punto di riferimento per tutti coloro - pellegrini prima, commercianti poi, turisti oggi - che hanno percorso e tuttora frequentano la Via Francigena (o Romea), quell'antica strada che unisce la Spagna e la Francia con Roma. E proprio ad Altopascio (da "alto pascolo" a causa della sua posizione prominente rispetto alle due vicine depressioni che formano il lago di Bientina e il padule di Fucecchio), si trovava un importante e ben organizzato "ospitale" in grado di fornire ristoro e riposo ai viandanti. Nel corso del tempo la fama di Altopascio è cresciuta a tal punto che due fra i maggiori scrittori del passato lo hanno citato in alcune loro opere. Giovanni Boccaccio, nel Decamerone - giornata sesta, novella decima - dice: "...un suo cappuccio, sopra il quale era tanto untume che avrebbe condito il calderone d'Altopascio." Niccolò Machiavelli, a sua volta, riferisce che: "...Pirro non è se non in su le taverne, su pe' ginocchi, un cacapensieri che morrebbe di fame in Altopascio." Dalle cui parole si evince chiaramente che la cittadina ha da sempre covato nel suo animo la propensione all'ospitalità.

Rispolverate queste notizie, a partire dagli Anni ‘60 del secolo scorso, ad Altopascio si organizza, il 25 luglio, in occasione della festa del patrono Sant'Jacopo, una festa tutta focalizzata intorno a un enorme pentolone nel quale vengono cotte decine di chili di pasta che sarà poi distribuita gratuitamente a tutti i presenti.

Tel. 0583216455

Il tradimento di Cecco

Secondo una tradizione finora mai smentita, il capitano di ventura Cecco Santi sarebbe stato a capo della guarnigione che, nei primi decenni del XIV secolo, aveva il compito di difendere la rocca di Vinci nelle continue battaglie combattute fra guelfi e ghibellini in quel tormentato periodo della nostra storia. Le cronache narrano che Cecco Santi si lasciò irretire dalle lusinghe di un comandante dell'esercito nemico al quale aveva promesso, come contropartita per una bella somma di denaro, il facile accesso all'interno della cittadina.

Ma il tradimento non andò a buon fine perché le strane manovre del capitano insospettirono la popolazione. Cecco Santi fu tratto in arresto e, dopo una piena confessione, venne condannato ad una pena crudele: essere gettato nel vuoto dalla torre castellana.

La rievocazione attuale non ripercorre il copione originale, ma si limita a far precipitare un fantoccio con le sembianze del medievale traditore, lungo una corda che, dal punto più alto della torre, termina la sua corsa in una ripida scarpata fuori delle mura di cinta.

Info: 3281387675

 

 

Garfagnana

Farro in festa

Sabato 11 e domenica 12  luglio  a Sant'Anastasio (Piazza al Serchio, Lucca) si svolgerà la Festa del Farro IGP della Garfagnana. Passeggiate degustative attraverso le aie del paese con menù a base di farro; e inoltre, spettacoli, mostre, vecchi mestieri. Tornerà anche quest'anno il Treno dei Sapori che partirà da Livorno, domenica 12 luglio alle ore 8.30 ed arriverà alla stazione di Piazza al Serchio alle 11.00. Poi con navette gratuite i visitatori verranno portati nella vicina frazione di Sant'Anastasio, cuore della festa.

Info www.pesaco.org  oppure  www.pontineltempo.it


Nelle foto a partire dall'alto:

  1. L'abbazia benedettina di San Godenzo
  2. Dante Alighieri
  3. La festa del calderone di Altopascio (G.C. Comune di Altopascio)
  4. La sfilata del "Volo di cecco Santi" (G.C. Comune di Vinci)