Proseguono le iniziative di crowdfunding in collaborazione con Eppela, le associazioni e le sezioni soci

Scritto da Olivia Bongianni |    Aprile 2017    |    Pag. 29

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

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Progetto “Voglio fare il sarto” - Prato

FONDAZIONE IL CUORE SI SCIOGLIE

Traguardo raggiunto per i primi cinque progetti di crowdfunding solidale promossi dalla Fondazione Il Cuore si scioglie, in collaborazione con le sezioni soci Coop e alcune associazioni del territorio! Ma la solidarietà non si ferma, anzi rilancia: cinque nuovi progetti #PensaticonilCuore sono on line dal 13 marzo fino al 21 aprile, data entro la quale sarà possibile sostenerli su Eppela, la principale piattaforma italiana di crowdfunding.

“L’Orto Torto… dove si coltivano speranze!”
È “salute”, è “un girotondo che fa bene al mondo”, è l’“orto di casa tua”. È tutto questo e molto altro l’Orto Torto, nelle parole dei ragazzi che partecipano all’attività agricola sul terreno in località Carresi, a quattro chilometri da Figline Valdarno dove li coordina Giulia Santi, responsabile dell'orto. La maggior parte di loro viene dalla Casa famiglia Caritas "Casa di Maria e di Elisabetta" della Parrocchia di S.Maria al Giglio di Montevarchi, gestita da Don Mauro Frasi. «Questa esperienza è iniziata sette anni fa –spiega Lucia Merlini, coordinatrice del progetto – e l’Orto Torto è diventato il luogo dove si coltivano speranze!».

L’orto è gestito dal braccio operativo della Caritas diocesana di Fiesole, l’Associazione di volontariato “Solidarietà e accoglienza” che promuove l’agricoltura sociale come mezzo per favorire l’integrazione sociale e lavorativa di persone con disturbi psichiatrici e in situazioni di grave svantaggio sociale, come spiega Lucia Merlini: «Ci sono anche persone con storie di marginalità grave, segnate dalla perdita del lavoro, delle relazioni familiari e amicali. In questi anni abbiamo accolto persone con dipendenza da alcool, droghe o gioco d’azzardo patologico e persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Approdano qui dai circuiti Caritas o su segnalazione dei servizi socio-sanitari del territorio. I fondi raccolti attraverso il crowdfunding solidale consentiranno di portare avanti questa esperienza e l'attività agricola, ma anche di far conoscere meglio l’Orto sul territorio. Il lavoro restituisce dignità e quello agricolo, in particolare, consente di riacquistare autonomia e fiducia nelle proprie capacità». Insieme agli ortaggi, insomma, fioriscono e crescono anche le persone. È così che, all’Orto Torto, “si raddrizzano vite”.


“Voglio fare il sarto!”
Arrivano dal Mali, dal Gambia e dal Benin i quattro ospitidei CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) di Prato e Firenze protagonisti del progetto “Voglio fare il sarto!”, corso di moda, taglio e cucito avviato dall’associazione Mondincontro, in collaborazione con l’azienda Waxmore, che mette a disposizione il proprio laboratorio, i macchinari e i docenti. Il crowdfunding solidale sosterrà il percorso formativo dei ragazzi che, con un corso di sei mesi in lingua italiana, potranno acquisire un metodo di lavoro spendibile nei propri Paesi di origine. Il progetto mira all’inclusione e all’integrazione dei ragazzi temporaneamente residenti in Italia, in attesa della risposta alla domanda di asilo politico o umanitario. «Non si tratta soltanto di imparare a cucire – sottolinea Maria Cristina Manca, vicepresidente Associazione Mondicontro e responsabile Waxmore – ma di uscire dal limbo dell’attesa e costruire un progetto di vita che dia senso alle sofferenze e ai pericoli che questi giovani hanno corso nei loro paesi e nel lungo viaggio fatto per arrivare fin qui. È un corso-progetto, un’esperienza di condivisione in cui i ragazzi conosceranno come funziona la moda, che cos’è un brand, la storia del costume e dell’abbigliamento, l’uso del colore». Come spiega la responsabile, gli allievi del corso parteciperanno anche a una serie di iniziative sul territorio: «Il percorso sarà arricchito grazie alla collaborazione con il Museo del Tessuto di Prato e con il Liceo artistico “Umberto Brunelleschi” di Montemurlo: i quattro allievi del training passeranno qualche settimana nel Liceo e gli alunni di quest’ultimo verranno qui nel laboratorio. Fondamentale anche il contributo della sezione soci Coop di Prato con la quale stiamo organizzando alcuni eventi dedicati al mondo della moda». Molto più, insomma, di un semplice corso di cucito.


Gli altri progetti Le altre proposte in rete vedono protagoniste le associazioni “Artemisia” (Firenze) impegnata sul tema della violenza sulle donne, “La Fonte” (Borgo San Lorenzo) che promuove opportunità lavorative per la riabilitazione e l’autonomia di persone in situazioni di emarginazione e “Team Deri” (Cascina) che si propone di realizzare i sogni dei malati di SLA.


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