Scritto da Rossana De Caro |    Maggio 2002    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Dalle sagre ai super
Indubbiamente è un piatto nazional-popolare, classico di fiere e sagre paesane, dove il maialino cotto intero fa bella mostra di sé sul banco del porchettaro. Ma è anche una prelibatezza chic, gettonatissima a banchetti, ricevimenti e feste. Questa leccornia, insuperabile per aroma e gusto, prodotto tipico della norcineria umbra (ad Assisi dovrebbe addirittura sorgere un museo della porchetta) e assai diffusa anche in Toscana, ha una storia molto antica che risale agli etruschi e ai romani, che cucinavano il maiale in modo simile alla nostra porchetta. Pare che fosse il piatto preferito di Nerone, noto buongustaio, ricordato per i suoi fastosi banchetti.
La ricetta è, con qualche variante, sempre la stessa, a cominciare dall'uso abbondante di erbe odorose e dall'impiego della legna per la cottura. Il porcellino, scelto di piccole o medie dimensioni, rigorosamente intero, viene riempito di aglio, finocchio, altre erbe aromatiche, spezie, fegato (cotto all'interno e poi tagliato e servito insieme alla carne), sale e pepe, e rosolato in forno. La cottura va realizzata nel forno a legna. Il pregio maggiore della porchetta, oltre alla giusta pezzatura del suino e alla ricchezza del condimento, è infatti rappresentato soprattutto dall'accurata cottura al forno che deve dorare la cotica esterna, rendendola ben croccante, e contemporaneamente cuocere la carne all'interno mantenendola morbida.
Va detto che le tecnologie attuali consentono di raggiungere eccellenti risultati anche con i moderni forni a convenzione-vapore, dove si possono alternare le cotture tradizionali con quelle al vapore. Nonostante i pregiudizi, la porchetta non è un alimento grasso, in quanto i grassi si sciolgono proprio durante la cottura, ed è un piatto gustoso sia caldo che freddo, ottima come pietanza principale o come spuntino, naturalmente accompagnata da pane casalingo e da un buon bicchiere di vino.

La porchetta è in promozione a maggio nei supermercati