Intervista a Nelson Mandela

di Chris Gilmore

Purtroppo in questi giorni il mondo è spazzato da venti di guerra. Occorre fare il possibile affinché la pace e la convivenza civile si affermi. Lei, presidente Mandela, è in questi giorni

Dalla parte dei bambini
impegnato a riportare la pace in un Paese, il Burundi, purtroppo sconvolto anch'esso dalla guerra. Ma chi paga i prezzi maggiori delle guerre?
Le guerre e la povertà sono per milioni di persone avvenimenti di ogni giorno ed è facile comprendere che in queste situazioni i bambini sono le prime vittime e i primi a soffrirne.
Io non ho alcun dubbio che questa affermazione sia totalmente vera e che i bambini siano la parte più vulnerabile della società e che quando tali condizioni si presentano sono loro e loro per primi a esserne colpiti. Per questi motivi voglio rimarcare l'importanza di avere dei progetti concreti per eliminare la povertà. Vedo inoltre la necessità che coloro che possiedono delle risorse siano pronti a dividerle con i più poveri. In relazione a questo, una parte non secondaria del mondo dell'imprenditoria, sia qui in Sud Africa che all'estero, sta svolgendo un ruolo molto importante. Abbiamo concentrato in questi anni la nostra attenzione sulle zone agricole, che sono gran parte del nostro territorio, dove non esistono scuole, ospedali, strutture sociali, e in questi luoghi cerchiamo di informare le persone sulla situazione reale del nostro popolo. Ribadisco, per tutto quello che ho detto sopra, che i bambini sono la parte più vulnerabile della società e per questo sono le prime vittime.

Potrebbe raccontarci brevemente perché ha deciso di dedicare una parte importante della sua vita e dei suoi sforzi alla causa dei bambini, come è evidente dal lavoro che il Nelson Mandela Children's Found, da lei fondato e a cui dedica tanto tempo e impegno, sta portando avanti?
E' difficile dare una spiegazione, posso solo dire che ci sono stati vari fattori che sono intervenuti a influenzare la mia decisione. Racconto spesso la storia di come è nato il Fondo. Ero a Città del Capo una notte molto fredda d'inverno. Passata mezzanotte uscii in strada e vidi alcuni bambini che mi corsero incontro. Le persone che erano con me in quel momento mi esortarono a non avvicinarmi: "Non vedi come sono sporchi e vestiti di stracci". Al che risposi che proprio per quella ragione dovevo vederli. Ci chiedevamo come mai quei bambini stessero aspettando fuori al freddo della notte, passate le dieci, senza i loro genitori. Quando me li trovai davanti mi chiesero: "Perché ci ami?" e io risposi: "perché non dovrei amarvi?".
Loro mi chiesero ancora: "Perché i soldi che tu hai ricevuto da così lontano, li hai dati a noi?". I soldi di cui parlavano erano quelli che avevo ricevuto per la vittoria del premio Nobel per la Pace, che decisi di condividere con tre associazioni di carità rivolte ai bambini.
E continuai: "Tutti vi amano, compresi i vostri genitori. L'unica differenza nel mio caso è che ho guadagnato quei soldi senza lavorare e per questo ho potuto darli a voi". Quello che mi fece comunque preoccupare fu l'affermazione che loro fecero più tardi: "Noi non possiamo gioire dell'amore dei nostri genitori o della loro protezione, non abbiamo futuro, siamo gli emarginati della società".
Quando tornai in albergo non riuscii a dormire perché continuavo a pensare a quelle parole. E' per questo motivo che decisi di contribuire con un terzo del mio salario, che era di circa 20.000 dollari USA all'anno, per cinque anni. Allo stesso tempo ho contattato il mondo del business e loro hanno risposto positivamente, in breve tempo, alla mia proposta cosicché oggi esiste il Fondo Nelson Mandela per i bambini.
Questo è il retroscena della nascita del Fondo, non è stata solo una mia idea, frutto del fatto che sono un brav'uomo. E' stata solo una fortunata coincidenza di circostanze che mi hanno permesso di incontrare quei bambini e di sentire le loro affermazioni.

Ultimamente Carlo Azelio Ciampi ha dichiarato che la miseria e la povertà, ovunque si trovino, rappresentano il pericolo principale per la pace nel mondo. Lei è d'accordo con questa affermazione?
Il presidente Ciampi è amico mio e dell'Africa. Ma anche il popolo italiano è nostro amico. Non posso dimenticare ciò che in Italia è stato fatto per aiutarci nelle lotte passate, che ci hanno portato a conquistare la democrazia nel nostro Paese. Sto aspettando con ansia la visita del Presidente Ciampi e, sebbene io sia oggi solo un pensionato, se lui lo desidera e compatibilmente con i suoi impegni ufficiali, sarò felice di incontrarlo.