Scritto da Rossana De Caro |    Luglio 2005    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Dalla Maremma grossetana
Melone ed anguria sono i frutti estivi per eccellenza.
Colorati e dissetanti, appartengono entrambi alla famiglia botanica delle cucurbitacee, e sono giunti a noi dai paesi dell'Asia (India e Cina) e dell'Africa (dal Sudan occidentale fino alle rive del Nilo) per poi diffondersi da prima in Grecia e successivamente nell'Italia meridionale. In Toscana ci sono delle aree agricole particolarmente adatte a queste coltivazioni, si tratta della pianura grossetana ed in particolar modo di tutta la fascia costiera della provincia, da Follonica a nord per arrivare a Capalbio a sud.
Le particolari condizioni climatiche, tipicamente mediterranee, e la fertilità dei terreni, hanno permesso a queste due colture di assumere un ruolo di grande importanza nell'economia agricola della provincia di Grosseto.

In particolare il melone, di cui si coltivano diverse tipologie: dai meloni retati di tipo "americano", molto profumati, di media pezzatura, dalla polpa color salmone, con la marcatura netta della fetta, ai meloni Charentais di colore verde-grigio che tende al giallo con l'approssimarsi della maturazione, a buccia liscia e retata, fino ai meloni lisci (Tamaris).
I periodi di coltivazione variano in funzione del momento della raccolta: dalla metà di maggio (meloni in serra per la raccolta precoce) fino alla metà di settembre (meloni tardivi di pieno campo).
Il melone è pronto per la raccolta quando manifesta un leggero ingiallimento della buccia e, soprattutto, quando si genera, in prossimità dell'attaccatura del picciolo, una zona "crettata"per cui alla minima pressione il frutto si distacca dalla pianta. La raccolta viene fatta la mattina, dopo il sorgere del sole, a pianta asciutta, ed i meloni, selezionati per calibro e peso, vengono spediti nella stessa giornata per essere presenti al punto vendita la mattina del giorno successivo.

Anche per l'anguria la tecnica di coltivazione è simile a quella del melone, la raccolta inizia a fine giugno per procedere fino a fine agosto. La tipologia più coltivata è la Crimson Sweet, di notevoli dimensioni (fino a 8-9 kg), con buccia verde scura solcata da striature longitudinali giallastre e dal colore della polpa rosso intenso, con una resa di 7-800 quintali ad ettaro.
Nel caso dell'anguria la scelta del momento della raccolta non è così facile come per il melone, ed ogni agricoltore si basa su proprie esperienze acquisite negli anni. C'è chi è solito tamburellare sul frutto, chi prende a riferimento l'inizio dell'essiccazione del "viticcio o riccio", altri che si basano sul cambiamento di colore della "rosa o stella" (la parte del frutto opposta all'attaccatura del picciolo). C'è chi procede a fare qualche tassello a campione su alcuni frutti.
Per entrambe le coltivazioni, sia di melone che di anguria, si ricorre a tecniche naturali eco-compatibili.