Gli oli usati diventano biodiesel

Scritto da Letizia Coppetti |    Marzo 2002    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Ci si frigge le patatine, ma può finire anche nel serbatoio dell'auto. Fantascienza? No, è il biodiesel. Lentamente sta prendendo piede anche in Italia (all'estero, specialmente in Francia e in Germania, è già una realtà consolidata) l'uso di questo carburante di origine vegetale, ottenuto dalla trasformazione dell'olio di colza, di girasole e di soia: 350 mila ettari coltivati con queste piante potrebbero garantire l'autonomia energetica ad oltre tre milioni di auto. Altamente biodegradabile, questo combustibile non produce biossido di zolfo e riduce del 50% i componenti incombusti e il particolato (tra cui l'ormai famoso PM 10, oggi al centro dell'attenzione per gli alti livelli di questo inquinante riscontrati a gennaio nelle grandi città di tutta Italia). Inoltre, il particolato emesso dal biodiesel è meno pericoloso rispetto a quello emesso dalla combustione del gasolio perché costituito da particelle più grosse e quindi meno inalabili. La sua lavorazione non crea infine scarti, perché la glicerina ottenuta dalla sua trasformazione viene poi utilizzata dall'industria farmaceutica e cosmetica. Può essere utilizzato su quasi tutti i motori diesel: di norma è impiegato in miscele con il gasolio normale, fino a una percentuale massima del 30%. Ma in Germania viene usato puro, mentre in Francia un proprietario di auto a gasolio su due lo impiega in miscele al 5%.

Il biodiesel è stato già ampiamente sperimentato, ad esempio su flotte di autobus urbani come quelle di Atm, l'azienda dei trasporti pubblici di Piombino, ottenendo una diminuzione delle emissioni inquinanti del 20-25%.

Dalla friggitrice all'auto
Recentemente si è riusciti ad ottenere biodiesel anche dall'olio di frittura esausto, ma il suo utilizzo è ancora molto raro. Gli oli usati nei forni e nelle friggitrici industriali, o raccolti a livello casalingo, per la maggior parte sono riciclati e destinati poi come mangime per gli animali, o utilizzati per vari scopi dall'industria. Eppure, la possibilità di trasformare gli oli esausti in biodiesel andrebbe tre volte a favore dell'ambiente: non solo per la diminuzione di emissioni inquinanti e perché si tratta di una fonte di energia alternativa, ma anche perché in questo modo verrebbe tolta dall'ambiente una sostanza che ha un potere inquinante elevatissimo. Ogni anno infatti in Italia sono quasi due miliardi le tonnellate di olio vegetale immesso sul mercato, e di questo il 50% non viene recuperato, trasformandosi in una grandissima minaccia per l'ambiente. Per fare un esempio, fino a non molto tempo fa a Firenze gli oli usati finivano direttamente in Arno, con effetti devastanti sull'ecologia del sistema. Oggi la maggior parte di questi oli (quelli derivanti dalla ristorazione e dalla grande distribuzione) viene raccolta e riciclata.

'Questo prodotto, pieno di impurità - afferma Fabio Guidotti, direttore di produzione della ditta Silo di Firenze - viene sottoposto ad un procedimento di rigenerazione, deacidificato e deumidificato. I sottoprodotti sono rappresentati essenzialmente da acqua e glicerina. Da una raffinazione successiva si ottiene il biodiesel'.

Oggi il biodiesel viene usato soprattutto da aziende del settore del trasporto pubblico. Tra i tanti sostenitori di questo nuovo carburante ci sono il premio Nobel Dario Fo e suo figlio Jacopo, che addirittura hanno fatto installare nel giardino di casa una pompa che fornisce solo biodiesel. E la prima stazione di servizio che eroga questo tipo di carburante è già aperta: si trova a Ponte Valleceppi (Perugia), sulla E45.

Recupero super
Gli oli usati delle friggitrici e dei forni dei punti vendita Coop vengono tutti raccolti da ditte specializzate che li avviano al recupero. Nel corso del 2001 sono state raccolte negli Ipercoop 34,75 tonnellate di oli esausti, e nei supermercati 24,13 tonnellate.

Per saperne di più
Aziende che si dedicano allo sviluppo di biocarburanti http://www.stcgroup.com/estereco, www.novaol.it/Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti (CONOE), tel. 02 89201436

Con il Consorzio
L'olio delle macchine
Dal 1984, in Italia, è attivo il Consorzio per la raccolta degli oli usati, un'attività che ha registrato risultati costantemente crescenti. In termini assoluti fino ad oggi il Consorzio ha raccolto circa 1.617.000 tonnellate di oli. Di queste circa 1.584.000 tonnellate sono state riutilizzate: 1.232.000 attraverso la rigenerazione e 352.000 attraverso la combustione.

Gli oli, raccolti gratuitamente dai settanta concessionari dislocati in tutta Italia, vengono sottoposti a una complessa serie di analisi chimico-fisiche che servono a identificarne il tipo e la composizione, dopo di che vengono inviati alla rigenerazione, alla combustione o, se è il caso, all'incenerimento.

Chi è interessato a saperne di più può consultare il sito internet www.coou.it, oppure chiamare il numero verde 800/863048.