Molti i vitigni provenienti d'Oltralpe coltivati in questa zona, famosa soprattutto per i suoi bianchi

Scritto da Carlo Macchi |    Luglio 2003    |    Pag.

Esperto di enogastronomia Uno dei pochi italiani in corsa per il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato a Londra dall'omonima associazione. Scrive per alcune riviste italiane ed estere specializzate nel vino e nell'enogastronomia (Terre del Vino, Enotime, Merum). Ha condotto una trasmissione su Telemontecarlo sul cibo e sul vino, chiamata "Gnam". Curatore di Vini Buoni d'Italia, la prima guida italiana ai vini da vitigni autoctoni, alla seconda edizione.

Dalla Francia con sapore
Voglio raccontarvi
una storiella. Pare che Grace Kelly, la famosa e mai dimenticata attrice americana, apprezzasse moltissimo il vino, soprattutto quello italiano. In particolare sembra che amasse bere un vino dal nome altolocato, "Il Principe", che veniva prodotto in un piccolo paesino vicino al mare chiamato Montecarlo. Grace adorava quel vino ma non aveva mai capito perfettamente da quale parte dell'Italia venisse. Così un giorno, tra un film e l'altro, decise di voler visitare il luogo che regalava quel vino morbido ma ben strutturato, profumato e rotondo. Andò così all'aeroporto e chiese un biglietto per Montecarlo. Il bigliettaio (penso si chiami così anche per gli aerei) le chiese: "Montecarlo, ma quale?". Allora Grace, decisa: "Quello dove c'è il Principe". Per sua fortuna il bigliettaio non conosceva il vino italiano e fu così che si ritrovò nell'altra Montecarlo, dove per caso incontrò Ranieri che, da vero principe, la fece innamorare e poi se la sposò. Le cronache non raccontano quale vino venne servito durante il matrimonio, ma noi ce lo possiamo immaginare...Uscendo fuori da questo bel mondo di storie inventate veniamo all'unica cosa vera del raccontino: il vino di Montecarlo, "morbido ma ben strutturato, profumato e rotondo". Il nostro Montecarlo si trova in cima ad una collina molto vicina a Lucca, a pochi chilometri dal mare, e gode di un clima perfetto per la viticoltura. Ma oltre al clima Montecarlo ha un'altra particolarità: è una delle poche zone toscane dove, praticamente da sempre (da circa 150 anni per i più precisini), si trovano, oltre al nostrano Sangiovese, molti vitigni di origine francese. E quando dico molti, voglio dire proprio molti: Semillon, Pinot Grigio, Pinot Bianco, Sauvignon e Roussanne tra i bianchi, Syrah, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot tra i rossi. Come vedete è sicuramente un bel gruppo, e ora sorge spontanea la domanda "Come mai a Montecarlo sì e dalle altre parti della Toscana no?". Probabilmente si deve tutto al profondo cordone ombelicale che, anche al tempo dei Lorena, ha unito Lucca e le sue famiglie nobiliari alla Francia.Tra le molte cose che arrivavano da oltralpe c'era ovviamente anche il vino e, successivamente, le barbatelle di quegli stessi vitigni, in modo da poter produrre "in casa" vini simili a quelli di Bordeaux o del sud della Francia.
Dalla Francia con sapore 2
Montecarlo è vicina al mare
ed è quindi logico che la produzione non si sia incentrata solo sul rosso ma abbia dato grande spazio anche ai vini bianchi, che per molti anni sono stati il fiore all'occhiello della zona. Avendo a disposizione uve come Pinot Bianco, Semillon e Roussanne non è che ci volesse molto. Da sempre quindi i bianchi di Montecarlo sono più rotondi, profumati, armonici della stragrande maggioranza degli altri prodotti nel resto della Toscana.Per i rossi il discorso non è molto diverso, ma la concorrenza è sempre stata più agguerrita e questo non ha permesso agli eleganti e strutturati vini rossi di Montecarlo di brillare come avrebbero meritato.C'è anche un altro fattore importante: la zona è piccola e quindi la poca produzione riesce a malapena a lasciare la zona della Lucchesia e della Versilia. Se poi ci soffermiamo solo sul bianco, questo viene praticamente consumato lungo le spiagge di Forte dei Marmi, Viareggio, Lido di Camaiore e via cantando.Torno un attimo sui rossi di Montecarlo per darvi un consiglio. Quando vi troverete davanti ad un piatto di cacciucco come si deve, chiedete una bottiglia di un Montecarlo rosso e giovane ed avrete un abbinamento perfetto.Sempre in vena di consigli voglio adesso rivolgermi ai fiorentini, o comunque a tutti gli assidui frequentatori estivi della Versilia che, per andarci, decidono di infilarsi in quel rovente toboga autostradale che è la Firenze-Mare. Tra una coda e l'altra ricordatevi che all'uscita Altopascio vi aspetta un modo diverso e sicuramente più godurioso di arrivare alle vostre spiagge. Dovete solo uscire, e prendere le varie stradine che portano a Montecarlo. Vi lascerete alle spalle il caos autostradale ed in più avrete l'occasione di fermarvi in una delle aziende produttrici di vino a Montecarlo. Qui potrete assaggiare cose molto buone e magari comprare anche qualche bottiglia ad un prezzo sicuramente più basso rispetto alle enoteche della costa. In realtà i vini di Montecarlo, sia che si parli di bianchi che di rossi, non costano molto (almeno i "modelli base"). Si va dai 4 agli 8 € e credo proprio che siano soldi spesi bene. Una volta comprato il vino, potete continuare per le molte strade secondarie che portano alla costa oppure, se proprio volete, rinfilarvi in autostrada a Lucca e buonanotte suonatori. Potete anche andare a dritto e non seguire il mio consiglio. Scordatevi comunque che, una volta arrivati al mare, ci sia il Principe Ranieri ad aspettarvi...Bianco e rosso
Mescolare? Si può!
Continuo a sentire in giro la leggenda metropolitana secondo la quale durante un pranzo fa male "mescolare" vino bianco e vino rosso. In verità vi dico che non ho mai sentito una bischerata più grossa di questa. Può farvi male solo se ne bevete un litro per tipo! In altre parole: non è la tipologia che fa male, ma la quantità ingerita. Altro esempio: mangiare una bigné al cioccolato ed una alla crema non vi farà male, altra cosa se ne mangerete 20 per tipo. Col vino succede esattamente la stessa cosa.