Vivono solo in Madagascar. Un progetto per salvaguardarne le diverse specie

Scritto da Silvia Amodio |    Settembre 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

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Vivono solo in Madagascar,
forse già questo li rende creature speciali. Quando infatti questa grande isola si è separata dall'Africa, oltre 100 milioni di anni fa, i lemuri hanno potuto evolversi, per così dire, indisturbati. L'uomo è comparsosolo 1500 anni fa, ma da subito si è dimostrato il loro peggior predatore. Da allora un terzo delle specie presenti si è già estinto, molto probabilmente a causa della caccia indiscriminata.
La primatologa Elena Baistrocchi, per conto del Parco Natura Viva di Verona, è la coordinatrice europea di un progetto che tende a monitorare tutti i lemuri della specie Lemur catta ospitati nei parchi e negli zoo europei. La dottoressa Baistrocchi ci spiega che "a tutt'oggi ci sono molte specie minacciate per cause ambientali, come la deforestazione legata alla produzione di carbone e alla creazione di nuove aree destinate all'allevamento di bestiame, ma le ragioni culturali hanno una forte responsabilità. Alcune specie, infatti, hanno grandi occhi gialli e un po' allampanati che spaventano la popolazione locale che li identifica come spiriti demoniaci».

In realtà il loro aspetto è tutt'altro che spettrale e per fortuna in altre epoche sono stati identificati come spiriti salvifici e quindi invocati e protetti. Oggi ne sono state identificate circa 60 specie, molte di queste rappresentate da diverse sottospecie. Alcune sono notturne, altre diurne, e le loro dimensioni sono molto variabili, dal piccolo microcebo, che pesa solo 30 grammi, all'indri, che arriva a pesare fino a 7 chilogrammi. Certe specie sono molto sociali e vivono in gruppi numerosi, dove al vertice della gerarchia ci sono le femmine. Una delle specie più caratteristiche e più diffuse è il Lemur catta, comunemente conosciuto anche come "lemure dalla coda ad anelli", per via delle striature che la caratterizzano. Anche se non si tratta della specie più minacciata, ha l'aspetto talmente simpaticoche è stata eletta dalla comunità scientifica come simbolo per i progetti di conservazione. E la loro popolarità è cresciuta in tutto il mondo come protagonisti simpatici e travolgenti del film di animazione "Madagascar" (2005).

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Nei gruppi dei lemuri l'essere femmina è un gran vantaggio, soprattutto per quella dominante, il capo del gruppo, che gode di una serie di favori e di protezione da parte del resto del gruppo. Il periodo riproduttivo è sincronizzato in modo tale che le femmine possano aiutarsi vicendevolmente nell'accudire e crescere la prole. Nei confronti di altri gruppi, però, le femmine possono essere molto aggressive, al punto di ucciderne i piccoli. Molto probabilmente si tratta di una difesa del territorio e delle risorse che esso offre. Anche i maschi nel periodo dell'innamoramento ingaggiano vere e proprie lotte con i rivali.
Le gerarchie sono così ben definite che la femmina dominante ha il lusso di non muovere un pelo e di delegare lo scontro ai suoi subordinati. Nei confronti dell'uomo, al contrario, il catta è molto docile e socievole: capita spesso che si avvicinino ai tavoli dei turisti per cercare il cibo.
Proprio per questa ragione molte persone vorrebbero portarsene uno a casa «ma è bene ricordare - spiega Elena Baistrocchi - che si tratta sempre di animali selvatici che devono vivere liberi nel loro ambiente».

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Una delle massime esperte mondiali di lemuri è Alison Jolly,
un personaggio cardine nella storia della primatologia. Da oltre 40 anni studia sul campo queste affascinanti creature e da qualche anno è impegnata in un progetto di "educazione alla conservazione" attraverso il quale spera di sensibilizzare le persone, e i bambini in particolare, ad un corretto rapporto con gli animali e con l'ambiente.
Anche gli zoo italiani hanno deciso di impegnarsi in questa direzione partecipando alla campagna europea di raccolta fondi, promossa dall'associazione europea di zoo e acquari (Eaza). All'interno delle strutture che hanno aderito all'iniziativa vengono venduti prodotti di artigianato malgascio il cui ricavato è interamente destinato a progetti di conservazione in Madagascar. Ricordiamo che il Madagascar è la quartaisola per grandezza al mondo e possiede una fauna e una flora assolutamente uniche, che lo rendono uno dei luoghi più particolari e ricchi dal punto di vista naturalistico dell'intero pianeta, tanto da essere definito uno dei cinque punti cardine legati alla conservazione a livello mondiale: 9.704 piante e 771 animali vertebrati endemici, ovvero che esistono solo in quel luogo.
Durante un convegno, che si è svolto lo scorso maggio all'Università di Firenze, la dottoressa Jolly ha ricordato come tutte le creature viventi siano strettamente connesse l'una all'altra. «La prima azione che possiamo fare per sostenere la conservazione dei lemuri in Madagascar - ha concluso Elena Baistrocchi - è proprio rispettare l'ambiente in cui viviamo».



Raccolta fondi
L'isola da salvare

L'Eaza lancia la nuova "Campagna Madagascar 2007" per la salvaguardia e la conservazione di questo paese. L'Associazione
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europea Zoo e Acquari ha indetto per il 2007 una campagna a sostegno del Madagascar, coordinata in Italia dal Parco Natura Viva di Bussolengo che da anni si occupa in prima linea della conservazione di specie minacciate.

Lo sfruttamento sconsiderato del territorio ha portato alla distruzione del 90% dell'ambiente naturale originario del Madagascar: la pratica del "brucia e coltiva", l'utilizzo del legname per ricavarne carbone, la caccia e il commercio illegale delle specie, ora a rischio di estinzione, sono solo alcuni dei fattori che minacciano l'isola.
L'ultima e più recente campagna Arovako i Madagasikara, che in lingua malgascia significa "conserviamo il Madagascar", ha due obiettivi principali: la sensibilizzazione sui problemi ambientali del Madagascar e la raccolta fondi per sostenere la conservazione degli habitat e delle specie che lo popolano, attraverso la creazione di aree protette. A tale scopo l'organizzazione si è imposta di raccogliere 500.000 euro per portare avanti 20 progetti di tutela in questa isola stupenda.

Info: Parco Natura Viva, località Figara 40, Bussolengo (VR), tel. 0457170052, info@parconaturaviva.it, www.parconaturaviva.it



Per ulteriori informazioni sui progetti legati al Madagascar è possibile consultare il sito www.eaza.net