Il lavoro dell’esuberante artista spagnolo in 150 opere

Scritto da Edi Ferrari |    Ottobre 2016    |    Pag. 36

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Salvador Dalì

Eco geologico. Segun la "Piedad" de Miguel Angel, 1982, olio su tela - ©Salvador Dalì, FUundaciò Gala-Salvador Dalì by SIAE 2016

Pisa

Assetato di gloria e di fama, artista all’avanguardia per antonomasia, Salvador Dalí fu abile nel comunicare quell’immagine di provocatore che si era costruito fin dall’infanzia e che così tanto amava mostrare in pubblico. Ma dietro al paravento teatrale della sua esuberante personalità, Dalí ha portato avanti una riflessione seria e profonda sull’arte, affrontata con la sensibilità di un artista e di un intellettuale molto complesso.

“Dalí. Il sogno del classico” - al Palazzo Blu di Pisa dal 1° ottobre al 5 febbraio 2017 - presenta al pubblico la grande opera del maestro spagnolo attraverso una selezione di opere che mostrano l’ispirazione che Dalí trae dai grandi Maestri dell’epoca di Raffaello e Michelangelo. Oltre 150 le opere, provenienti dal Museo Fundación Gala-Salvador Dalí di Figueres, dal Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, le due più importanti istituzioni mondiali che custodiscono le opere dell’artista spagnolo, e dai Musei Vaticani.

La mostra insiste sull’importanza dell’Italia, del Rinascimento e in particolare di Michelangelo nell’opera di Dalí. Nel percorso espositivo una selezione di oli straordinari e poco conosciuti, quattro dei quali inediti, che figurano tra le sue ultime creazioni degli anni ottanta. Presentate per la prima volta come un insieme stilistico e tematico, tali opere permettono di analizzare la tecnica e il pensiero del Dalí di quel periodo, e di evidenziare come le sue inquietudini continuassero a tradursi in espressione artistica.

Approfondire la conoscenza dell’ultima fase della carriera del pittore, morto nel 1989 e ancora poco nota, significa entrare in contatto con il suo pensiero più peculiare, mediato da un’espressività che persegue la ricerca dell’immortalità. Così dimostrano i quattro dipinti che aprono la mostra - La Trinità, studio per il Concilio ecumenico, Paesaggio di Port Lligat, Sant’Elena a Port Lligat e Angelo di Port Lligat, realizzate fra il 1952 e il 1960 - dove si nota una svolta mistica e religiosa nell’arte di Dalí.

Dopo aver trascorso otto anni negli Stati Uniti con la sua amata Gala, a causa della guerra civile spagnola, nel luglio del 1948 Dalí e Gala tornano a Port Lligat e poi di nuovo in Italia. Così Dalí descrive il suo soggiorno nella penisola: “Sono tutto invasato dai canoni geometrici, dalle misure, dalle proporzioni (…)”.

Ed è proprio il suo soggiorno in Europa di quegli anni che segna il passaggio nella “nuova era della pittura mistica” in cui le sue maggiori passioni - la scienza, la religione e i maestri della pittura - si fondono. Sono gli anni in cui prepara il testo che pubblicherà, nella sua forma definitiva, nel 1951 e che si intitola Manifesto Mistico ; un manifesto che vuol essere una legittimazione della sua pittura di temi religiosi ispirati agli artisti rinascimentali che ammira.

Oltre ai dipinti sarà esposta in mostra l’intera serie di xilografie che illustra la Divina Commedia, e 30 disegni e acquarelli che raccontano la leggendaria vita di Benvenuto Cellini. L’artista catalano viene incaricato dall’editore Doubleday&Company di illustrare una nuova edizione della Vita dell’orafo fiorentino: è il 1945 e Dalí realizza quarantadue illustrazioni per l’Autobiografia di Benvenuto Cellini, molto varie sia da un punto di vista formale che tecnico.

Palazzo Blu è in lungarno Gambacorti 9. La mostra è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19; sabato, domenica e festivi fino alle 20. Ingresso 12 euro con audioguida; per i soci 10 euro sempre con audioguida.

Info tel. 0502204650, www.palazzoblu.it



Pisa

Arte sull’acqua

“NavigArte” è un festival di musica, danza e arti visive, alla scoperta del rapporto della città di Pisa con le sue vie d’acqua. A inaugurare la sesta edizione, il 15 ottobre alle 21 agli Arsenali repubblicani, in prima nazionale, Spassiunatamente di Peppe Servillo & Solis String Quartet, omaggio alla cultura e alla canzone classica napoletana.

Sempre a ottobre, ai Teatri di danza e delle arti, corte Sanac 97-98, il 22 alle 21, Io, lei, me, con la Compagnia Atacama - Roma, e il 28 alle 21, Trattato Semiserio di oculistica con la Compagnia Interno 5 – Napoli.

Biglietti: Spassiunatamente euro 12, soci Coop euro 10; per altri spettacoli euro 7, soci Coop euro 5.

programma www.movimentoinactor.it, fb: navigarte; prenotazioni movimentoinactor@tiscali.it

Firenze

Cinema e donne

Per conoscere le nuove maestre del cinema internazionale, 5-11 novembre, “Affetti speciali”, programma del 38° festival di “Cinema e Donne” pensato per le scuole. Ecco i titoli: sabato 5 nov. Wakolda di Lucia Puenzo (Argentina). Lunedì 7, Mustang di Deniz Gamze Ergüven (Turchia). Martedì 8, Chi ha paura delle streghe? Mercoledì 9, Suffragette di Sara Gavron (Gran Bretagna). Venerdì 11, Appena apro gli occhi - Canto per la libertà di Leyla Bouzid (Tunisia). Domenica 6 novembre, ore 11, tavola rotonda “Bambine, streghe, giganti. Il mondo di Rohald Dahl”. Proiezioni, sempre ore 10, alla Casa del cinema La compagnia, via Cavour 50/r.

Attenzione: prenotazioni entro il 20/10 via mail (dicinema@virgilio.it) o via fax (0554486908).

Info: 0554288054, cell. 3343124594

Sport e cultura

Da Rio ad Olimpia

Ad agosto ci sono state le olimpiadi di Rio. Il 14 ottobre aprirà “Giochi e gare... dall’antichità al museo”, una mostra organizzata dal Museo archeologico nazionale di Firenze, dedicata alle discipline olimpiche nell’antichità: la lotta, il lancio del disco e del giavellotto, il salto in lungo, la corsa coi carri, quella a piedi e l’oplitodromia, la corsa di un atleta armato di elmo, scudo e schinieri.

Mario Iozzo, il direttore del museo, è entusiasta: «esporremo vasi greci ed etruschi, monete, bronzetti; e poi lo strigile - raschietto stretto e lungo con cui gli atleti si detergevano sudore, sporco e polvere dopo essersi cosparsi d’olio (il sapone non esisteva) - e l’aryballos, vasetto per olio profumato».

Suggestive le ricostruzioni: i guantoni dei pugili, gli haltéres (dei pesi in piombo impugnati dai saltatori che, proiettandoli in avanti durante il salto, cercavano di allungarlo), la scapane, rastrello per spianare la sabbia dopo il salto.

Un’installazione permetterà ai bambini di mettersi in testa la corona d’olivo dei vincitori.

In mostra anche una mela, nelle prime olimpiadi il premio per il vincitore; premio simbolico, perché quello vero era più sostanzioso: vincendo, l’atleta diventava un personaggio così importante che la sua città natale garantiva i pasti gratis a lui e alla sua famiglia per tutta la vita. Se vinceva cinque gare diverse nella stessa olimpiade, gli dedicava una statua.

Visite guidate

Museo archeologico nazionale, Firenze

Dall’8 al 30 ottobre, il sabato e la domenica alle 10.30, quota di partecipazione 5 euro. Prenotazioni nelle Agenzie di Toscana Turismo.

Info: 057183402, argonauta.empoli@robintur.it


Nelle olimpiadi antiche, la corsa avveniva sulla lunghezza di uno “stadio”, unità di misura pari a 177 metri circa. Da allora la pista per le gare si chiama stadio.

Firenze

La mostra

Pescare nel fango

Prosegue presso il Museo Galileo di Firenze, fino al 20 novembre, “Pescare nel fango”, mostra che ricorda i gravissimi danni inferti alle sale espositive del seminterrato e del piano terreno e alle collezioni ivi ospitate durante l’alluvione del ’66. Si ricorda l’evento, evidenziando anche il salvataggio e il recupero degli antichi strumenti scientifici, condotti a buon fine grazie soprattutto all’appassionato lavoro dell’allora direttrice Maria Luisa Righini Bonelli. Sotto la sua guida l’alluvione divenne l’occasione per ampliare gli spazi espositivi, ripensare i criteri di conservazione e di presentazione al pubblico delle preziose collezioni e per rafforzare la rete di rapporti internazionali con altri musei e importanti studiosi.

Info: Museo Galileo, piazza dei Giudici 1, Firenze. T el. 055265311, info@museogalileo.it , www.museogalileo.it

Economia toscana

Indagine Irpet

Venerdì 21 ottobre alle 9.30, al Teatro della Pergola di Firenze, “La Toscana e noi…”, presentazione dell’indagine Irpet sul rapporto fra economia toscana e Unicoop Firenze. Intervengono Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, e Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze.


Notizie correlate

Mostre

.Za - giovane arte del Sudafrica, Ludus in fabula, 50 dipinti di Ottone Rosai, Il telescopio di Galileo, No todos somos iguales


Le grandi mostre

Mantegna a Padova, Verona e Mantova. L'armata cinese in terracotta a Roma



Andar per mostre

In Toscana e in Italia, le mostre più interessanti a prezzi scontati per i soci