Scritto da Rossana De Caro |    Giugno 2008    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Cesti e sottopiatti di paglia intrecciata a mano realizzati dalle donne africane
Dalla seconda metà di giugno saranno in vendita nei supermercati di Empoli, Gavinana, Poggibonsi, Ponte a Greve, dei manufatti provenienti dal Sudafrica. Cesti e sottopiatti di paglia intrecciati a mano, molto belli, per una tavola tutta colorata.   
Gli oggetti sono stati realizzati da 700 donne di un villaggio sudafricano. Un progetto portato avanti per incentivare le capacità creative e lavorative di queste persone, per dare loro la possibilità di vivere dignitosamente e di affrancarsi dalla povertà e da una condizione di vita spesso miserabile. Le donne, nell'Africa subsahariana, hanno costituito in passato e costituiscono ancora oggi una grande forza di operosità e fantasia.

Gli oggetti prodotti si rifanno alla loro cultura di tanti anni fa, quando - per contenere e mettere in ordine qualunque cosa - si servivano di cesti piccoli o grandi. La materia prima utilizzata è un'erba di montagna che si chiama "Lutindzi". Viene tagliata fino alla radice in modo che possa rigenerarsi. Oltre alla paglia usano anche una speciale fibra di nome "Sisal" (ricavata dalle foglie di una pianta) e talvolta foglie di banana, che intrecciano poi tutte insieme. La loro tradizione di colori brillanti, insieme ai disegni ornamentali, rende questi oggetti molto speciali. Una volta tinta, è difficile che la paglia Lutindzi si rompa e quindi tutti i manufatti sono di buona qualità.

Le donne, impegnate nella manifattura di questi prodotti, dopo aver tagliato e tinto la paglia, lavorano in gruppo durante alcune ore della giornata, poi tornano a casa per prendersi cura della famiglia. Si sono fatte carico anche di circa 200 orfani e bambini disadattati per aiutarli a vivere dignitosamente e a frequentare la primary school, comprando loro le scarpe e le divise necessarie per la scuola.
Dare lavoro alle donne di questo villaggio significa perciò partecipare in modo attivo ai loro sforzi di migliorare il livello di vita della comunità e di cancellare ogni tipo di discriminazione. Un progetto di grande valore sociale che può contribuire alla crescita e al futuro sviluppo di una terra, come l'Africa, ricca di risorse umane e naturali.


Notizie correlate

L'economia di comunione approda al super

  • 26/03/2008

Vendita promozionale dei prodotti del Consorzio Terre di Loppiano


Parcheggio a colori

  • 25/02/2008