Tornano le uova di Pasqua solidali, insieme a due novità

Scritto da Roberto Cavallini |    Marzo 2001    |    Pag.

pubblicista. Fiorentino, diplomato in lingue, conosce il francese, lo spagnolo e l'inglese. Direttore di Coopinforma e del corrispettivo sito www.coopinforma.it. Responsabile del dipartimento comunicazione e attività sociali dell'Associazione Cooperative Consumatori Distretto Tirrenico e dei progetti di solidarietà internazionale della Associazione Nazionale, ANCC/COOP. Attento e sensibile ai temi socio culturali legati alla globalizzazione e al consumo critico, si diletta in fotografia. Per sua fortuna ha molto viaggiato e, quando possibile, lo fa ancora.

Dal succo al cacao
A Pasqua dello scorso anno fecero la loro prima apparizione nei supermercati Coop. E visto il grande successo ottenuto sono tornate sugli scaffali, in tutta la loro bontà. Contraddistinte dal marchio TransFair, le uova del commercio equo e solidale sono fatte al 100 per cento con cacao di prima qualità, prodotto da una cooperativa della Repubblica Dominicana e addolcito dallo zucchero di canna proveniente da Coopeagri, un'altra cooperativa del Costarica. Ma non basta: dentro le finissime uova ci sono anche le sorprese del commercio equo e solidale, giocattoli e prodotti dell'artigianato di tutto il mondo.
Sugli scaffali di Coop il consumatore potrà trovare anche due novità del commercio equo e solidale, il succo d'arancia e le tavolette di cioccolato al gusto latte e fondente, sempre garantite dal marchio TransFair, che si affiancano a caffè, tè, cacao in polvere e miele.
Il succo di arance per la solidarietà è un succo di frutta nuovo, che unisce alla qualità una caratteristica in più: quella di provenire da arance coltivate nel rispetto per l'ambiente e con criteri che tutelano la dignità del lavoro.
Le arance della linea solidarietà provengono da Acipar, una cooperativa di piccoli produttori del Paranà, vicino allo stato di S. Paolo in Brasile, che da tempo lavora nel circuito del commercio equo e solidale europeo.
Grazie al succo della solidarietà, Acipar può investire nella qualità delle coltivazioni, nella sicurezza sui luoghi di lavoro, nel miglioramento del prodotto e garantire servizi sociali e sanitari per la comunità.
L'ipotesi di Coop è quella di importare, in questa prima fase di distribuzione, almeno 100 tonnellate di succo concentrato, incentivando ulteriormente la collaborazione con queste cooperative del Sud del mondo.
La "Cioccolata per la solidarietà" offre ai consumatori un'occasione in più per acquistare un prodotto di qualità e per contribuire a costruire un mondo più giusto, sostenendo allo stesso tempo una produzione in condizioni ambientalmente sostenibili.
Il cacao utilizzato per la produzione delle tavolette è infatti prodotto da Mcch, una cooperativa specializzata in questa coltivazione e che grazie all'iniziativa di Coop potrà garantire un salario giusto ai propri lavoratori, investire i propri utili in servizi sociali, realizzati in particolare per le donne e i minori, e dare un impulso alla produttività delle risorse agricole.

Lo zucchero dal Costarica
Coopeagri è un'organizzazione fondata nel 1962. Riunisce produttori e cooperative di diversi villaggi, e comprende attualmente 5296 membri attivi, di cui 1000 sono donne.
I soci della cooperativa che coltivano la canna da zucchero sono circa 900, ed i lavoratori coinvolti nella produzione e nella lavorazione dello zucchero sono 2500; gli appezzamenti medi di terreno sono di 3,2 ettari ciascuno.
Le vendite a prezzo equo rappresentano attualmente soltanto il 5% del totale e non sono sufficienti a generare aumenti di reddito significativi, mentre l'ammontare annuale totale del premium, il margine in più ricavato da questo circuito (circa 25.000 dollari), è utilizzato dalla cooperativa per progetti che vanno a vantaggio di tutti i produttori. L'introduzione sul mercato equo di prodotti nuovi con il marchio di garanzia TransFair sta favorendo la commercializzazione dello zucchero prodotto dalla cooperativa, che attualmente ha una potenzialità produttiva di circa 5600 tonnellate di zucchero di canna bianco, ideale in particolare per la produzione di cioccolata e prodotti trasformati.

Il cacao dall'Ecuador
Mcch è l'acronimo di "Maquita cushunchic comercializando como hermanos", che significa "Diamoci la mano commercializzando come fratelli". Già nel nome - scritto in parte in spagnolo, in parte nella lingua delle popolazioni locali - indica l'unione delle comunità indigene e contadine delle montagne con quelle dei barrios di periferia delle città costiere.
Nata nel 1985, Mcch lavora per "modificare la struttura e le relazioni della società, dell'economia e del mercato a favore delle persone e delle classi meno abbienti, attraverso progetti di sviluppo sociale, programmi di formazione e influenza sociale e un gruppo di imprese sociali efficienti e di qualità che vivono e promuovono valori umani". (Dalla "Mission" di Mcch).
Mcch offre programmi di formazione professionale ai contadini, mettendoli in grado di conoscere il mercato, di seguire la vendita del cacao e quindi di reagire agli inganni degli intermediari; questi ultimi si vedono costretti ad alzare i prezzi offerti, a regolare correttamente le bilance (un trucco assai diffuso consiste nel tararle male, per lucrare fino all'8% sul peso effettivo), a riconoscere i premi di qualità per le produzioni migliori. Si ottiene quindi un effetto regolatore del mercato che va a favore di tutti i produttori.