Accordo per l'occupazione e lo sviluppo nella regione

Dal produttore al consumatore
Si sono seduti attorno allo stesso tavolo, produttori e distributori per la prima volta insieme, in un'intesa che mai prima d'ora era stata raggiunta in Italia. Protagonisti di questo accordo, che punta al raggiungimento di molti obiettivi comuni, i rappresentanti di Unicoop Firenze e dell'Associazione industriali di Firenze col presidente Ranieri Pontello, due realtà fortemente radicate sul territorio nel quale operano. "Il diavolo e l'acqua santa, avremmo detto in altri tempi - ha commentato il presidente di Unicoop Firenze Turiddo Campaini -. Ma alla luce della globalizzazione dei mercati essere qui, insieme ad Assindustria, è senz'altro il segno dei tempi, la conferma di un approccio diverso nei rapporti tra produzione e distribuzione". E Maurizio Bigazzi, vicepresidente di Assindustria, conferma: "Al di là del valore "politico", l'aspetto più rilevante del documento è la volontà delle parti di porsi reciprocamente in una posizione del tutto nuova rispetto al passato, superando l'atteggiamento conflittuale, tra produttore e distributore, nella definizione dei prezzi".
A cambiare radicalmente sarà proprio il modo di contrattare che non si limiterà più alla fase conclusiva dei prezzi ma partirà a monte, dalla scelta dei progetti. I risultati concreti si vedranno nei prossimi anni ma l'intesa rappresenta, fin da adesso, un importante punto di riferimento per l'imprenditoria regionale.
"Per lavorare bene al raggiungimento di questi obiettivi - ammonisce il vicepresidente Bigazzi - è importante però che Unicoop Firenze, com'è scritto nell'accordo, possa contare su una rete distributiva, e quindi su una presenza di punti vendita, adeguata alle esigenze dei propri soci e consumatori".
Riprende Campaini: "L'economia mondiale sta cambiando; pensare di poter risolvere i problemi ognuno per proprio conto non è il modo giusto di affrontare questi cambiamenti, specialmente in una realtà come quella toscana, fatta di piccole e piccolissime imprese".
L'intuizione è questa: gli industriali producono, le cooperative distribuiscono, insieme possono organizzare un ciclo completo che va dal produttore al consumatore.
"Con questo accordo vogliamo tutelare gli interessi dei consumatori - ha detto ancora Campaini - e al tempo stesso aiutare l'economia toscana a crescere, anche a livello occupazionale, in un mercato sempre più vasto e di conseguenza sempre più difficile". Una scelta che per il consumatore si traduce nella possibilità di poter scegliere prodotti di altissima qualità a un giusto prezzo e soprattutto sicuri, senza cibi transgenici od organismi geneticamente modificati. D'altra parte i firmatari dell'intesa rappresentano, da questo punto di vista, una garanzia: Assindustria Firenze (che associa circa 1.700 imprese con oltre 60.000 dipendenti) è impegnata quotidianamente a ricercare nuovi ed efficaci modelli in grado di dare impulso all'economia locale, con particolare attenzione a favorire sbocchi concreti sul mercato. E uno dei tratti distintivi di Unicoop Firenze (oltre 660 mila soci) è la ricerca di un rapporto sempre più stretto con il proprio territorio; non è un caso che nel '99 oltre un terzo degli acquisti (circa 500 miliardi di lire) sia stato fatto proprio con aziende toscane.
Da questa intesa, di cui le parti concordano di voler verificare periodicamente l'efficacia, nasce l'aspettativa di un positivo impulso per il settore alimentare, venendo incontro alle riconosciute esigenze dei consumatori e dei soci della cooperativa, che statisticamente privilegiano la produzione locale.