I giocattoli per le feste

Scritto da Laura D'Ettole |    Novembre 2000    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Dal pelouche ai mega byte

Sicuramente il regno romantico e un po' retrò del balocco in legno non riuscirà a spodestare quello dei Pokémon, ma negli ultimi due anni arrivano segnali di ripresa per il giocattolo tradizionale, legato a contenuti pedagogici. Sembra che le giovani mamme, per i bimbi fra i due e cinque anni, siano tornate a scegliere tombole, puzzle, case e castelli di legno come usavano un tempo. Sarà merito dei prezzi, che in questo settore di nicchia si stanno in parte ridimensionando; o di quel senso di fastidio per gli eccessi della tecnologia, ma sta di fatto 'che negli ultimi tempi le vendite di giocattoli di legno sono aumentate di oltre il 50%', fa sapere Andrea Sangiorgi, responsabile commerciale della Oak, un'azienda umbra che da 25 anni produce giochi in materiali naturali per le scuole di 17 paesi del mondo. Anche se, avverte subito dopo, questi sono solo segnali e non certo un'inversione di tendenza. Perché oggi le vere e proprie guerre commerciali e (si fa per dire) culturali non sono fra legno e plastica, fra libera fantasia e tecnologico raziocinio, ma si combattono fra Pokémon e Digimon. Ossia fra due giganti internazionali come la Nintendo e la Bandai, meglio conosciuta come l'azienda del pulcino Tamagochi. La sfida dei DigimonAnche i Digimon, già lanciati in Italia a settembre, sono un fenomeno multimediale come i loro invadenti predecessori: carte da gioco, videogame, calzature, magliette, dolciumi e quant'altro. Si differenziano dai Pokémon semplicemente perché sono meno, ma sanno trasformarsi tante volte di più. La storia sta così. Durante una vacanza in campeggio sette ragazzi vengono improvvisamente trasportati in un misterioso universo parallelo, un mondo enigmatico e fantastico abitato da strani mostri digitali: i Digimon. Alcuni non sono certo belli, ma sono comunque buoni e coraggiosi; altri invece sono decisamente brutti, perfidi e cattivi. Si costruiscono comunque dei complessi giochi di alleanze: chi vincerà? Per ora ancora i Pokémon, pare, perché nella battaglia televisiva dell'audience il 60% resta saldamente legato ai cartoon degli starnazzanti mostriciattoli originari. I pelouche "intelligenti"Continua e si estende la voglia del pelouche interattivo sulla scia di Furby. La più importante fra i nuovi arrivati si chiama Mamy: un esserino che chiunque ne abbia voglia può far diventare madre. Non con i mezzi tradizionali, quali che siano, bensì attraverso il gioco, le coccole e la tenerezza. Se avrete ben operato, Mamy darà alla luce il suo piccolo. Poi canterà e parlerà con lui. Naturalmente affinché non si creino contestazioni o truffaldine rivendicazioni di maternità, viene allegato anche un regolare certificato di nascita del cucciolo. Talvolta Mamy produrrà anche dei gemelli. Poi c'è Pixi, l'altro pelouche di punta, il folletto parlante che sbadiglia, russa e starnutisce. E ciò facendo aiuta il bambino a imparare alfabeto, forme e colori. L'unica accortezza da usare è quella di non lasciarlo troppo tempo solo e al buio, perché russa davvero come un camionista. E infine c'è Bau chi, un pelouche molto simile a Furby, che se gli fanno le coccole fa gli occhi con i cuoricini. E Doggy, il cane che se gli tiri la palla te la riporta.Playstation tuttofare

E' infine arrivata, a seguito di una campagna stampa che l'ha glorificata per mesi, la famosa Playstation 2 della Sony. A marzo, in Giappone, in un giorno soltanto ne sono state vendute quasi un milione. Ha un corredo di circa 800 titoli, perché sa leggere anche i vecchi cd. Sbarca in Italia in 100 mila esemplari e ad un prezzo che difficilmente ne fa un gioco da ragazzi. In effetti "Ps2" ha un progetto molto più ambizioso: mira a diventare una vera e proprio centralina multimediale al centro della casa. Con cui si può giocare, naturalmente, con titoli come Call of Duty e Tekken; ma anche vedere i film nel nuovo formato Dvd. Che una volta collegata a internet può essere usata per investire, fare e-commerce, inviare e-mail. E che può 'dialogare' con fotocamere, stampanti e cellulari. Farà questo e altro "Ps2", ma oltre alla console della Nintendo, che cercherà di scalzare i suoi primati, un altro gigante sta affilando le armi su questo mercato: la Microsoft con la sua "X-Box", che sembra avrà caratteristiche incredibili. Sarà un vero e proprio turbine di tecnologia, che ci colpirà con una campagna pubblicitaria mai vista: oltre mille miliardi di lire il budget stratosferico previsto da Bill Gates.