Mirtilli, lamponi, fragoline. Dal Trentino, produzioni prolungate nel tempo grazie alla filiera “altimetrica”

Scritto da Laura D'Ettole |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

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C’è lo specialista dei mirtilli, quello dei lamponi, del ribes e perfino quello delle fragoline. Che non è esattamente un elfo come si potrebbe fantasiosamente immaginare, ma un agronomo specializzatissimo in lotta integrata e miglioramento di queste varietà. Sono in dieci e lavorano ininterrottamente con i produttori per orientare le loro scelte: è l’unità operativa della coop Sant’Orsola, sede in Trentino (Pergine Valsugana, Trento), azienda leader in Italia nella produzione dei frutti di bosco.

In alcuni supermercati si individua facilmente, perché si presenta con vetrine frigo monomarca piene di more, mirtilli, lamponi, uva spina e quant’altro, che si alternano a seconda della stagionalità. Questa azienda nel tempo si è strutturata in modo così sofisticato da diventare la prova provata che quello della produzione dei frutti di bosco è un mondo molto complesso, in cui niente è lasciato alla natura “selvaggia”.

Sant’Orsola nasce nel ’79 e oggi raccoglie un migliaio di soci, piccole aziende a conduzione familiare che destinano alla coltivazione dei frutti di bosco da 800 mq a pochi ettari di terra. Sono collocate in Trentino, ma anche in Veneto, Calabria e Sicilia: queste tre regioni hanno produzioni e varietà particolari e in più garantiscono l’italianità in alcuni periodi critici dal punto di vista stagionale.

«I frutti di bosco rappresentano un’opportunità di integrazione di reddito per le piccole aziende del territorio, e hanno consentito di mettere a coltura terreni marginali, non coltivati a vite o mele, che come sappiamo sono le produzioni prevalenti nella nostra regione», racconta Sara Bellini, responsabile della comunicazione di Sant’Orsola. La cosa importante è che questa aggregazione di produttori non è avvenuta in modo casuale, ma programmata. «Abbiamo selezionato produttori a livelli altimetrici diversi, dai 200 ai 1400 mt, per ottenere tempi produttivi diversi». Si comincia, ad esempio, con i produttori di fragoline a 200 mt a fine maggio, e su su, salendo oltre i mille mt, si riesce a ottenere una produzione continua fino a ottobre. «In sostanza abbiamo costruito una filiera integrata, frutto di attenti studi».

I singoli agricoltori producono secondo un preciso disciplinare di lotta integrata a cui devono attenersi. «Grazie alle tecniche agronomiche alternative che utilizziamo, abbiamo ridotto gli agrofarmaci a una presenza irrilevante». La raccolta è tutta manuale, i produttori stessi selezionano i prodotti e li mettono direttamente nei cestini per evitare troppe manipolazioni di frutti così delicati. In giro per l’Italia hanno nove centri di raccolta (di cui cinque in Trentino) dove viene fatto il controllo qualità e l’etichettatura.

Hanno anche un centro di ricerca sperimentale dove incrociano i pollini di una stessa specie per ottenere esemplari di qualità superiori; per questa loro attività sono molto conosciuti all’estero.

Nel 2014 hanno prodotto oltre 6000 tonnellate di frutti di bosco. Vendono in tutta Italia, sia nella moderna distribuzione commerciale che nella rete tradizionale.

In vendita in tutta la rete. Ma solo in alcuni negozi hanno la vetrina dedicata

I mirtilli dell’Abetone. Dalla trasmissione Informacoop – 05.07.14 – durata 6’ 41’’

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