Il ciclamino è tra le varietà più diffuse nei giardini e sui balconi. Come curarlo

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2006    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.



Dal bosco al terrazzo 2
Sebbene l'inverno non rappresenti certo la stagione ideale per il giardinaggio, la natura non è mai avara di sorprese ed è sempre generosa con chi l'ama e la rispetta. Uno dei fiori tra i più belli e caratteristici di questo periodo dell'anno è certamente il ciclamino.
D'origine mediterranea, coltivabili sul terrazzo o in giardino, questi delicati fiori devono il loro nome al termine greco kuklos, che significa cerchio, disco; probabilmente in riferimento all'occhio alla base del fiore o alla forma appiattita e tondeggiante del rizoma.
Dall'inconfondibile forma, e con i petali rivolti verso l'alto, il ciclamino appartiene alla famiglia delle primulacee. Fiore tipico del sottobosco, è una pianta erbacea, perenne, presente allo stato spontaneo, che predilige le posizioni ombreggiate. Si trova dalle pinete litoranee fino ai boschi di montagna ed è quasi il simbolo di queste aree. Molto diffuso da noi è il ciclamino violetto, con foglie piuttosto appuntite e fiori inodori; questa varietà fiorisce tra agosto e settembre mentre, a primavera, si trova facilmente quella con fiori profumati, di solito rosa chiaro (in rari casi bianchi), con foglie larghe e cuoriformi. I ciclamini hanno piccoli tuberi sotterranei di cui si nutrono svariati animali: cinghiali, tassi ed istrici ne sono ghiotti e scavano scrupolosamente il terreno alla loro ricerca.
Le piante oggi in commercio derivano principalmente della specie CiclaminumPersicum, proveniente dalla Grecia e dall'Iran: questa varietà già si coltivava nelle case europee, nel Seicento; la produzione su vasta scala ebbe però inizio a fine Ottocento, prima in Inghilterra e poi in Olanda, e da allora è coltivata come pianta ornamentale per eccellenza.

Dal bosco al terrazzo 1
Di tutti i colori

Oltre al classico colore rosa cìclamo, sono ormai disponibili sul mercato varie tonalità di rosa, lilla, rosso e porpora: la Bonfire dai fiori lucidi e color rosso scarlatto, la Candlestick dai fiori rosa più o meno intenso, la Vogt's Double che invece ha fiori doppi o la Erato, che presenta i margini dei petali sfrangiati. Tutte queste varietà di CiclaminumPersicum hanno foglie rotondeggianti molto graziose di un bel verde striato e fiori a cinque lobi. Il lavoro di selezione ha portato nel corso degli anni ad ottenere dimensioni diverse e si trovano ciclamini molto piccoli - detti "miniature", con un'altezza di 10-15 cm - e "midi", di misura intermedia. Per sfruttare al meglio le doti decorative di queste piante conviene evitare di avvicinare colori troppo differenti tra loro: si consiglia di accostare due sfumature di colore, con le più chiare al centro e quelle scure ai lati della cassetta o della ciotola. Anche la scelta del contenitore gioca un ruolo importante nella valorizzazione delle caratteristiche estetiche di queste piante.
In generale la coltivazione non richiede un'attenzione eccessiva, ma alcuni accorgimenti sono necessari per evitare insuccessi.

Con il freddo
Il periodo migliore per cominciare ad esporre i vasi è la metà di novembre, quando i primi freddi hanno fatto perdere virulenza ai parassiti (fusarium e botritis, i più temuti) presenti nel terreno e che potrebbero danneggiarne la crescita e la salute. Il substrato ideale deve essere ricco di sostanze organiche, torba e sabbia, in modo da renderlo ben drenante, dato che questa specie teme i ristagni d'acqua. L'annaffiatura è molto importante per i ciclamini: carenze idriche sono assai pericolose per questi fiori! La pianta appassisce facilmente, fiori e foglie perdono consistenza... con conseguenze spesso disastrose. Così, anche in inverno è necessario irrigare (non bagnando i fiori), in special modo nelle giornate fredde con vento secco di tramontana. Durante l'estate, poi, quando la pianta è ormai in riposo vegetativo, la necessità d'acqua è superiore e si deve abbondare!
Un'altra precauzione da prendere durante il periodo invernale è di ricoverare le nostre piante di ciclamino quando la temperatura scende molto: sono resistenti, ma temono il gelo così come le alte temperature e il sole diretto. Per la concimazione si può usare un concime liquido, da miscelare all'acqua per irrigare. Questa operazione si compie ogni due mesi. Quando le radici avranno riempito completamente il vaso sarà il momento di trapiantare in un contenitore leggermente più grande: il trapianto va effettuato sempre in tarda primavera. In questo periodo è meglio sospendere le annaffiature. Se necessario, togliere i fiori sfioriti e le foglie ingiallite insieme al peduncolo e al picciolo; si raccomanda di usare forbici appropriate evitando di strapparli con le mani, per non rischiare di danneggiare il tubero.



In casa

Sistemare il ciclamino in una zona luminosa, ma non soleggiata. Il terriccio va mantenuto sempre umido, e bisogna concimare ogni due mesi