Rum cubano

Scritto da Rossana De Caro |    Aprile 2001    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Sole,
Dai pirati ai cocktail
palme e rum. E' nei Caraibi che nasce e si produce questa bevanda dal colore bruno-dorato, apprezzata in tutto il mondo. Al caldo dei tropici crescono infatti le migliori canne da zucchero da cui si estrae il succo che è la base del ron (così si scrive e si pronuncia in spagnolo rum) che viene successivamente aromatizzato, fermentato, distillato e invecchiato in piccole botti di legno.
Il più conosciuto è il ron cubano, frutto della tradizione e dell'esperienza centenaria dei maestri 'roneros'. Originariamente l'estratto dalla canna da zucchero (guarapo), dal sapore forte e aspro, veniva usato dagli schiavi africani dell'impero spagnolo che lavoravano nelle piantagioni per alleviare la fatica. L'alcol di fuoco che bruciava nella gola era il preferito dai pirati e dai corsari che in quel periodo facevano le scorribande nel mare dei Caraibi e si ubriacavano col rum dopo gli abbordaggi. Anche i marinai inglesi erano grandi estimatori di questa acquavite, della quale nel 17°secolo avevano diritto a una mezza pinta al giorno: la chiamavano 'ammazzadiavolo' e la usavano anche come anestetico.
Il rum attuale (el ron superiore), più leggero e gradevole di sapore di quello dei bucanieri, venne prodotto a Cuba nell'800, dopo una lunga serie di migliorie attuate nel tempo dai maestri roneros (il più famoso è don Navarro) e tramandate di padre in figlio, che lo resero adatto anche ai gusti più raffinati delle classi 'superiori' degli imperialisti spagnoli. Nel 1862 don Facundo Bacardi aprì nell'isola un'omonima distilleria, la cui sede fu poi trasferita negli Stati Uniti quando Fidel Castro salì al potere e fece del rum un prodotto statale.
A lungo diffuso solo fra le classi più popolari, questo superalcolico è salito alla ribalta con la moda dei cocktail, di cui è uno degli ingredienti più usati. Con il rum si possono fare moltissimi tipi di cocktail. Fra i più famosi ricordiamo il Cuba Libre, il Daiquiri, il Mojito.
Importanti per il gusto del rum sono gli aromatizzanti (erbe aromatiche, uvetta, vaniglia, cannella, etc.) da aggiungere prima della fermentazione, che può raggiungere il massimo già dopo 20-30 ore ma che a volte può arrivare fino a 12 giorni. Più il processo è lento più l'aroma diventa intenso. Se viene messo a maturare in botti di quercia il liquido prenderà un colore giallo o marroncino, in botti di acciaio rimarrà trasparente. A volte viene colorato anche con l'aggiunta di caramello.
A seconda del tipo di invecchiamento (dai 3 a 5 e 7 anni) si hanno diversi tipi di ron. Il primo (carta blanca) è il più leggero e il più adatto ai cocktail, ed è anche il più economico. Il secondo, carta de oro, è tinto dal caramello ed è più forte e più dolce; l'ultimo, anejo, è il migliore, e ha una stagionatura più lunga.