Nel 1865 il primo servizio di trasporto pubblico a Firenze

Scritto da Pier Francesco Listri |    Luglio-Agosto 2015    |    Pag.

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Tramvia Ricorrenze

C’è una ricorrenza che è caduta il primo giugno di quest’anno, e sono esattamente i centocinquant’anni da quando Firenze ebbe il primo trasporto pubblico in città. Il primo giugno 1865 partì infatti da Piazza Signoria il primo “omnibus pubblico”, cioè una carrozza di città a cavalli che dalle 8 del mattino alle 10 di sera, al prezzo di dieci centesimi, portava i fiorentini a Porta San Gallo, a Porta Romana, a Porta alla Croce, a Porta al Prato.

Giusto parlarne perché, s’è già detto, cadono i centocinquant’anni da quel significativo evento, ma anche perché Firenze da poco ha la sua prima tramvia e sta aspettando la seconda e la terza per completare un nuovo e veloce sistema di pubblici trasporti in città.

Gli ultimi omnibus a cavalli scomparirono nel 1922, ma già dal 1890 servivano la città i primi “tramvai ippotrainati”. L’ultima tramvia, ma questa volta a vapore, fu soppressa nel 1935. Più tardi ancora - il progresso anche a Firenze ha le sue tappe - venne la tramvia elettrica che partì il 19 settembre 1890, costituendo per Firenze un primato nazionale. Quel tram che anche i nostri nonni e i nostri babbi hanno ben conosciuto, chiuse la sua lunga vita nel 1958 con una corsa della linea 17 compiuta il 20 gennaio di quell’anno. Ormai siamo quasi ai giorni nostri e la città intanto aveva sperimentato gli autobus, poi i filobus, e infine quei veri e propri autobus che ancora oggi la percorrono.

Ma in quale città correvano, via via succedendosi, questi mezzi di trasporto? In una Firenze imparagonabile a oggi per la scarsità del traffico a motore. Allora i pochi mezzi pubblici e privati ai crocevia venivano guidati da vigili urbani, piazzati su una piccola pedana circolare, con i segnali a mano.

Oggi dunque la tramvia pare l’ultimo e definitivo capitolo di una lunga storia che ha visto nascere e finire le rotaie (abolite nel 1958) e ora risuscitate per i tragitti della veloce, elegante tramvia che pare, in una città difficile di gusti, aver soddisfatto la maggioranza. Ora dunque la seconda e la terza tramvia completeranno l’opera.

Una rivoluzione come quella della tramvia era ora necessaria e ha salutato una Firenze cambiatissima nei costumi e nelle abitudini. Appena cinquant’anni fa gli artigiani lavoravano ancora all’aperto fuori delle loro botteghe che spesso erano fondaci bui.

Se torniamo ancora più indietro, a un secolo fa - ma siamo ancora nel novecento -, immaginiamo una Firenze assolutamente quasi priva di traffico a motore e invece gremita da particolari personaggi che dal mattino alla sera la riempivano di colore e di grida: i venditori ambulanti.

I giovani d’oggi che pure conoscono i vucumprà non sanno che i loro nonni vivevano una Firenze dove c’erano accanto agli arrotini ai cenciaioli e ai lavavetri, rimasti fino a oggi un nugolo di altri personaggi che andavano dall’acquaiolo al burattinaio, dal duraio al fiascaio, dai lustrascarpe ai venditori di pan di ramerino, ma poi anche gli scrittori di lettere d’amore, gli spazzacamini, i suonatori di organetto, i venditori di fiammiferi, i venditori di ghiaccio, i venditori di uccelli e perfino gli “annunciatori del cambio di orario”.

Ogni epoca in città ha le sue voci e i suoi rumori. Peccato che oggi dominino solo quelli dei motori; ma le tramvie ci aiuteranno.