Due gemme a Loro Ciuffenna: la Pieve di Gropina e il museo Venturino Venturi

Scritto da Francesco Giannoni |    Marzo 2014    |    Pag. 41

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Fra le numerose e belle sorprese che riserva il Valdarno superiore, sulle pendici del Pratomagno annoveriamo Loro Ciuffenna. Di antiche origini, è menzionato già nell’XI secolo come importante feudo dei Conti Guidi, a controllo della via Cassia.

Passato a Firenze nel 1293, Loro Ciuffenna conobbe un notevole sviluppo urbano. Nel centro del paese, chiamato il Fondaccio, pieno di vicoli e piazzette, è chiaramente visibile la struttura medievale. Le due maggiori attrattive sono il fascinoso ponte a schiena d’asino e il mulino ad acqua con le macine in pietra, ancora funzionante.

A un tiro di schioppo da Loro, sulla via dei Sette Ponti, ecco la gemma del territorio: la pieve di Gropina (il nome deriva dall’etrusco krupina – villaggio -, anche se di tracce etrusche qua finora è stato rilevato poco e nulla).

Il primo edificio risale al 500 d.C.; nel VII secolo fu ampliato dai Longobardi che mantennero la dedica a San Pietro. Fra i reperti di quel popolo, una curiosa testa maschile ad altorilievo. Il numero 1233, inciso sulla massiccia torre campanaria, indica l’anno in cui fu ricostruita la pieve. Se la facciata è ampia, severa e composta, appare invece mossa e fantasiosa l’abside coronata da una loggetta.

Ma è nell’interno che scopriamo uno dei manufatti più suggestivi della zona: l’ambone. Creato in epoca tardo-longobarda, fu smontato e riassemblato da maestranze romaniche.

Completano l’interno l’abside dagli archi sovrapposti e, a separare le navate, 12 colonne monolitiche dai capitelli scolpiti con fantasia e varietà.

L’artista di Pinocchio

Ma Loro Ciuffenna non è solo antichità. Con un salto quasi millenario, entriamo nel Museo Venturino Venturi, situato in alcuni spazi del Municipio. Inaugurato nel 1993, accoglie le opere di uno dei maestri dell’arte italiana del XX secolo; sono 38 sculture e 54 disegni che l’artista, nato a Loro Ciuffenna nel 1918, ha donato al paese natio.

Fra le opere alcune sono dedicate a Pinocchio (Pinocchio che medita, Pinocchio cardinale, Pinocchio fa una linguaccia a Geppetto ecc.); il burattino colpì molto la fantasia dell’artista che, fra l’altro, partecipò al concorso internazionale per il Monumento a Pinocchio a Collodi, vincendolo ex aequo con Emilio Greco.

A tavola!

Si sa che cultura non è solo arte, ma anche gastronomia. A Loro Ciuffenna si mangia bene: protagonisti le castagne del Pratomagno e i fagioli zolfini. Le prime si conservano per farci gustose castagne secche o si tostano (tipicità del Casentino) in forno a legna per poi macinarle e ricavarne una farina, base per saporiti castagnacci.

I secondi hanno rischiato di scomparire; ora si trovano abbastanza facilmente, anche nei negozi della grande distribuzione. La buccia gialla (da cui il nome), è talmente sottile che si scioglie in bocca; densa e cremosa la pasta.

Da provare anche il pollo in umido con i “rocchi” di sedano oppure le trote locali; concludiamo con il formaggio abbucciato aretino. Accompagniamo il pasto, centellinando il Valdarno di Sopra Doc.

Pieve di Gropina: visite 8-12 e 15-17 (19 con ora legale)

Museo Venturino Venturi: giugno-settembre: sab.-dom. e festivi 10.30-12.30 e 16.30-19.30; ottobre-maggio: sab.-dom. e festivi 16-19. Da lun. a ven. su appuntamento: tel. Pro loco 0559170136, ore 16-19; tel. Comune 055917011, fax 0559172977

Speciale soci

Sabato 22 e 29 marzo visite guidate a Loro Ciuffenna, alla Pieve di Gropina e all’Azienda Agricola Tiberio. Posti limitati, prenotazione obbligatoria con Reporter Viaggi, presso la galleria Coop via dell’Oleandro 37 Montevarchi (AR); 055 0544500 (agenzie di Toscana Turismo).

La quota di partecipazione sarà interamente devoluta alla Fondazione Il Cuore si Scioglie. L’iniziativa è a cura della sezione soci di Montevarchi.

Nelle foto la Pieve di Gropina


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