Un salto di qualità nell'impegno sociale

di Daniela Mori, Vice presidente della Fondazione Il Cuore si scoglie Onlus

 

Sono già tre anni che abbiamo dato vita alla fondazione Il Cuore si scioglie, raccogliendo l'eredità di un progetto che dal primo anno, il 2000, è cresciuto nella nostra cooperativa rafforzandone lo spirito solidaristico e la vocazione sociale.

Il Cuore si scioglie in questi anni si è caratterizzato soprattutto per le adozioni a distanza e progetti internazionali in Africa, Asia e Sud America. Settemila bambini a cui abbiamo garantito istruzione e assistenza sanitaria. Tanti progetti che hanno dato prospettive concrete a uomini e donne che vivevano in condizioni di estrema povertà. Ma siamo stati presenti anche in Calabria, accanto a quelli che combattono le mafie per dare opportunità di occupazione ai giovani e affermare condizioni di legalità nel lavoro e nella vita quotidiana.

La straordinaria sensibilità dei nostri soci e dei cittadini della Toscana ci ha permesso di realizzare tutto questo coinvolgendo sempre tante persone che hanno dato il loro contributo, che hanno partecipato in vari modi e che hanno mostrato fiducia in quello che abbiamo proposto.

Oggi, di fronte alla profonda crisi economica e civile, alle difficoltà crescenti delle persone e delle famiglie intorno a noi, ci siamo chiesti come potevamo interpretare una domanda di aiuto che viene dalla nostra terra. Per questo abbiamo deciso, senza abbandonare l'orizzonte internazionale e il sostegno ai bambini, di potenziare il ruolo delle mense e dei punti di ascolto della Caritas in Toscana.

Vorremmo promuovere il coinvolgimento delle persone, facendo ciascuno la propria parte, con quello che ci sentiamo di poter dare. Inoltre con l'Arci organizzeremo corsi gratuiti d'italiano per stranieri per favorirne l'integrazione. Anche in questo caso chiediamo l'aiuto dei nostri soci - per esempio: di insegnanti in pensione o giovani universitari - per allargare il più possibile l'iniziativa.

Nel periodo natalizio saremo nei punti di vendita dell'Unicoop Firenze per raccogliere fondi e cercare l'aiuto di tutti. Da una parte il sostegno dei soci e dei cittadini in generale, che con un contributo in denaro ci permetteranno di confermare e magari accrescere il sostegno a distanza di oltre settemila bambini nel sud del mondo.

Dall'altra abbiamo bisogno di altri volontari, oltre a quelli che già lavorano nelle sezioni soci e nelle associazioni. Anche fra i colleghi che lavorano nell'Unicoop Firenze abbiamo avuto da sempre un grande aiuto, fatto di iniziative nei punti vendita per la raccolta di fondi per il sostegno a distanza e i progetti di solidarietà.

Insomma, in un periodo di crisi, nel quale molte famiglie sono costrette a tener conto anche dell'euro da spendere, la solidarietà può continuare e può assumere molte forme anche più importanti dell'aiuto in denaro. Partecipare, aiutare, confrontarsi, non vuol dire solo dare, ma anche avere in termini di valori umani e sociali.

 

Disegno di Lido Contemori


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