I consigli dello specialista per l'uso corretto degli antibiotici

Scritto da Alma Valente |    Giugno 2009    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Era il 1945 quando il dottor Fleming, ricevette il Premio Nobel per aver scoperto la Penicillina, l'estratto di una specie di muffa che ha salvato la vita a milioni di persone al mondo. Da quella scoperta sono cambiate molte cose. Sentiamo chi cura quotidianamente sia giovani che vecchi, il dottor Carlo Nozzoli, direttore del Dipartimento 9 di DEA e medicina e chirurgia generale e di urgenza dell'Azienda ospedaliero-universitaria di Careggi.

A oggi quanti tipi di antibiotici esistono?
«Molti. Alcuni di origine naturale, altri di sintesi chimica. Si distinguono in batteriostatici (che bloccano la riproduzione del batterio) e battericidi (che uccidono il microrganismo). Comunque non hanno effetto contro virus, funghi e parassiti».

E in quale misura vengono utilizzati nel nostro Paese?
«Nell'ambito dell'Unione Europea, l'Italia, nel 2007, è stato uno dei paesi con il più alto consumo di antibiotici, preceduto solo da Francia, Grecia e Cipro. Può essere stimato che ogni giorno da noi circa un milione e mezzo di persone (il 2,5% della popolazione) assume, al di fuori dell'ambito ospedaliero, un antibiotico. Inoltre è da sottolineare che nel nostro settore, sempre nello stesso anno sono state consumate oltre 32 milioni di dosi di questi farmaci, coinvolgendo circa 3-4 milioni di pazienti».

Ma quando si deve ricorrere agli antibiotici?
«Quando esista una sufficiente certezza che i disturbi accusati da un paziente siano dovuti a una infezione batterica. A livello domiciliare, ad esempio, può essere fatta una diagnosi di tonsillite purulenta, polmonite o magari cistite. A livello ospedaliero esistono esami anche più complessi per dimostrare la presenza nell'organismo di una infezione batterica. È bene comunque puntualizzare che gli antibiotici non dovrebbero essere assunti per comuni sindromi influenzali».

Quali sono le principali reazioni agli antibiotici?
«Indubbiamente quelle allergiche che, in caso di somministrazione del farmaco per via endovenosa o intramuscolare, possono essere anche molto gravi. Altri effetti indesiderati sono da riferire a tossicità renale o epatica, a seconda del tipo di antibiotico usato».

È vero che esistono antibiotici di primo impiego ed altri da utilizzare nei casi più gravi?
«Certo. Alcuni si usano in prima battuta in quanto dotati di ampio spettro di azione su molti batteri. Ne esistono anche altri usati solo per le infezioni più gravi o quando, attraverso esami che individuano il batterio responsabile, si possa stabilire quale sia quello più efficace».

Quando si assumono antibiotici, occorre sempre prendere fermenti lattici o complessi polivitaminici?
«La regola è valida solo se usati per periodi prolungati (più di quindici giorni). In questi casi è indicato l'uso di fermenti lattici e vitamine del gruppo B».


Rimedi naturali

Nel nostro Paese c'è la tendenza a fare un uso eccessivo di antibiotici con il rischio che i batteri diventino più resistenti e di conseguenza meno sensibili alle cure. Quando i disturbi sono più lievi possiamo anche ricorrere ad una serie di rimedi naturali, per rinforzare il sistema immunitario e mantenerlo sano.
Alessia Safina, erborista di "Natura Verde" a Firenze ci dà qualche consiglio. I rimedi più conosciuti sono a base di Aloe vera, echinacea, fermenti-probiotici, semi di pompelmo, polline, propoli, rosa canina, tea tree, timo, Uncaria tomentosa.
E, sempre a suo dire, sono in crescita le persone che si rivolgono alla fitoterapia, forse per la percezione che un uso incongruo degli antibiotici può incidere negativamente sul nostro sistema immunitario. Però, come conferma la nostra erborista, solo quando i disturbi sono di entità moderata.


Ricordi
Polvere di luna

Sarà capitato a tutti nel corso della propria vita di sottoporsi a terapie più o meno fastidiose. Il problema è quando ad esserne soggetti sono i bambini.

Mi ricordo ancora che un inverno di diversi anni fa, mio nipote Matteo ebbe una brutta tonsillite ed il pediatra gli ordinò delle iniezioni di antibiotici. Alla vista della siringa, i suoi occhioni verdi si riempirono di lacrime silenziose.

Allora con lui feci un gioco: era una bella serata di luna piena e, mentre la mamma preparava il medicamento, aprii le tende della sua cameretta e gli dissi: «Matteo la vedi la luna? Ebbene in quel luogo magico esiste un cratere che si chiama Fleming, ed è da lì che arriva il contenuto che è dentro la siringa. E allora, piccolo mio, ti sembra possibile che possa darti dolore un po' di polvere di luna?»

Lui mi regalò un sorriso rassicurato mentre la punturina era già fatta. Ora Matteo è diventato avvocato, ma ogni volta che viene a trovarmi ritrovo sempre nei suoi occhi un po' di quella polvere di luna!


Disegno di Contemori


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