Dieci ettari di alberi intorno al nuovo centro di distribuzione merci

Gli abitanti della zona li chiamano "i pratoni" perché un tempo erano una grande distesa di terreni agricoli: qui è sorto il nuovo Centro distribuzione merci di Unicoop Firenze, che si è trasferito da Sesto dopo vent'anni. Intorno sta nascendo un grande parco alberato dell'estensione di 10 ettari, aperto a tutti. Le piante verdi che lo abbelliranno si inseriranno integralmente nella storia agricola della zona: viti, aceri campestri alti fino a cinque
Da pratone a parco
metri e le farnie, una specie di quercia gigantesca che può arrivare fino a quindici metri di altezza. Il progetto si è accollato numerose opere di salvaguardia idraulica e ambientale, perché il terreno in caso di piogge si è mostrato storicamente molto vulnerabile. In particolare sono state canalizzate in una fossa principale le fogne "a perdere" dell'abitato di Capannuccia, mentre su tutto il terreno sono stati costruiti bacini di sfogo e di raccolta delle acque. «Abbiamo l'assoluta necessità di migliorare il rifornimento dei nostri punti vendita per far trovare ai nostri soci e consumatori gli scaffali sempre pieni - sottolinea Golfredo Biancalani, amministratore delegato alla gestione commerciale-. E nello stesso tempo essere fortemente competitivi con il resto della distribuzione». La scelta di Scandicci non è casuale. Questo comune ha una collocazione geografica centrale rispetto alla rete di vendita del gruppo Unicoop, che si estende su sette province toscane (Arezzo, Firenze, Lucca, Pisa, Pistoia, Prato, Siena). Ciò significa un notevole risparmio nei percorsi dei camion, e quindi dei costi energetici e dei tempi di consegna. I problemi di viabilità della zona sono stati risolti con la costruzione di un anello stradale di due chilometri che collega la nuova struttura direttamente al casello autostradale, per non intasare le vecchie strade. Il magazzino occupa una superficie di 45 mila metri quadri, divisi in due corpi: uno per i generi vari e l'altro per i freschi movimentati in contenitori frigo sterilizzati. Oltre 600 dipendenti lavorano in un processo interamente informatizzato, con un computer come mente operativa di tutto. «Nel progettare i nuovi magazzini abbiamo migliorato le condizioni di lavoro e di sicurezza degli addetti, investendo molto su questi aspetti», sottolinea Biancalani. Nel nuovo magazzino si sono trasferiti alcuni settori della cooperativa che finora avevano avuto vita separata: acquisti, logistica, vendite, tecnico e risorse umane. La loro aggregazione consente di mantenere in un unico luogo tutta la gestione operativa, creando maggiori sinergie, rapidità di scambio d'informazioni e dunque di intervento. «Le nuove strutture devono essere utilizzate al massimo, ventiquattrore su ventiquattro — conclude Biancalani —. Solo così potremo essere competitivi ed efficienti».