Antica Badia di San Savino

Per chi arriva dalla Tosco-Romagnola non vederla è praticamente impossibile. Specialmente di notte, quando una sapiente illuminazione la fa sembrare quasi irreale. Eppure molti ignorano l'esistenza di quella grande Badia, che sorge vicino alla riva sinistra dell'Arno, a soli cinque chilometri da Pisa.
Dedicata a San Savino, fu costruita tra la fine dell'XI e i primi del XII secolo in sostituzione della precedente abbazia, datata 780, completamente distrutta da un'alluvione.
Il complesso, dalle notevoli dimensioni, si articola su due piani: un piano terra - che ospitava i magazzini per il grano e i foraggi, le cantine e le stalle - e un piano superiore dove vivevano i monaci (dell'Ordine di Camaldoli, a parte qualche breve parentesi storica), con i dormitori, la cucina, la biblioteca, le stanze per gli ospiti. L'antica merlatura, che coronava l'edificio, non esiste più ma è ancora riconoscibile dalle finestrelle sotto la copertura. Al primo piano (sette metri di altezza) si accede attraverso una suggestiva scalinata di 31 gradini, coperta da volte a botte e a crociera.
La chiesa, in puro stile romanico, sorge a parte. Consacrata da papa Innocenzo III, ha la facciata e la parte absidale decorate da lesene e archetti ciechi, l'interno è a croce latina con navata unica. Tra la chiesa e le abitazioni c'è ancora la cisterna, assai profonda, centro della vita monastica nei primi secoli della costruzione.
In seguito alla soppressione dell'Ordine di Camaldoli, nel 1561, il monastero fu assegnato ai Cavalieri di Santo Stefano, il nuovo ordine militare equestre istituito per difendere il Mar Tirreno dai corsari saraceni. Alla fine del 1700 tutto il complesso fu acquistato da una ricca famiglia della zona.
Il resto è storia recente: dopo un periodo di degrado, superato grazie all'interessamento della popolazione del luogo e gli interventi di restauro alla torre campanaria, distrutta nel '44 dall'esercito tedesco in ritirata, il complesso ha recuperato tutto il suo fascino.
Nel frattempo la badia è diventata una parrocchia, affidata a don Alberto Armellin, che sarà ben felice di aprire a tutti le porte della 'sua' chiesa.

Come si raggiunge
Venendo da Firenze, dalla superstrada, uscita Navacchio: una volta raggiunto il paese, all'incrocio con la Tosco-Romagnola, girare a sinistra, in direzione Pisa.
Per informazioni e visite rivolgersi al parroco, tel. 050 772645