Martin Mystère "detective dell'impossibile" trasferito in Toscana si trasforma

Scritto da Gabriele Parenti |    Novembre 2009    |    Pag.

Giornalista professionista e regista radiotelevisivo, Gabriele Parenti ha realizzato vari programmi per le reti nazionali della Rai (Intercity-cultura, Learning, Speranze d'Italia) e per Rai International. Autore di documentari e di docu-fiction, attualmente coordina i programmi culturali della Sede Rai di Firenze. Ha svolto attività di ricerca presso l'Istituto di Filosofia del Diritto e di Studi storico-politici dell'Università di Pisa; tiene workshop e seminari nelle Università di Firenze, Pisa e Siena. Tra i suoi libri: Il pensiero dell'esilio (1986); La Sfida. Il pensiero e il coraggio di Robert Kennedy (1999); Il sogno e la memoria (2000); Il lato oscuro (2002); Sui crinali della storia (2005); Oltre l'immagine (2006).

Ottobre si chiude e novembre si apre con una grande kermesse del fumetto a Lucca. Una rassegna, quella del "Lucca Comics & Games", che negli ultimi anni ha allargato gli orizzonti fino a non poterla definire compiutamente come "mostra" o "mostra-mercato", è un festival a tutti gli effetti, con molti eventi, tante sfaccettature e con un respiro internazionale.

Ne traiamo spunto per parlare del mondo dei fumetti da una prospettiva diversa, più consona all'Informatore, che parla di consumi, ma anche di territorio e di toscanità.

Firenze è la patria d'adozione di un noto eroe del fumetto, Martin Mystère, la cui serie è iniziata nel 1982. Antropologo e conduttore di un programma televisivo, il "detective dell'impossibile", è stato ideato dal noto sceneggiatore e autore televisivo Alfredo Castelli, ed è, insieme a Tex Willer e a Dylan Dog, uno dei personaggi più longevi dell'Editrice Bonelli.

Mystère è nato e vive a New York ma effettua lunghi soggiorni a Firenze (dove ha studiato storia dell'arte), in un elegante appartamento di via dell'Anguillara, presso piazza Santa Croce. Ed è proprio durante uno di questi soggiorni che il suo carattere si modifica. Infatti, nei primi album è un uomo d'azione, un mix tra Indiana Jones e James Bond, e si cimenta in avventure rocambolesche, viaggia in Ferrari, si circonda di splendide ragazze e ha per fidanzata una bellezza patinata.

Invece, nelle storie ambientate in Italia il protagonista diviene più "umano". Addirittura esagera i propri difetti come la (finta) paura di invecchiare. A Cannes, dove inizia l'avventura della Maschera di ferro, dichiara di non provare alcuna attrazione per il casinò e rimpiange perfino di aver puntato dieci euro alle roulette. Insomma, una sorta di anti-007, rigorosamente monogamo ed ecologista: smette di bere e di fumare come accadeva, invece, nei primi fumetti.

 

Arte e mistero

Proprio questo riposizionamento dei personaggi (analogo a quello di Tex) è stato una formula vincente perché ha ringiovanito il fumetto adeguandolo ai mutamenti del costume.

Martin finisce, così, per sposare la bella Diana che, nel frattempo, è divenuta una donna dalla personalità forte e dotata di un sano realismo. Nelle avventure italiane, inoltre, i misteri s'intersecano alle vicende dei nostri giorni, ed entrano all'improvviso nella vita quotidiana.

Molti anni prima del fenomeno editoriale de Il Codice da Vinci, i racconti di Martin Mystère ci portano nelle cattedrali gotiche tra i segreti dei templari, offrono chiavi di lettura inconsuete nel rapporto fra vicende storiche e tradizioni esoteriche.

Il detective dell'impossibile sceglie, dunque, Firenze come base delle avventure italiane. Alcune storie hanno come protagoniste celebri opere d'arte e sono l'occasione per parlare di Dante e del presunto percorso iniziatico della Divina Commedia, di Boccaccio (e di segreti celati nel Decamerone), di Leonardo da Vinci, di Marsilio Ficino e di Pico della Mirandola (e, ovviamente, dell'alchimia e della kabbala nel ghetto di Firenze).

E merita ricordare un'avventura che prende avvio dalla villa fiesolana in cui Boecklin visse e dove dipinse le varie versioni de L'Isola dei morti, che forse ha avuto come soggetto il Cimitero degli inglesi di Firenze: uno dei quadri più misteriosi di ogni epoca, che i grandi dittatori prediligevano, tanto che Hitler ne conservava una copia nel suo bunker a Berlino, e Stalin lo teneva in camera da letto.

 

Non solo Firenze

Il raggio d'azione si allarga, poi, a molte altre località italiane, da Otranto la cui cattedrale conserva iscrizioni inerenti a re Artù e, sempre in Puglia, a Castel del Monte (presso Andria), la fortezza dalla misteriosa forma ottagonale, con le sue suggestioni esoteriche; da Roma e dalle catacombe, si passa a Napoli con i misteri della smorfia, dalla Bologna medievale dove Martin incontra Bonvi, l'autore di Sturmtruppen, alla Sicilia ove indaga sulla scomparsa di Ettore Majorana.

Nel capoluogo toscano, troviamo fumetti con splendidi disegni di Martin sul Ponte Vecchio, a Boboli, alla stazione di Santa Maria Novella, a Fiesole, in piazza Santo Spirito, e speriamo di vederlo presto anche in luoghi meno conosciuti ma estremamente suggestivi, sia nel centro che nell'hinterland della città. Fra l'altro, in via dell'Anguillara in epoca romana sorgeva un tempio dedicato ai culti iniziatici di Mitra.

Potrebbe essere un incipit per una nuova storia del detective dell'impossibile?

 


Nella foto: Alfredo Castelli

 


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