L’autore di Maledetti Toscani raccontato dallo scrittore di Caos calmo

Scritto da Valentina Vespi |    Ottobre 2017    |    Pag. 7

Sandro Veronesi commemora Malaparte

Sandro Veronesi commemora Malaparte

Anniversario

Vincitore di importanti premi letterari, come il Campiello e il Premio Viareggio con il romanzo La forza del passato, uscito nel 2000, e del più conosciuto premio letterario italiano, il Premio Strega, nel 2006 con Caos calmo, lo scrittore toscano Sandro Veronesi ha tenuto a Prato, la sua città, una lezione-commemorazione su Curzio Malaparte in occasione del sessantesimo anniversario della morte, avvenuta il 19 luglio 1957. Veronesi è tra gli scrittori italiani contemporanei più apprezzati e seguiti. Di lui hanno scritto che ha «la capacità di raccontare e disegnare personaggi memorabili». Il realismo della vita quotidiana e le coincidenze che possono far cambiare il corso di una vita sono spesso protagonisti delle sue opere. Appassionato di calcio e tennis, nel suo ultimo lavoro Un Dio ti guarda Veronesi racconta di personaggi dello sport entrati a far parte della storia.


Vita tumultuosa

Molte sono state, nel corso di quest’anno, le iniziative dedicate a Malaparte, che è stato durante la sua vita controversa scrittore, giornalista, poeta e saggista. Convinto fascista, ha poi combattuto il regime di Mussolini, aderì in seguito al Partito repubblicano italiano e negli ultimi anni di vita strinse amicizia con Togliatti, facendo richiesta di adesione al Partito comunista italiano. Fondò diverse riviste e collaborò con i maggiori quotidiani nazionali, come “La Stampa”, “Il Corriere della Sera” e “L’Unità”. Kaputt e La pelle sono i suoi romanzi più conosciuti e apprezzati, insieme a Maledetti toscani, un ritratto ironico e realistico della “toscanità”. L’editore Adelphi ha ora ristampato i libri più famosi di Malaparte. Apprezzato da colleghi come Montanelli, definito da Piero Gobetti «la miglior penna del regime», negli anni è stato dimenticato da molti, ma non dalla sua città natale, che spesso lo ha ricordato e commemorato. Figlio di un tintore tedesco che lavorava a Prato (il vero nome di Malaparte è Kurt Erich Suckert), a 16 anni fuggì per andare a combattere in Francia durante la prima guerra mondiale. A Prato tornerà per essere sepolto, secondo le sue volontà, in un mausoleo costruito sulla cima del monte Spazzavento.


La parte “meglio” di Malaparte

La lezione tenuta da Veronesi ha affrontato il testo di Malaparte Mamma marcia, pubblicato postumo da Vallecchi due anni dopo la morte, nel 1959, anno di nascita dello stesso Veronesi. Considerato il testamento di Malaparte, mostra la grandezza dello scrittore, che affronta il tema della morte della madre unita al suo sentire sull’Europa. Chiediamo a Veronesi cosa rappresenta Curzio Malaparte nella letteratura italiana del ‘900 e quale romanzo consiglierebbe a chi non lo conosce: «Malaparte è forse lo scrittore italiano del Novecento più famoso in Europa. Allo stesso tempo, è uno dei più trascurati in Italia. Questa contraddizione contiene probabilmente un mistero legato alla biografia di Malaparte, e alla cattiva qualità dei rapporti umani da lui intrattenuti con gli intellettuali del suo paese. I romanzi che consiglierei di leggere sono Kaputt e La pelle, e so di non dire nulla di originale. Ma sono oggettivamente molto potenti, entrambi».


Perché allora la scelta di Mamma marcia per la lezione commemorativa di Malaparte? «Perché secondo me è, molto semplicemente – spiega Veronesi –, il suo libro più bello. Più bello anche dei due romanzi citati prima, perché non è un romanzo. Che poi sia incompiuto, è solo per la fatalità della morte di Malaparte, non perché non sia riuscito a completarlo».


Maledetti toscani è una delle opere più famose, cosa scriverebbe Malaparte dei toscani di oggi?

«Non ne ho idea. Ma temo che questi tempi non siano per nulla compatibili con la forza iconoclasta e provocatoria di Malaparte – risponde Veronesi –. Uno come lui verrebbe continuamente frainteso e ciò lo spingerebbe a dare il peggio di sé, e non il meglio. Se il dibattito, dai libri di saggi, si sposta sui social media , il vantaggio di essere Malaparte, ma il discorso sarebbe buono pure per Pasolini, si azzera». Sui suoi lavori futuri Veronesi non si sbilancia: «Sono progetti ancora molto acerbi, per il momento non è il caso di parlarne».


«Io son di Prato, m’accontento d’esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo» Curzio Malaparte


www.sandroveronesi.it


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